Puntare sulla capitale scortato da un esercito vincitore rimasto improvvisamente senza capi, morti in circostanze oscure. Farsi attribuire la massima magistratura imponendo come collega un parente, liquidato dopo poche settimane. Atterrire, armi in pugno, il Senato - prima illuso poi tradito - e imporgli di avallare una procedura apertamente incostituzionale. Avviare, grazie a un'inedita magistratura straordinaria, le più feroci proscrizioni. Questa la ‘marcia su Roma’ di Gaio Giulio Cesare Ottaviano, figlio adottivo di Cesare, e futuro Augusto, il 19 agosto dell'anno 43 a.C. Mai la Repubblica aveva visto qualcosa di simile.
Luciano Canfora è professore emerito dell’Università di Bari. Ha diretto i “Quaderni di storia” e collabora con il “Corriere della Sera”. Tra le sue pubblicazioni per i nostri tipi, più volte ristampate e molte delle quali tradotte nelle principali lingue: Storia della letteratura greca; Libro e libertà; Giulio Cesare. Il dittatore democratico; Prima lezione di storia greca; La democrazia. Storia di un’ideologia;L’occhio di Zeus;La prima marcia su Roma;Il papiro di Artemidoro; Il mondo di Atene; Intervista sul potere (a cura di A. Carioti); La crisi dell’utopia. Aristofane contro Platone; Augusto figlio di Dio; Tucidide. La menzogna, la colpa, l’esilio; Cleofonte deve morire;La scopa di don Abbondio. Il moto violento della storia;Il sovversivo. Concetto Marchesi e il comunismo italiano; Fermare l’odio; La metamorfosi; Il tesoro degli Ebrei. Roma e Gerusalemme; La democrazia dei signori; Catilina. Una rivoluzione mancata; Sovranità limitata;Il porcospino d’acciaio. Occidente ultimo atto.