Le origini

La storia dei primi passi della Laterza è la storia di una famiglia meridionale, di modeste condizioni ma intraprendente.
Nel 1881, quattordicenne, il primo figlio di Giuseppe Laterza (1841-1914) e Maria Pugliese (1843-1886), Vito (1867-1935), va a guadagnarsi da vivere emigrando ad Alessandria d’Egitto dove aiuta lo zio Eugenio, ebanista. Nel 1882 Vito fa ritorno a Putignano con la famiglia dello zio. L’esperienza all’estero gli ha dato un certo gusto per il commercio e nel 1885 egli decide di aprire un piccolo negozio di cartoleria e libri scolastici.

La prima sede del negozio è a Putignano – paese a cavallo tra le attuali province di Bari e di Taranto – e poi a Taranto. La piccola ditta individuale viene denominata ‘Gius. Laterza & Figli’, sia perché Vito è minorenne e deve dunque riferirsi al padre; sia perché in lui c’è il proposito di coinvolgere gli altri quattro fratelli (Pasquale, Giovanni, Luigi, Francesco). A Taranto Vito chiama a collaborare con sé il fratello più piccolo, Francesco (1879-1928), di soli nove anni. Il 6 ottobre 1889 Vito, lasciata Taranto, apre la sede barese – restringendo l’attività alla sola cartoleria – perché il capoluogo pugliese gli appare di più sicuro avvenire. Nel frattempo ha chiamato a collaborare nell’esercizio commerciale di cartoleria Pasquale (1870-1953), che si occupa delle vendite al pubblico, mentre Francesco cura i rapporti con i clienti esterni. Nel 1891 si unisce a loro Luigi (1875-1927), proveniente da una esperienza a Napoli presso una litotipografia: nel 1895 avvierà l’attività della Tipografia Laterza. L’ultimo arrivato è Giovanni (1873-1943), che rientra da Milano dove ha sposato Agostina Broggi, commessa alla libreria Vallardi. Insieme alla moglie Giovanni apre la Libreria Laterza nel 1896.

All’inizio del ‘900, dunque, i cinque fratelli sono impegnati in azienda: Vito come titolare della firma sociale; Pasquale e Francesco in Cartoleria; Luigi in Tipografia; Giovanni nella Libreria che poi diverrà editrice. E infatti nel 1901 la ditta individuale si trasforma in società in nome collettivo che vede partecipi pariteticamente tutti i fratelli Laterza insieme al padre Giuseppe. Tale resterà fino al 1963 quando avverrà la trasformazione in società per azioni.

Gli inizi e Benedetto Croce

La Casa Editrice nasce il 10 maggio 1901, quando con una lettera circolare Giovanni Laterza annuncia la nascita della ‘Casa Editrice Gius. Laterza & Figli’.

Giovanni Laterza si propose inizialmente di farsi editore «di servizio» per gli autori baresi e pugliesi, con particolare attenzione ai temi della cultura tecnica, economica, commerciale, giuridica. Ma, di fronte alla difficoltà di creare un programma editoriale con le sole risorse locali, egli cercò subito altrove referenti autorevoli. Decisivo per i destini della Casa Editrice è, nel dicembre 1901, l’incontro con Benedetto Croce; lo rievoca così Croce stesso, nel Proemio alla «Critica» nel suo XLII anno (1944), rivolgendosi con tono affettuoso e commosso a Giovanni, scomparso l’anno prima:
«Nacque allora di colpo in te verso di me una fiducia intera, e questa fiducia, accompagnata da costante pazienza, non tanto mi piaceva per sé stessa, quanto era da me giudicata documento del tuo sicuro intùito, perché avevi saputo leggere nel fondo della mia anima (e di ciò ti ero grato) il mio completo disinteresse, cioè il mio unico interessamento per le cose che tenevo buone e utili».

Croce tracciò nel giro di pochi mesi quella che di fatto è stata, ed è ancora oggi, la «mappa genetica» della Laterza; fu lui, nel giugno del 1902, ad invitare chiaramente Giovanni Laterza ad abbandonare il progetto di pubblicare opere letterarie: «Credo poi che fareste bene ad astenervi almeno dall’accettare libri di romanzi, novelle e letteratura amena: e ciò per comparire come editore con una fisionomia determinata: ossia come editore di libri politici, storici, di storia artistica, di filosofia, ecc.: editore di roba grave».

Il programma iniziale di Giovanni Laterza assume, quindi, una connotazione del tutto diversa: l’editore locale si ritrova proiettato in un orizzonte europeo; l’editore di libri tecnici e di letteratura diventa editore di saggistica di cultura; l’editore avventizio a caccia di occasioni di pubblicazione si trasforma in editore selettivo ed esigente. E nel giro di pochi anni viene rifondata la «Biblioteca di Cultura Moderna», la prima collana della casa editrice, e nascono i «Classici della Filosofia Moderna» (1906), le «Opere di Benedetto Croce» (1908), gli «Scrittori d’Italia» (1910), i «Filosofi Antichi e Medievali» (1915). Dal 1906, inoltre, Laterza cura l’edizione della rivista «La Critica», diretta anch’essa da Croce.

Vito Laterza e la fase post crociana

Il sodalizio tra Giovanni Laterza e Benedetto Croce durò – si può dire – anche oltre la scomparsa, nel 1943, di Giovanni: di certo sino al 1952, anno in cui anche Croce scompare. Il difficile compito di proseguire l’attività della Casa Editrice fu assunto da Vito Laterza (1926-2001).

Entrato in Casa Editrice nel 1949 a fianco di Franco Laterza (uno dei figli di Giovanni), Vito non tenta nemmeno di trovare un «timoniere» che sostituisca funzionalmente Croce; punta invece alla costruzione di una rete di «amici di Casa Laterza» dalla quale trarre proposte e suggerimenti da incastonare nei contenitori editoriali da lui progettati.

Nel 1951, esattamente nel cinquantenario della Casa Editrice, esordisce la collana «Libri del Tempo», che tratta i temi del dibattito culturale e politico contemporaneo e che, nel primo quindicennio di vita, sconfina nel campo della narrativa, per assolvere al compito di rappresentare situazioni, argomenti, personaggi irriducibili a una scrittura saggistica tradizionale.

Intorno al 1960 vengono poi introdotte tre innovazioni essenziali: si avvia la costruzione di una rete di ispettori per la promozione in libreria e nelle scuole, che verrà successivamente integrata con l’affidamento della distribuzione alle Messaggerie Italiane; viene aperta una sede a Roma per agevolare i contatti editoriali; si fonda a Bari una redazione strutturata. Nel 1963 la vecchia società familiare in nome collettivo viene trasformata in una società per azioni, con organi amministrativi adeguati a una gestione aziendale più moderna.

L’esito del percorso tracciato da Vito Laterza vede quindi, tra il 1960 e il 1980, cambiare il volto della Casa Editrice. Al nucleo redazionale barese se ne aggiunge uno romano, e nel 1972 la sede legale viene trasferita a Roma: dall’aprile dell’anno successivo, sui frontespizi dei libri Laterza il luogo di pubblicazione è «Roma-Bari». Il numero medio delle novità pubblicate per anno cresce notevolmente: da una cinquantina, alla metà degli anni Sessanta, a un centinaio alla fine del decennio, a centoventi circa alla fine degli anni Settanta. Anche le tirature medie ottengono, soprattutto tra il 1964 e il 1970, un forte incremento, cui fa da traino la collana tascabile «Universale Laterza» (1964), che oscilla tra le dieci e le quindicimila copie – anche in ristampa. Al medesimo periodo appartengono iniziative di particolare successo: la collana «Storia e Società» (1964), destinata a ospitare titoli di storia per un pubblico più largo; le «Grandi Opere» (1968), che si affermano nel campo degli studi di architettura e urbanistica; i «Saggi tascabili Laterza» (1974), che impongono il modello del libro-intervista, tascabile, sui grandi temi di attualità politica e culturale. Nel mondo della scuola una decisa ondata di rinnovamento è portata dai manuali di letteratura italiana di Carlo Salinari e Carlo Ricci (1969); di storia di Rosario Villari (1969); di filosofia di Francesco Adorno, Tullio Gregory e Valerio Verra (1973).

La trasformazione di fine secolo (1980 - 2000)

 


 

Tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta il panorama editoriale muta radicalmente. Il raffreddamento del dibattito ideologico-politico e il tramonto del cosiddetto «impegno» sono alla base della crisi del settore dell’editoria di cultura, con particolare riferimento all’area della saggistica. Vito Laterza, in questa fase difficile, deve ridimensionare le collane economiche e ridurre in generale le tirature medie, con l’inevitabile effetto di aumentare i titoli pubblicati. Può fare leva invece sulle opere per la scuola e sulla domanda, ancora crescente, espressa dall’università.

Del 1981 è la «Biblioteca Universale Laterza», finalizzata a valorizzare soprattutto il catalogo di opere di storia e di classici della filosofia, risolvendo il problema dei limiti di dimensione e di prezzo delle collane tascabili. Nel 1989 viene varata la collana «Manuali Laterza» che, oltre a intervenire nelle aree disciplinari tradizionalmente familiari alla Laterza, apre nel tempo nuovi filoni quali il diritto, la filologia romanza, la pedagogia e la didattica. L’esigenza di rinnovare la proposta editoriale si fa sentire anche sul fronte della saggistica: nascono così due collane, «i Robinson» (1980), destinati alla saggistica divulgativa, e i «Sagittari Laterza» (1986), dedicati a temi più specialistici. Come nel caso della «Biblioteca Universale», queste iniziative scaturiscono dalla necessità di diversificare l’offerta rispetto alle collane tascabili.

Crescente peso assumono anche i rapporti di collaborazione con importanti istituti di credito e aziende, ma anche con un’istituzione come la Banca d’Italia, di cui viene assunta la pubblicazione della «Collana Storica» (1989).

Nell’autunno del 1989 la Laterza cessa di essere una società tutta familiare e di essere governata da un consiglio d’amministrazione di famiglia, pur essendo confermati i ruoli di Vito Laterza come consigliere delegato e di Paolo Laterza come presidente (già dal 1970) del consiglio d’amministrazione. Ancora una volta, è necessario riconfigurare il profilo delle attività.

Nel 1993 viene lanciata la collana «Economica Laterza» che, non più in formato tascabile ma con le stesse caratteristiche di prezzo di copertina, ha rinnovato l’esperienza della «Universale Laterza» e ha contribuito a rilanciare tutto il catalogo, recente e meno recente, della Casa Editrice.
Vengono inoltre avviate iniziative di collaborazione internazionale con altre case editrici. La più significativa è, senza dubbio, la collana «Fare l’Europa», che nasce nel 1993 con l’intento di ricostruire i tratti comuni del Vecchio Continente alle soglie dell’unificazione europea. Il progetto, ideato dalla Laterza e diretto da Jacques Le Goff, raccoglie le energie di altre quattro case editrici – Editions du Seuil, per la Francia; Blackwell, per il Regno Unito; Beck, per la Germania; Crítica, per la Spagna – ed è seguito da editori partner portoghesi, olandesi, ceki, slovacchi, polacchi, ungheresi, bulgari, lituani, turchi, coreani, giapponesi.

 

Nuovi orizzonti

Le linee editoriali attuali sviluppano e arricchiscono le scelte caratteristiche della fase precedente: in particolare, danno forza al settore dell’editoria formativa, da un lato, e, dall’altro, selezionano un’offerta significativa di saggistica in grado di raggiungere il largo pubblico introducendo, attraverso alcune collane – «i Robinson/Letture» e «Contromano» – molti titoli al confine tra saggistica e narrativa per trattare temi più o meno complessi attraverso gli scorci e le suggestioni della scrittura letteraria.

Vengono prodotti in formato digitale perlopiù tutti i titoli-novità dando inizio, contemporaneamente, a una massiva operazione di recupero di titoli dal Catalogo resi disponibili sul mercato in forma di ebook. Sono state poi varate nuove collane: «Anticorpi», ‘immuno letture per spiriti liberi’; «Idòla» che si propone come un antidoto contro i falsi assiomi che circolano ampiamente nel dibattito pubblico; «Celacanto», collana per ragazzi illustrata da disegnatori di prestigio per raccontare la storia a un pubblico più giovane; «Cultura storica», per affrontare le questioni più urgenti e significative della contemporaneità; «Audiolibri», perché l’ascolto si manifesta sempre di più come una via percorribile anche per la lettura. Tra il 2017 e il 2018 da un lato è stata rilanciata la collana «Tempi nuovi», dall’altro all’interno de «i Robinson/Letture» sono nate nuove serie che hanno riscontrato e riscontrano successo di pubblico e di critica come “Storie di questo mondo” e “10 giorni che hanno fatto l’Italia”. Il catalogo scolastico viene rafforzato e diversificato, mantenendo una forte leadership nel campo della storia per le scuole medie superiori e, nel pieno rispetto delle indicazioni ministeriali, la produzione cartacea è associata alla produzione digitale con la creazione di piattaforme on line dedicate al mondo della Scuola. I cambiamenti più significativi degli ultimi anni appartengono altresì alla moltiplicazione dei canali attraverso i quali la Casa Editrice valorizza il catalogo ed esprime la propria competenza – maturata in più di 120 anni di storia – nel selezionare e intermediare contenuti di qualità.

La Laterza ha fornito i contenuti e, in alcuni casi, ha realizzato editorialmente alcuni dei principali successi nelle collane destinate alla vendita in edicola in allegato a quotidiani e periodici: tra le collaborazioni più importanti vanno ricordate quelle con il «Corriere della Sera», «L’Espresso» e «la Repubblica», «il Giornale», «Il Sole 24 Ore». Inoltre, ha assunto iniziative nel campo dell’organizzazione di grandi eventi culturali, tra i quali spiccano il Festival dell’Economia di Trento, giunto nel 2020 alla quindicesima edizione, che vede ogni anno l’intervento delle più qualificate personalità internazionali e una vastissima partecipazione di pubblico, e le Lezioni di Storia, che si tengono a partire dal novembre 2006 in alcune tra le maggiori città italiane: Roma, Milano, Torino, Firenze, Genova, Napoli, Trieste, Bari, Udine, Cagliari, Brescia, Trento/Rovereto, Verona, Padova, Matera.