Edizione: 2009, II rist. 2009
Pagine: 168, con ill.
Collana: i Robinson / Letture
ISBN carta: 9788842088400
Argomenti: Storia contemporanea, Storia d'Italia

“La nostra sfida alle stelle”

Futuristi in politica
Emilio Gentile
Sognavano una democrazia nazionalista e libertaria, proclamavano «oggi comanda la poesia», volevano portare gli artisti e la fantasia al potere, inventarono uno stile di rivolta politica destinato ad avere molti eredi, consapevoli e non, fra i ribelli del Novecento. Erano i futuristi.

«Ritti sulla cima del mondo noi scagliamo, una volta ancora, la nostra sfida alle stelle!»

Eccessivi, vitalistici, scandalosi, guerrafondai, così i futuristi si annunciano al mondo, nel manifesto di fondazione pubblicato da Marinetti su "Le Figaro" del 20 febbraio 1909. Nell'epoca della bella modernità fa irruzione un movimento artistico che pratica la ribellione contro il moralismo dell'Europa liberale, proclama a gran voce il rifiuto del passato («Aboliamo la storia!», incita Ugo Tommei), si propone di creare finalmente l'uomo 'nuovo'. Con la Grande Guerra, il futurismo entra in politica e, caso unico tra le avanguardie novecentesche, fonda un partito: accesamente interventista, nazionalista, incentrato sull'utopia radicale dello Stato nuovo e del naturale primato dell'italianità, nel corso della sua breve esistenza il movimento dei fasci futuristi intrattiene un legame non occasionale né contingente con Mussolini. Illusione, errore, propaganda, opportunismo: come valutare l'attività politica di un'avanguardia artistica ormai unanimemente celebrata come uno dei movimenti rivoluzionari fondatori dell'arte moderna?

Edizione: 2009
Pagine: 168
Collana: i Robinson / Letture
ISBN: 9788842088400

L'autore

Emilio Gentile

Emilio Gentile, storico di fama internazionale, è professore emerito dell’Università di Roma La Sapienza e socio dell’Accademia Nazionale dei Lincei. Nel 2003 ha ricevuto dall’Università di Berna il Premio Hans Sigrist per i suoi studi sulle religioni della politica. Collabora al “Sole 24 Ore”.

25 luglio 1943 ha vinto nel 2018 il Premio Acqui Storia, il più importante premio storico-letterario italiano.

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