Un libro che mi ha cambiato la vita | Francesco Bultrini

Knud Rasmussen, A nord di Thule

Il libro a cui ho pensato non mi ha cambiato la vita (non credo molto in questa filosofia).Ma di certo ha cambiato il mio modo di vedere alcuni aspetti della vita. Si tratta di A nord di Thule di Knud Rasmussen, edito Iperborea, 2025.

È un diario di viaggio, scritto nei primi del Novecento da un giovane esploratore groenlandese. Attraverso le sue pagine ho conosciuto la pietà che la natura ha nei nostri confronti, il senso di fratellanza e condivisione a cui ci impone di stare in condizioni di vita estreme. Ho sofferto la fame e patito il freddo nella totale assenza di vita nel nord della Groenlandia. Ho subito il fascino di quest’ultima, del suo perenne bianco orizzonte, della sua fauna selvaggia, dei suoi timidi e rari abitanti, della loro lingua, così gutturale e spezzata dal gelo.

Quella di Rasmussen non è una storia indimenticabile, anzi. Ma è anche grazie al suo diario se ora so meglio riconoscere i miei limiti, fare le giuste pause, ponderare i rischi, rispettare il contesto, valutare le forze.

Francesco Bultrini, studente di Filologia moderna all’Università “La Sapienza” di Roma.

Un libro che mi ha cambiato la vita | Federica Bergamelli

Leo Lionni, Federico

Il libro che mi ha cambiato la vita è Federico di Leo Lionni. È un libricino per bambini. Mi piaceva moltissimo da piccola, poi per tanto tempo me ne sono completamente dimenticata. Parla di un topolino con la vocazione poetica che mentre gli altri fanno provviste per l’inverno, “non lavora” ma contempla la natura. Nessuno lo capisce, lo scherniscono, lo riprendono. Fin quando d’inverno, nella tana le provviste finiscono e lui inizia a donare i frutti della sua di raccolta: parole che scaldano, confortano, sfamano.

Certe volte mi sono sentita e mi sento come Federico, poi però mi ricordo quella storia e quel topino incompreso che quando finalmente vede riconosciuto il suo valore, comunque ha l’umiltà di dire: “non voglio applausi né corone d’alloro perché in fondo ciascuno fa il proprio lavoro”. Per me, questo breve testo è stato come un vaccino, una puntura di cui mi ero dimenticata ma il cui antidoto si è attivato nel momento in cui ne avevo bisogno: quando il virus autodistruttivo dell’insicurezza stava per intaccarmi.

Federica Bergamelli, studente di Linguistica all’Università “La Sapienza” di Roma.

Un libro che mi ha cambiato la vita | Chiara Faggiolani

Luigi Pirandello, L’Umorismo

I libri che hanno segnato le traiettorie della mia vita sono tantissimi e nella maggior parte dei casi l’ho capito solo dopo, a distanza di anni. Non sempre sono stati i libri che ho amato di più. Per questo non parlo qui di un libro “preferito”, ma di una lettura che ricordo in modo nitido perché ha aperto una profondità di riflessione che, fino ad allora, avevo sperimentato solo nella vita e non ancora nella letteratura.

Si tratta del saggio L’Umorismo di Pirandello. Credo di aver letto centinaia di volte quel passaggio che inizia così: “In certi momenti di silenzio interiore, in cui l’anima nostra si spoglia di tutte le finzioni abituali…”. È stato forse il primo momento in cui, a 16-17 anni, ho intuito qualcosa che allora non sapevo ancora nominare: il valore dei momenti di silenzio interiore e la capacità dei libri di amplificarli, di renderci più lucidi di fronte ad essi.

Forse il desiderio che ho sempre avuto di dedicarmi a quello spazio di pensiero che solo i libri sanno aprire dentro di noi ha a che vedere proprio con questo.

Chiara Faggiolani, docente di Biblioteconomia al Dipartimento di Lettere e Culture moderne dell’Università “La Sapienza” di Roma. Con Laterza ha pubblicato Libri insieme. Viaggio nelle nuove comunità della conoscenza.

Un libro che mi ha cambiato la vita | Luciano Canfora

Albert Mathiez, La Rivoluzione francese

Al termine della scuola media ero insidiato da febbricole che mi tenevano spesso, come si direbbe in Toscana, allettato, e con molto tempo libero. Tra le risorse aveva il suo spazio la lettura (Dickens soprattutto). E fu in quel periodo che – lettura non più narrativa suggeritami da mio padre – ebbi tra mano i tre volumetti einaudiani di Albert Mathiez, La Rivoluzione francese.

L’opera, di impianto programmaticamente divulgativo, era nata nel 1920/21; usciva ora da Einaudi nel 1950. La grande novità (ma altrove non più tale) era il recupero del giacobinismo e soprattutto del sempre demonizzato Robespierre. Fu per me – che capivo quel che potevo – un nuovo inizio. Quelle vicende non le ho più perse di vista, nel corso degli anni. Mathiez spingeva il lettore a schierarsi. Perciò la lettura di poco successiva fu il Saggio comparativo di Alessandro Manzoni, che invece negava la legittimità addirittura del 1789, del “giuramento della pallacorda” e dell’autoproclamazione della Costituente. Una ‘provocazione’ che mi insegnò presto che lo studio della storia è un campo di battaglia.

Luciano Canfora, professore emerito dell’Università di Bari. Il suo ultimo libro con Laterza è Il porcospino d’acciaio.

Un libro che mi ha cambiato la vita

Sono stati numerosissimi i lettori che hanno partecipato al sondaggio Un libro che ha cambiato la tua vita, lanciato durante il Salone Internazionale del Libro di Torino, e in coda all’articolo trovate la classifica dei libri più segnalati. Una classifica che però intendiamo aggiornare e arricchire: ci sembra che il sondaggio, nato dal tema dell’incontro con Alessandro Barbero al Salone, sia diventato un’occasione importante di condivisione e confronto nella comunità dei lettori, e abbiamo deciso di accogliere tutte le nuove indicazioni di titoli e autori che continueranno ad arrivare nelle prossime settimane. Qual è dunque un libro che ti ha cambiato la vita? Puoi continuare a votare qui.

Inoltre, l’editore ha deciso di invitare alcuni lettori, diversi per età, professione e interessi, a scrivere un breve commento per raccontare il proprio legame con il libro scelto e il momento della vita in cui lo hanno letto. Troverai qui una selezione costantemente aggiornata dei contributi ricevuti:

Antoine de Saint-Exupéry, Il piccolo principe
nella vita di Nives Campostrini, studente di scuola superiore

Thomas Bernhard, Il soccombente
nella vita di Stefano Quaranta, artigiano

Thornton Wilder, Il ponte di San Luis Rey
nella vita di Ignazio Visco, ex Governatore della Banca d’Italia

Dino Buzzati, Il deserto dei Tartari
nella vita di Simona Di Profio, studente universitaria

Werner Jaeger, Paideia
nella vita di Alfredo Guarino, docente di Pediatria

Javier Reverte, Vagabondo in Africa
nella vita di Melanie Candeloro, studente universitaria

Carlo Collodi, Le avventure di Pinocchio
nella vita di Amedeo Feniello, docente di Storia medievale

Alessandro Barbero, Dante
nella vita di Vincenzo Gabriele Militello, studente di scuola superiore

Eugen Wiesnet, Pena e retribuzione. La riconciliazione tradita
nella vita di Gherardo Colombo, ex magistrato e saggista

John Steinbeck, Furore
nella vita di Marta Bulgherini, attrice e autrice teatrale

Albert Mathiez, La Rivoluzione francese
nella vita di Luciano Canfora, storico

Luigi Pirandello, L’Umorismo
nella vita di Chiara Faggiolani, docente di Biblioteconomia

Leo Lionni, Federico
nella vita di Federica Bergamelli, studente universitaria

Knud Rasmussen, A nord di Thule
nella vita di Francesco Bultrini, studente universitario

Non mancano i libri emersi durante l’incontro con Alessandro Barbero, nel racconto di Miriam Massone su La Stampa.

 

Un libro che mi ha cambiato la vita

Il conte di Montecristo – Alexandre Dumas

Il nome della rosa – Umberto Eco

Delitto e castigo – Fëdor Dostoevskij

Cent’anni di solitudine – Gabriel García Márquez

Alla ricerca del tempo perduto – Marcel Proust

Il maestro e Margherita – Michail Bulgakov

Guerra e pace – Lev Tolstoj

I fratelli Karamazov – Fëdor Dostoevskij

I promessi sposi – Alessandro Manzoni

10° Il ritratto di Dorian Gray – Oscar Wilde

11° La coscienza di Zeno – Italo Svevo

12° La montagna incantata – Thomas Mann

13° Lettera a una professoressa – Don Lorenzo Milani / Scuola di Barbiana

14° 1984 – George Orwell

15° Cime tempestose – Emily Brontë

16° L’idiota – Fëdor Dostoevskij

17° L’isola di Arturo – Elsa Morante

18° L’Odissea – Omero

19° Le memorie di Adriano – Marguerite Yourcenar

20° Madame Bovary – Gustave Flaubert

21° Mrs Dalloway – Virginia Woolf

22° Piccole donne – Louisa May Alcott

23° Q – Luther Blissett

24° Quaderni del carcere – Antonio Gramsci

25° Un uomo – Oriana Fallaci

 

 

Salone Internazionale del Libro di Torino: gli appuntamenti Laterza

Gli appuntamenti Laterza al Salone Internazionale del Libro di Torino.
Vi aspettiamo dal 14 al 18 maggio 2026 al Padiglione OvalStand W65!

giovedì 14 maggio

ore 15.00 | Spazio UniTo
Conoscere l’economia per scegliere meglio
con Elsa Fornero, Anna Lo Prete e Marzo Zatterin

ore 16.00 | Sala Bianca
Leggere, ascoltare, partecipare.
Pratiche e consumi culturali in Italia ieri e oggi

con Chiara Faggiolani, Guido Guerzoni, Paola Musso e Silvio Viale
coordina Giuseppe Laterza

ore 17.00 | Spazio UniTo
La fabbrica dei voti
con Cristiano Corsini e Daniela Robasto

ore 18.00 | Sala Gialla
Alleati digitali. La nostra IA personale
con Guido Saracco e PoliEnergy

venerdì 15 maggio

ore 12.00 | Sala Azzurra
L’albero della vita 
con Telmo Pievani

ore 13.00 | Sala della Montagna
Le Alpi in 30 montagne
con Enrico Camanni e Giovanni Carletti

ore 15.00 | Auditorium
Quattro libri che mi hanno cambiato la vita 
con Alessandro Barbero. Introduce Giuseppe Laterza

sabato 16 maggio

ore 10.45 | Sala Rossa
Occidente armato
con Luciano Canfora in collegamento streaming
introduce Giuseppe Laterza

ore 11.30 | La Pista 500
La mente delle donne
con Raffaella Rumiati, Piero Dorfles e Laura Onofri

ore 12.15 | Sala Oro
Il cantico della terra
con Stefano Mancuso

ore 17.00 | Libreria Gulliver (Salone Off)
Sotto i tamburi di guerra, ancora vita
con Bruno Maida e Viola Ardone
coordina Elena Forno

domenica 17 maggio

ore 11.30 | La Pista 500
La sedia del sadico
con Chiara Alessi

ore 13.45 | Bosco degli scrittori
Un evangelista e il suo DNA. Una storia di reliquie e di scienziati
con Guido Barbujani e Piergiorgio Odifreddi

ore 14.00 | Sala Granata
Lockerbie
con Giorgio Zanchini e Mario Calabresi

ore 15.15 | Sala Oro
Mai più
con Anna Foa e Andrea Malaguti

ore 18.30 | Sala Blu
La misura del dubbio
Interrogare il presente con la filosofia 

con Matteo Saudino, Marino Sinibaldi e Alessandro Laterza

lunedì 18 maggio

ore 11.45 | Sala Fucsia
A tu per tu con l’Iliade 
con Francesco Morosi

martedì 19 maggio

ore 18.30 | Fondazione Amendola (Salone Off)
La democrazia è antiquata
con Marco Revelli e Carlo Greppi

Romanzi nel tempo: come la letteratura racconta la storia

È ora online il primo episodio del podcast originale Romanzi nel tempo: come la letteratura racconta la Storia, un progetto degli Editori Laterza con Paolo Di Paolo, realizzato in collaborazione con BPER Banca e con la postproduzione a cura di Matteo Portelli, The White Lodge Studio.

Un viaggio, in compagnia di storici e storiche, a partire da nove grandi opere per esplorare le questioni fondamentali del Novecento.

I romanzi sono fatti di tempo. Il punto sulla linea della storia, il giorno, il mese, l’ora. Il tempo che letteralmente si svolge, la durata della vicenda, il cambiamento che il protagonista vive, la sua avventura di un’ora o di un secolo. E poi c’è il tempo in cui un romanzo cade, il tempo che reagisce a un romanzo, la reazione dei lettori, il dibattito che si scatena. E ancora: il tempo, il momento storico dell’ambientazione. Nove grandi romanzi del Novecento e dei nostri anni toccano e indagano eventi fatali della storia contemporanea, dalle inquietudini di inizio secolo alla catastrofe della seconda guerra mondiale, dalle dittature militari del Sudamerica all’11 settembre 2001.

Ogni martedì lo scrittore Paolo Di Paolo racconta un diverso romanzo, guidandoci nella vicenda ed evocando le atmosfere, per poi aprire il dialogo con gli storici e le storiche. Un affascinante corpo a corpo fra letteratura e storiografia: la leggenda e la verità, il mito e il documento. L’immaginazione e la fonte certa.

  1. La Storia di Elsa Morante e l’Italia nella seconda guerra mondiale con Vanessa Roghi – 12 maggio
  2. Il buio oltre la siepe di Harper Lee e il razzismo nella storia degli Stati Uniti con Alessandro Portelli – 19 maggio
  3. La montagna incantata di Thomas Mann e la fine della Belle Époque con Luciano Canfora – 26 maggio
  4. La tregua di Primo Levi e le storie dei sopravvissuti alla Shoah con Anna Foa – 2 giugno
  5. Il cielo diviso di Christa Wolf e gli anni della Guerra fredda con Gianluca Falanga – 9 giugno
  6. La casa degli spiriti di Isabel Allende e il Sudamerica delle dittature militari con Carlo Greppi – 16 giugno
  7. Molto forte, incredibilmente vicino di Jonathan Safran Foer e il trauma dell’11 settembre 2001 con Mario Del Pero – 23 giugno
  8. Leggere Lolita a Teheran di Azar Nafisi e le donne in un regime teocratico con Paola Rivetti – 30 giugno
  9. Il maestro e Margherita di Michail Bulgakov e la forza dell’amore nella Russia di Stalin con Alessandro Barbero – 7 luglio

Il podcast è disponibile su Spotify, Amazon Music, Spreaker e Deezer.

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Ep. 1: “La Storia di Elsa Morante” e l’Italia nella seconda guerra mondiale con Vanessa Roghi 

Ep. 2: “Il buio oltre la siepe” di Harper Lee e il razzismo nella storia degli Stati Uniti con Alessandro Portelli

Ep. 3: “La montagna incantata” di Thomas Mann e la fine della Belle Époque | Con Luciano Canfora

Utilità dei classici, con Luciano Canfora

Utilità dei classici è il nuovo ciclo di incontri curati e condotti dal professor Luciano Canfora.
La rassegna nasce dall’idea di rileggere alcuni classici della letteratura mondiale ribadendone l’intramontabile valore oltre che letterario anche di guida e strumento di riflessione sul nostro presente.

 

Episodio 1: Lev Tolstoj, «Guerra e pace» 

 

Episodio 2: Victor Hugo, «I miserabili» 

 

Episodio 3: Senofonte, «Anabasi» 

 

Episodio 4: Karl Marx e Friedrich Engels, «Manifesto del Partito Comunista»

 

Episodio 5: Tacito, «Annali»

 

Episodio 6: Voltaire, «Dizionario filosofico»

Episodio 7: Lucrezio, «De rerum natura»

Episodio 8: «Politica in giallo: Georges Simenon e Agatha Christie»

Episodio 9: «Il Nuovo Testamento»

[Proposte di lettura] 25 aprile

Bruno Manfellotto

Voglio uccidere Mussolini
Vita e trame degli attentatori del Duce

Bruno Manfellotto racconta la vita di ogni attentatore, i motivi che li spingono, le deboli alleanze che li sostengono, la solitudine in cui sono lasciati, le trame in cui cadono. E ricostruisce gli eventi che in pochi anni cancellano la democrazia e aprono la strada alla dittatura e alla tragedia finale.

 

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Antonio Carioti

L’uomo che sfidò Mussolini
Giovanni Amendola, antifascista liberale

Giovanni Amendola era per Mussolini «il più forte avversario che il paese potesse proporci». Per questo fu aggredito dai fascisti e cento anni fa morì per le conseguenze del pestaggio: un omicidio che, assieme a quello di Giacomo Matteotti, ha segnato la storia d’Italia. Liberale e antifascista, leader dell’Aventino e aperto alle istanze sociali, la sua figura ha ancora molto insegnarci.

 

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Marcello Flores – Mimmo Franzinelli

Il prezzo della libertà
40 vite spezzate dal fascismo (1919-1945)

La Resistenza al fascismo non comincia nel 1943 ma inizia sin da subito, nel 1919. È una Resistenza armata e civile, maschile e femminile, contadina e cittadina: uomini e donne che per ventisei anni combatterono contro il fascismo e morirono per opporsi al regime. Che cosa li spinse a tanto? Il trionfo della libertà sulla dittatura ci sarebbe stato anche senza il sacrificio delle loro vite?

 

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Storia passionale della Resistenza italiana

a cura di Chiara Colombini e Carlo Greppi 

La Resistenza in Italia è stata anche una guerra civile tra italiani, ma lo è stata all’interno di una guerra europea e mondiale. Ed è per questo che tra i partigiani troviamo combattenti di moltissimi paesi diversi che lottarono assieme contro il nazismo e il fascismo. Una storia a lungo trascurata e che oggi, a ottant’anni dalla Liberazione, possiamo finalmente riscoprire.

 

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Chiara Colombini

Storia passionale della guerra partigiana

A partire dall’8 settembre del 1943, e fino al 25 aprile del 1945, migliaia di giovani e meno giovani abbandonarono la loro vita abituale, presero le armi e si gettarono in un’avventura che stravolse la loro esistenza. Quali furono i sentimenti e le passioni che li spinsero a un passo del genere e li sostennero in quei venti mesi? Amore e odio, speranza e vendetta, dolore e felicità: osservare le passioni della Resistenza ‘in diretta’ significa avvicinarsi a quella esperienza in modo quasi viscerale ed eliminare le distorsioni prodotte dal passare del tempo.

 

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Giorgio van Straten

La ribelle
Vita straordinaria di Nada Parri

Una grande storia d’amore, vera e tragica come le grandi storie d’amore. La guerra, la Resistenza, la ricostruzione: la storia che travolge le nostre esistenze e le indirizza come un destino. La vita di Nada, donna ribelle e coraggiosa, ci porta a riflettere sulla speranza che ogni generazione, contro ogni apparente ragionevolezza, continua a riporre nel futuro.

 

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Tommaso Speccher

Storie della Resistenza tedesca

L’idea che anche in Germania sia esistita una Resistenza al regime hitleriano ci appare strana. Diamo per scontato che il consenso al nazismo sia stato elevatissimo e che, al massimo, ci possano essere stati pochi e isolati atti individuali, come l’attentato a Hitler di von Stauffenberg. Questo libro ci porta a scoprire la complessità dell’opposizione al nazismo all’interno della Germania e come la memoria di questa Resistenza sia oggi centrale nel discorso politico tedesco.

 

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Gabriele Ranzato

Eroi pericolosi
La lotta armata dei comunisti nella Resistenza

Le Brigate Garibaldi sui monti e i GAP nelle città furono le formazioni create dal Partito Comunista e costituirono l’asse portante di tutta la guerra partigiana contro gli occupanti tedeschi e i fascisti loro alleati. Lo storico Gabriele Ranzato ne ricostruisce le vicende mettendo in risalto, al di là di ogni pregiudizio, luci e ombre del loro operato, caratterizzato da un’alterna prevalenza di strategia ‘militare’ e obiettivi politici.

 

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Simona Colarizi

La resistenza lunga

Dopo la resa dell’Italia, l’8 settembre 1943, la lotta armata degli antifascisti è l’ultimo capitolo di una lunga resistenza al fascismo durata più di venticinque anni. L’eroica battaglia dei partigiani in questo ultimo tragico epilogo del conflitto mondiale, diventato anche guerra civile, ha in parte oscurato la ricostruzione dell’intera storia dell’antifascismo, eroica quanto i diciotto mesi resistenziali. Lunga è stata la resistenza, iniziata nel 1919, costata feriti e caduti sotto i colpi degli squadristi, continuata dopo il 1922 nella clandestinità, nell’esilio, nelle carceri e al confino.

 

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Marcello Flores – Mimmo Franzinelli

Storia della Resistenza

La Resistenza in montagna e quella in pianura. La guerriglia nelle città. Il sostegno della popolazione e il rapporto con la ‘zona grigia’. La collaborazione con gli Alleati e la guerra civile con gli italiani in camicia nera. A 75 anni dalla Liberazione, finalmente una ricostruzione con l’ambizione di proporre uno sguardo complessivo su fatti, momenti e protagonisti che hanno cambiato per sempre il nostro Paese.

 

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Carlo Greppi

25 aprile 1945

Carlo Greppi ricostruisce il giorno della liberazione senza arretrare di un millimetro dal metodo ma utilizzando una struttura nella quale la verità storica risulta quasi maieuticamente estratta dalla narrazione dei luoghi, dei fatti, delle connessioni.
Marco Bracconi, “Robinson – la Repubblica”

 

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Mimmo Franzinelli

Il fascismo è finito il 25 aprile 1945

Il fascismo è finito con la morte di Mussolini. I fascisti non esistono più o sono irrilevanti. L’Italia ha rotto per sempre con quel passato. Siamo sicuri che sia così? E allora come spieghiamo le molte continuità tra il regime e la Repubblica? Le bombe, i pellegrinaggi a Predappio e le continue violenze? È giunto il momento di smontare uno dei luoghi comuni più duraturo della storia repubblicana, ovvero quello secondo il quale il fascismo è morto e sepolto da fine aprile 1945.

 

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Chiara Colombini

Anche i partigiani però…

Avventurieri e ladri di polli. Protagonisti di una guerra inutile. Vigliacchi che colpiscono i nemici a tradimento. Terroristi. L’elenco dei luoghi comuni e delle falsificazioni sulla Resistenza è lunghissimo e continua a rafforzarsi a dispetto di ogni prova contraria. Perché?

 

 

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Piero Calamandrei

Uomini e città della Resistenza

Uomini e città della Resistenza, pubblicato una prima volta nel 1955, ha il merito di individuare una fra le dimensioni fondamentali della Resistenza: la sua natura tellurica, il legame dei partigiani con una specifica terra, con un preciso paesaggio.

 

 

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Marcello Flores – Giovanni Gozzini

Perché il fascismo è nato in Italia

Il fascismo è da sempre al centro dell’attenzione degli storici, che ne hanno studiato tutte le caratteristiche e le articolazioni. A un secolo dalla marcia su Roma, però, una domanda continua ad appassionare e dividere gli studiosi: perché il fascismo è nato proprio in Italia?

 

 

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Mussolini racconta Mussolini

a cura di Mimmo Franzinelli

Esistono molte biografie di Benito Mussolini ma mai nessuno aveva pensato di lasciare la parola al duce stesso, al racconto che della sua vita troviamo in pagine autobiografiche, tra cui molte inedite o dimenticate. Scopriamo così cosa pensava Mussolini della propria vita, come la raccontava agli altri, e come modificò questa autorappresentazione nel corso della sua esistenza.

 

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Emilio Gentile

Storia del fascismo

Un movimento antipartito che divenne partito milizia, che divenne regime totalitario in una monarchia, che divenne Stato imperiale e razzista, che divenne alleato di guerra e sconfitto in guerra, che risorse come repubblica subalterna e alla fine fu distrutto, diventando storia del passato: questo, e molto altro, fu il fascismo, la cui storia viene raccontata in questo libro dal più originale dei suoi storici.

 

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Nicola Labanca

Prigionieri, internati, resistenti
Memorie dell’“altra Resistenza”

Gli Internati militari italiani (Imi) hanno sempre fatto fatica a trovare un riconoscimento nella memoria della guerra e della Resistenza e in questi ultimi anni sono diventati un oggetto di contesa politica. Il loro ‘No’ al fascismo di Salò è stato depotenziato di ogni valore morale e politico. Sono tornati a essere dei prigionieri e non dei ‘resistenti senz’armi’. Un esempio di ‘battaglia sulla memoria’ nella quale la Resistenza rischia di essere di nuovo accantonata.

 

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Carlo Greppi

Il buon tedesco

Il capitano Jacobs è un buon soldato, rispettoso delle gerarchie, onesto. Improvvisamente nel 1944, assieme al suo attendente, decide di passare, armi in pugno, dalla parte dei partigiani. Sceglie di combattere contro i propri camerati. Perché lo fa? Inseguendo la parabola di quest’uomo viene alla luce una grande storia dimenticata: furono centinaia i tedeschi e gli austriaci a percorrere lo stesso cammino. Un piccolo esercito senza patria e bandiera, una pagina unica nella storia d’Italia.

 

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Mimmo Franzinelli

Storia della Repubblica Sociale Italiana 1943-1945

Tra il 1943 e il 1945 l’Italia conosce la sua ora più buia: il Paese diviso in due; la guerra tra le truppe alleate e gli occupanti nazisti; lo scontro tra la Resistenza e i tedeschi supportati dai fascisti. È l’estrema stagione politica di Benito Mussolini, la pagina più sanguinosa e dolorosa del Novecento italiano.

 

 

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Emilio Gentile

25 luglio 1943

Emilio Gentile, uno dei più autorevoli allievi di Renzo De Felice, mette in dubbio – sulla base di un’accurata esegesi delle testimonianze di tutti gli altri partecipanti alla seduta del Gran Consiglio e di documenti inediti provenienti dalle carte di Federzoni – le ricostruzioni di Grandi e dello stesso Mussolini su cosa avvenne il 25 luglio 1943.
Paolo Mieli, “Corriere della Sera”

 

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Carlo Greppi
L’antifascismo non serve più a niente
Immaginate un paese in cui si ripete costantemente «che c’entriamo noi col fascismo?» e «ma poi, anche se fosse, tanto non era una dittatura, anzi ha fatto pure qualche cosa di buono». Immaginate un paese dove il crollo del fascismo viene chiamato anche ‘morte della patria’, dove la Resistenza diventa un’eredità scomoda da nascondere quanto prima nella soffitta della memoria. Ecco, ora immaginate di mettere alla prova dei fatti queste parole che sono diventate quasi senso comune.

 

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Filippo Focardi
Il cattivo tedesco e il bravo italiano
La rimozione delle colpe della seconda guerra mondiale

‘Il cattivo tedesco e il bravo italiano’ è uno stereotipo da rivedere che ha consentito di evitare molti conti con la nostra cattiva coscienza. Corrado Augias, “la Repubblica”

Vicenza Storia Festival

 

VICENZA STORIA FESTIVAL
Invenzioni

Dal 24 al 26 aprile 2026 la seconda edizione
al Teatro Olimpico di Vicenza

 

 Il Teatro Olimpico di Vicenza torna a ospitare il Vicenza Storia Festival, alla sua seconda edizione dal 24 al 26 aprile 2026.

Sarà Invenzioni il tema intorno al quale graviteranno le otto lezioni di storia in programma.

Ma come nasce un’invenzione? Si può, indagando alcune delle invenzioni che hanno definito la storia dell’umanità, rintracciare un fattore comune nell’affascinante e forse ancora misterioso processo che porta alla nascita di qualcosa di nuovo? E quanto può dirsi davvero “nuova” un’invenzione?

Quello che sembra accomunare gli esempi scelti per questa seconda edizione del Vicenza Storia Festival è un percorso mai lineare, fatto anzi di viaggi e scambi di idee, di molti protagonisti, di leggende, di casi fortuiti, ma anche di grandi travagli e immani sforzi che attraversano generazioni e confini.

Veniamo da un secolo in cui, in ambiti diversissimi, così tanto e così rapidamente è stato inventato da far apparire difficili ulteriori sviluppi. Eppure, tecnologie inedite riescono ancora a mutare vorticosamente stili di vita e modelli sociali. Sarà dunque interessante riscoprire storie e protagonisti di innovazioni molto diverse fra loro, addirittura partendo da quelle che per prime hanno connotato il nostro vivere assieme: Dio e il diritto. Transiteremo poi per gli elementi base che da millenni ci consentono di interpretare il nostro quotidiano: i numeri e la scrittura; per finire con la politica, il libro, il barocco, la bomba atomica.

Ad aprire allora la prima giornata del Festival, venerdì 24 aprile alle 19, sarà Vito Mancuso con la sua lezione dedicata all’invenzione di Dio. Appuntamento poi alle 21.00 con Laura Pepe: si parlerà di diritto e della sua nascita.

Sabato 25 aprile, alle ore 17, sarà la volta della lezione di Francesca Cappelletti sul barocco, seguita alle ore 19 da Silvia Ferrara, che racconterà delle origini della scrittura, e infine – alle ore 21 – da Massimo Cacciari, con il suo intervento dedicato all’invenzione della politica.

Il libro, nelle parole di Alessandro Marzo Magno, sarà protagonista dell’incontro delle 17 di domenica 26 aprile. Appuntamento poi alle 19 con Amedeo Feniello e la sua lezione sui numeri. A chiusura delle tre giornate del Festival, alle 21, Piero Martin si addentrerà nella storia dell’invenzione che Neruda ha definito «frutto terribile d’elettrica bellezza», la bomba atomica.

L’evento è ideato e progettato dagli Editori Laterza, organizzato da Athesis in collaborazione con Città di Vicenza e Fondazione di Storia.

 

INFO BIGLIETTERIA

Biglietti con posti numerati in vendita a partire dal 18 marzo. Dal 18 marzo al 2 aprile la vendita sarà riservata ai soli abbonamenti; dal 2 aprile partirà la vendita dei biglietti per le singole lezioni. Vendita online sul sito www.boxol.it, infoline 045 8011154 (Lun-Ven 9:30-12:30 / 15:30-19:00. Sab 9:30-12:30).

Abbonamento: 70 euro + 2 euro di prevendita; ridotto under 25: 45 euro + 2 euro di prevendita; biglietto singolo: 10 euro + 1,5 euro di prevendita; ridotto under 25: 6 euro +1,5 euro di prevendita.