Un libro che mi ha cambiato la vita | Franca Cavagnoli

Mark Twain, Le avventure di Huckleberry Finn

Le avventure di Huckleberry Finn di Mark Twain non mi ha cambiato la vita: mi ha iniziato alla vita. È stato il libro fondamentale della mia infanzia. Ad avvincermi non erano le avventure di Huck bensì il suo rapporto con Jim, lo schiavo nero: questo romanzo è un fermo atto d’accusa contro lo schiavismo.

Il suo viaggio sulla zattera lungo il Mississippi Huck lo fa con lo schiavo nero verso due idee diverse di libertà: Huck perché non vuole più essere rimandato a scuola, Jim perché la sera prima ha sentito che l’indomani all’asta venderanno lui a monte del fiume e la sua famiglia a valle, quindi scappa perché non vuole essere separato dalla famiglia.

Da bambina sono rimasta molto turbata da questa famiglia che veniva smembrata da chi aveva potere sulla loro vita. E crescendo ho compreso che ritornavo sempre lì: nel mio lavoro di traduttrice mi sono avvicinata alla letteratura africana e poi afroamericana e ho cominciato a tradurla (Toni Morrison e Jamaica Kincaid), e la questione del colonialismo è finita anche nel mio romanzo d’esordio, incentrato su una delle pagine più cupe del colonialismo italiano, ossia l’uso dei gas tossici in Etiopia nel 1935 (Una pioggia bruciante, Feltrinelli).

Franca Cavagnoli, traduttrice