L'invenzione della nazione
La nazione è la più grande invenzione della politica moderna. Da due secoli i nazionalisti la spacciano per naturale ed eterna: non è così. La nazione è una costruzione storica di cui Alberto Mario Banti svela i meccanismi, mostrando come hanno funzionato in passato e come continuano a funzionare oggi.
La nazione non affiora da un passato millenario, non è un destino scritto nella carne dei popoli. È una storia che si continuaa raccontare con straordinaria abilità per raccogliere consensi, mobilitare masse, giustificare esclusioni. Alberto Mario Banti, tra i massimi storici italiani del nazionalismo, ha scritto il libro che mancava: una guida spietata al più grande inganno politico della modernità. Da Vincenzo Gioberti fino a Giorgia Meloni, ogni leader nazionalista ha ripetuto che la nazione viene prima della politica, che è incisa nell’identità profonda dei popoli, che difenderla significa difendere qualcosa di naturale e sacro. Banti smonta questa narrazione pezzo per pezzo: come il feudalesimo e il fascismo, anche la ‘nazione’ è una costruzione storica e politica, nata con le rivoluzioni di fine Settecento e da allora incessantemente rimaneggiata. Per riconoscere l’invenzione della nazione occorre conoscerne gli ingredienti. Banti individua cinque nuclei fondamentali: la nazione come cultura, la nazione di sangue, la nazione sessuata, la nazione martire, la nazione organica, e ne segue la traiettoria dal Risorgimento, attraverso il fascismo e il nazismo, fino alla retorica di Fratelli d’Italia e della Lega.
