Come si può progettare un futuro, anche il più audace e tecnologicamente spregiudicato, se non si è consapevoli del passato che ci ha preceduto ma che tuttavia perdura in noi? I beni culturali sono, con l'istruzione e la ricerca, non la ciliegina sulla torta, bensì la torta stessa dell'Italia futura.
«Il nostro paesaggio sono gli avi, siamo noi, è il futuro dei nostri figli. Soltanto 83 generazioni ci separano dalla fondazione di Roma: sono queste generazioni le simboliche autrici delle nostre campagne e città. Non possiamo annientarle distruggendo in poco tempo millenni di fatiche e di ingegno».
Andrea Carandini, uno dei maggiori archeologi italiani, è nato a Roma nel 1937.Ha condotto scavi fondamentali tra il Palatino e il Foro, scoprendo la prima Roma dell’VIII secolo a.C. e la Roma prima di Roma del IX e del X secolo. È stato dal 2009 al 2012 Presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali e dal 2013 al 2021 Presidente del FAI. Collabora al “Corriere della Sera”.
Per Laterza è autore, tra l’altro, di: Roma. Il primo giorno (2007); Le case del potere nell’antica Roma (2010); Il nuovo dell’Italia è nel passato (intervista a cura di Paolo Conti, 2012); Su questa pietra. Gesù, Pietro e la nascita della Chiesa (2013); Il fuoco sacro di Roma. Vesta, Romolo, Enea (2015); Angoli di Roma. Guida inconsueta alla città antica (2016); La forza del contesto (2017); Io, Agrippina (2018); Dal mostro al principe. Alle origini di Roma (con Paolo Carafa, 2021); Io, Nerone (2023).