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Barbari

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Immigrati, profughi, deportati nell'impero romano
Edizione: 20073
Collana: Storia e Società
ISBN: 9788842080824
Argomenti: Storia antica
  • Pagine 356
  • 20,00 Euro
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In breve

«Un mondo che si considera prospero e civile, segnato da disuguaglianze e squilibri al suo interno, ma forte di un’amministrazione stabile e di un’economia integrata; all’esterno, popoli costretti a sopravvivere con risorse insufficienti, minacciati dalla fame e dalla guerra, e che sempre più spesso chiedono di entrare; una frontiera militarizzata per filtrare profughi e immigrati; e autorità di governo che debbono decidere volta per volta il comportamento da tenere verso queste emergenze, con una gamma di opzioni che va dall’allontanamento forzato all’accoglienza in massa, dalla fissazione di quote d’ingresso all’offerta di aiuti umanitari e posti di lavoro. Potrebbe sembrare una descrizione del nostro mondo, e invece è la situazione in cui si trovò per secoli l’impero romano di fronte ai barbari, prima che si esaurisse, con conseguenze catastrofiche, la sua capacità di gestire in modo controllato la sfida dell’immigrazione.»

Indice

Introduzione Frontiere e mobilità umana nell’impero romano

1. Perché l’immigrazione - 2. Le frontiere dell’impero - 3. Il controllo dei commerci - 4. L’immigrazione verso l’impero - 5. La politica dell’immigrazione

I. Deportazioni e immigrazione sotto il principato

1. La politica degli insediamenti sotto Cesare e Augusto - 2. Trasferimenti forzati e congelamento della frontiera - 3. L’insediamento di capi clienti - 4. Le prime deportazioni verso l’interno

II. L’arruolamento di stranieri nell’esercito fino agli Antonini

1. L’arruolamento oltre le frontiere - 2. L’arruolamento di nuovi reparti etnici («numeri») - 3. Il problema della cittadinanza per i veterani dei «numeri»

III. Una svolta: l’epoca di Marco Aurelio

1. Profughi e deportati nelle province danubiane - 2. Una sistemazione giuridica per gli immigrati - 3. Assunzione di mercenari e arruolamento di reclute - 4. Dallo stanziamento di «numeri» alla formazione di comunità etniche

IV. Esercito e cittadinanza nell’età dei Severi

1. La sanatoria del 212 - 2. Il reclutamento dell’esercito dopo il 212 - 3. Mercenari e irregolari nell’esercito dei Severi

V. La crisi del III secolo

1. Da Massimino a Postumo - 2. Da Gallieno a Probo - 3. Rapporti di lavoro e condizioni giuridiche - 4. Il reclutamento dell’esercito

VI. Ripopolamento e reclutamento sotto la tetrarchia

1. I programmi di ripopolamento - 2. Deportati e profughi nell’area danubiana - 3. Immigrati, coloni e «dediticii» - 4. Il reclutamento dell’esercito

VII. L’età di Costantino

1. Il reclutamento dell’esercito - 2. Gli stanziamenti di barbari sotto Costantino

VIII. Immigrazione e reclutamento sotto la dinastia di Costantino

1. Il fronte del Reno - 2. Il fronte danubiano - 3. Le deportazioni dall’area mesopotamica

IX. Ideali umanitari e sfruttamento degli immigrati sotto Valentiniano e Valente

1. Deportazioni e reclutamento in Occidente - 2. L’immigrazione gotica in Oriente - 3. L’emergenza del 376

X. Teodosio e il tentativo di assimilare i Goti

1. Gli accordi di Graziano e Teodosio con i Goti - 2. Il tentativo di integrare i Goti - 3. Fra assimilazione e cittadinanza

XI. Truppe limitanee e impiego di barbari a difesa delle frontiere

1. Una discussione da riaprire? - 2. Dalla fornitura di annona alle assegnazioni di terra - 3. I «limitanei»: un organico regolare - 4. L’eccezione africana

XII. Una leggenda storiografica: i «laeti»

1. «Una gendarmeria barbara»? - 2. I «laeti» come prigionieri rimpatriati - 3. I «laeti» nel IV secolo: una terminologia vecchia per una realtà nuova - 4. L’arruolamento dei «laeti» - 5. Gli archeologi e le «tombe dei ‘laeti’»

XIII. L’esercito come «melting-pot»

1. Reclute barbare e coscrizione obbligatoria - 2. L’assimilazione dei quadri - 3. La truppa: barbari o soldati romani? - 4. I soldati fra cittadinanza e assimilazione

XIV. Il fallimento dell’integrazione gotica

1. La crisi dell’esercito regolare - 2. L’impiego dei Goti come mercenari

Conclusione

Note

Bibliografia

Indice dei nomi

Leggi un brano

Un mondo che si considera prospero e civile, segnato dadisuguaglianze e squilibri al suo interno, ma forte di un’amministrazione stabile e di un’economia integrata; all’esterno, popoli costretti a sopravvivere con risorse insufficienti, minacciati dalla fame e dalla guerra, e che sempre più spesso chiedono di entrare; una frontiera militarizzata per filtrare profughi e immigrati; e autorità di governo che debbono decidere volta per volta il comportamento da tenere verso queste emergenze, con una gamma di opzioni che va dall’allontanamento forzato all’accoglienza in massa, dalla fissazione di quote d’ingresso all’offerta di aiuti umanitari e posti di lavoro. Potrebbe sembrare una descrizione del nostro mondo, e invece è la situazione in cui si trovò per secoli l’impero romano di fronte ai barbari, prima che si esaurisse, con conseguenze catastrofiche, la sua capacità di gestire in modo controllato la sfida dell’immigrazione.Questo aspetto della politica imperiale romana è ben noto agli specialisti, ma non è ancora stato analizzato in prospettiva unitaria in un’opera di largo impianto. L’importanza dirompente assunta nella nostra epoca dal problema dell’immigrazione ha incoraggiato gli studiosi a ritornare sul tema con un lessico nuovo e rinnovate categorie concettuali, senza timore di ammettere che sono proprio le preoccupazioni odierne a modificare le domande che rivolgiamo al passato. E così si parla correntemente di immigrati in riferimento ai barbari cui il governo concedeva di stanziarsi pacificamente sul suolo romano; la politica imperiale in quest’ambito è analizzata in termini sia economici, dal punto di vista della necessità di manodopera, sia giuridici, in relazione cioè al problema della cittadinanza; si avviano progetti di ricerca dedicati alla mobilità delle persone, giungendo ad affermare, ad esempio, che «l’idea di immigrazione illegale applicata alle società pre-contemporanee non è affatto anacronistica». Al di là del fin troppo facile accostamento a problemi di oggi, è evidente che la riflessione sul presente può rivelarsi vivificante anche per la nostra comprensione del passato, pur nell’ovvia differenza delle situazioni. Di qui l’idea di tentare un esame complessivo del modo in cui il governo imperiale romano gestì la risorsa dell’immigrazione, fra l’epoca di Augusto e quella di Teodosio.

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