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Principia iuris

Principia iuris
Teoria del diritto e della democrazia
1. Teoria del diritto
con CD contenente la versione digitale del vol. 3
Edizione: 20122
Collana: Storia e Società
ISBN: 9788842082064
Argomenti: Diritto: teoria e storia, Filosofia politica: storia e saggi

In breve

La democrazia costituzionale è un sistema politico complesso, basato sui limiti e sui vincoli giuridici imposti a tutti i poteri, pubblici e privati, statali e sovrastatali, a tutela della pace e dei diritti fondamentali di tutti. La teoria formale del diritto elaborata in questo primo volume ne ridefinisce il paradigma normativo, analizza il divario crescente tra i suoi principi e le sue prassi, illustra le tecniche e le istituzioni di garanzia in grado di superare o quanto meno di ridurre l'ineffettività dei primi e l'illegittimità delle seconde. In opposizione all'attuale crisi della ragione giuridica e politica, essa propone una ricostruzione rigorosa dell'intero linguaggio giuridico teorico grazie all'impiego, senza precedenti, del metodo assiomatico, rivelatosi un potente strumento di chiarificazione e semplificazione concettuale, di controllo logico, di analisi critica, di invenzione teorica e di progettazione politica e istituzionale.

In allegato su CD il volume 3. Sintassi del diritto. Il lettore che fosse interessato ad averne copia cartacea, può richiederela direttamente alla Casa editrice o acquistarla on line.

Indice

VOLUME PRIMO

Prefazione

Introduzione. Metateoria del diritto

I. LA SEMANTICA

1. L’oggetto della teoria del diritto. L’estensione della teoria: diritto positivo e democrazia costituzionale - 2. L’intensione della teoria. Due riferimenti empirici: le norme e i fatti - 3. Due livelli normativi nel paradigma costituzionale. Il diritto illegittimo - 4. Tre divaricazioni deontiche. La teoria del diritto come teoria formale e le sue tre interpretazioni semantiche

II. LA PRAGMATICA

5. Le finalità esplicative e ricostruttive della teoria del diritto. A) Il carattere convenzionale del linguaggio teorico - 6. B) ‘Principia iuris tantum’ e ‘principia iuris et in iure’. Il diritto positivo tra «dover essere» ed «essere» giuridico - 7. Il diritto come universo simbolico. Il ruolo performativo della teoria - 8. Un modello integrato di scienza giuridica: teoria del diritto, dogmatica giuridica, filosofia della giustizia e sociologia del diritto

III. LA SINTATTICA

9. Il metodo della scienza giuridica. Il linguaggio della teoria e il linguaggio della dogmatica - 10. Il metodo assiomatico nella formazione dei concetti e degli asserti teorici - 11. La fecondità teorica del metodo assiomatico - 12. Le regole del linguaggio della teoria - 12.1. Il vocabolario - 12.1.1. I segni descrittivi - 12.1.2. I segni logici - 12.2. Le regole di formazione - 12.3. Le regole di trasformazione - Note

Premessa. I termini primitivi e i postulati

1. I termini primitivi - 2. Un’interpretazione dei termini primitivi - 3. I postulati - 4. Un’interpretazione dei postulati - 5. Predicati e argomenti, p. 102 - 6. Il piano della teoria

PARTE PRIMA La deontica

I. I modi deontici e i comportamenti

1.1. Il quadrato logico delle opposizioni e le sue possibili interpretazioni - 1.2. L’interpretazione deontica del quadrato delle opposizioni. Il primo postulato - 1.3. La deontica, il diritto positivo, lo stato di diritto e la scienza giuridica - 1.4. Il quadrato deontico: permesso che, permesso che non, vietato e obbligatorio - 1.5. Facoltativo e vincolato: l’esagono deontico. Tipologie dei modi deontici - 1.6. Un’interpretazione nomodinamica dei sistemi deontici. Tre concetti di libertà, p. 128 - Note

II. Le modalità e le aspettative deontiche

2.1. Le modalità e le aspettative quali relazioni deontiche di «poter essere» - 2.2. L’esagono delle modalità: permissioni positive, permissioni negative, facoltà, divieti, obblighi, imperativi - 2.3. Le aspettative: aspettative positive e aspettative negative. Il quadrato logico delle aspettative - 2.4. Libertà positiva e libertà negativa. Libertà e poteri - 2.5. Le attuazioni delle modalità e delle aspettative: esercizi, ottemperanze, inottemperanze, soddisfacimenti e violazioni - 2.6. L’effettività e l’ineffettività delle modalità e delle aspettative - 2.7. I principi della deontica come «principia iuris tantum»: il principio di non contraddizione e il principio di completezza - Note

III. I soggetti, gli status e le cose

3.1. I soggetti come centri d’imputazione di comportamenti, di modalità, di aspettative e di interessi - 3.2. Gli status quali significati prescrittivi e figure di qualificazione ontica - 3.3. Autori e titolari. Imputazione e imputabilità - 3.4. I rapporti deontici tra soggetti. La rete degli imperativi e delle aspettative - 3.5. Le garanzie e il garantismo. Garanzie positive e garanzie negative - 3.6. La completezza deontica e il problema delle lacune - 3.7. Soggetti, comportamenti, modalità e aspettative collettive - 3.8. Interessi, vantaggi e svantaggi - 3.9. Le cose e gli oggetti - Note

IV. I precetti, le prescrizioni e le regole

4.1. Segni e significati prescrittivi - 4.2. Precetti, prescrizioni e regole - 4.3. La costitutività dei precetti, in senso lato e in senso stretto. Precetti deontici e precetti costitutivi - 4.4. L’universalità delle regole: la generalità e l’astrattezza - 4.5. Regole tetiche e regole ipotetiche - 4.6. Regole deontiche e regole costitutive. Una quadripartizione delle regole - 4.7. Le regole come significati e come «ragioni dell’azione». L’osservanza e l’inosservanza delle regole deontiche - 4.8. Il ‘grado di effettività’ e il ‘grado di ineffettività’ delle regole - Note, p. 249

PARTE SECONDA Il diritto positivo

V. Gli atti

5.1. Premessa - 5.2. Cause ed effetti. La causalità giuridica e il primo postulato del positivismo giuridico - 5.3. La formalizzazione del concetto di ‘causa’ come categoria generale della teoria del diritto - 5.4. L’atto giuridico come causa di effetti giuridici - 5.5. L’inconsistenza teorica dei concetti di «atto giuridico lecito» e di «mero atto» - 5.6. L’inconsistenza teorica del concetto di «fatto giuridico» - 5.7. L’efficacia degli atti - 5.8. Le relazioni di grado. La dinamica del diritto - 5.9. Costituenti e costituiti - Note

VI. Le situazioni

6.1. Le situazioni giuridiche come modalità o aspettative di atti e come significati prescrittivi - 6.2. Le situazioni come relazioni di «poter essere». Il senso dell’agire giuridico - 6.3. Le mere facoltà e i meri doveri come figure non consistenti in situazioni giuridiche - 6.4. L’autonomia negoziale e la responsabilità come situazioni - 6.5. La qualificazione giuridica degli atti. Le situazioni come senso giuridico degli atti - 6.6. La positività delle situazioni e il principio di legittimità. Il secondo postulato del positivismo giuridico - 6.7. La rete delle relazioni di grado tra atti e situazioni. Ordinamenti e successioni - 6.8. L’attuabilità delle situazioni. Le situazioni come figure molecolari - 6.9. Situazioni attive e situazioni passive. Le garanzie giuridiche - 6.10. Situazione costituente, situazioni positive ed atti estintivi - 6.11. L’effettività e l’ineffettività delle situazioni - 6.12. L’accertamento giuridico e l’argomentazione. L’interpretazione e la prova - Note

VII. Le persone e i beni

7.1. Persone, personalità e soggetti giuridici - 7.2. Persone naturali e persone artificiali - 7.3. Il concetto di ‘persona’ tra diritto e morale: una digressione. La natura dell’embrione e la nascita della persona - 7.4. La capacità d’agire e la capacità giuridica come categorie generali del diritto - 7.5. Il terzo postulato del positivismo giuridico. Soggetti costituenti e soggetti costituiti - 7.6. I rapporti giuridici e la rete delle garanzie - 7.7. La rappresentanza - 7.8. Le persone artificiali e i loro organi. Il rapporto organico - 7.9. Soggetti, situazioni e atti collettivi - 7.10. Popoli e cittadini - 7.11. I beni. Beni materiali e beni immateriali - Note,

VIII. Le norme

8.1. La norma come regola giuridica positiva. Il quarto postulato del positivismo giuridico. Le fonti e le norme - 8.2. Norme tetiche e norme ipotetiche. Norme deontiche e norme costitutive - 8.3. Una quadripartizione delle norme: norme tetico-deontiche, norme tetico-costitutive, norme ipotetico-deontiche, norme ipotetico-costitutive - 8.4. Norme ascrittive, norme attributive, norme imperative e norme istitutive. Gli istituti giuridici - 8.5. Il normativismo. Il principio di mera legalità e il principio di stretta legalità degli atti - 8.6. Il principio di mera legittimità e il principio di stretta legittimità delle situazioni e degli status - 8.7. La sintassi del diritto. La rete delle norme: i «principia iuris tantum» dell’unità, della completezza e della coerenza - 8.8. La semantica e la pragmatica del diritto: le norme come regole della lingua, gli atti come espressioni in linguaggio giuridico - 8.9. L’effettività e l’ineffettività delle norme. L’indeterminismo giuridico - 8.10. L’ordinamento come sistema di norme. Le norme di riconoscimento degli ordinamenti - 8.11. Unità degli ordinamenti e pluralismo giuridico - 8.12. La ragione sociale come status della persona giuridica - 8.13. Due raffigurazioni alternative delle istituzioni. Istituzioni come ordinamenti o istituzioni come persone - 8.14. Diritto e forza. Pace e diritto - Note

PARTE TERZA Lo stato di diritto

IX. Atti formali e atti informali

9.1. Premessa - 9.2. Le forme giuridiche. Segni, significati e regole del linguaggio giuridico. Gius-formalismo, gius-positivismo e gius-costituzionalismo - 9.3. Atti formali o linguistici e atti informali o non linguistici. Mera e stretta legalità - 9.4. Gli atti informali: atti illeciti, adempimenti, inadempimenti - 9.5. Gli atti formali: atti precettivi e atti strumentali - 9.6. Gli atti precettivi: decisioni e atti costitutivi - 9.7. Le norme sulla produzione: norme formali e norme sostanziali - 9.8. Forme e contenuti. Conformità delle forme alle norme formali e coerenza dei significati con le norme sostanziali sulla produzione - 9.9. Vigore e validità. L’inesistenza - 9.10. Validità formale e validità sostanziale - 9.11. L’invalidità. Invalidità formale e invalidità sostanziale - 9.12. I vizi nella produzione giuridica. Vizi per commissione e vizi per omissione. Vizi formali e vizi sostanziali - 9.13. Legittimità e illegittimità delle situazioni. Il principio di legittimità degli effetti degli atti precettivi - 9.14. L’annullabilità e l’annullamento degli effetti illegittimi degli atti invalidi - 9.15. Applicazione e rispetto delle norme sulla produzione. Applicazione formale e applicazione sostanziale - 9.16. Conformità e coerenza; corrispondenza e sussunzione. Lingua e linguaggio della comunicazione giuridica. Norme e principi - 9.17. Nomodinamica e nomostatica. Mera legalità e razionalità formale; stretta legalità e razionalità sostanziale - Note

X. Poteri, diritti e garanzie

10.1. Poteri, doveri, oneri - 10.2. La struttura del potere nello stato di diritto - 10.3. Poteri costitutivi e poteri decisionali. Potestà e funzioni - 10.4. Due classificazioni dei poteri. Funzioni istituzionali tetiche e funzioni rappresentative ipotetiche - 10.5. Il rapporto di rappresentanza organica tra funzionari e organi delle persone giuridiche - 10.6. La competenza: una nozione complessa - 10.7. Le norme di competenza - 10.8. Designazioni, votazioni, elezioni e nomine - 10.9. Gli statuti quali norme di riconoscimento e/o ragioni sociali delle relative istituzioni - 10.10. La costruzione moderna del concetto di diritto soggettivo. Proprietà e libertà - 10.11. Una ridefinizione di ‘diritto soggettivo’ - 10.12. Diritti positivi e diritti negativi. Diritti-immunità, diritti facoltativi e diritti potestativi. Diritti attivi e diritti passivi - 10.13. Diritti e doveri. Un allargamento del paradigma garantista - 10.14. Diritti e doveri universali e singolari, assoluti e relativi - 10.15. Responsabilità, condanne e sanzioni - 10.16. Garanzie primarie e garanzie secondarie. Le garanzie primarie o sostanziali e i rapporti giuridici - 10.17. Le garanzie secondarie o giurisdizionali dell’annullabilità e della responsabilità - 10.18. Norme primarie e garanzie primarie, norme secondarie e garanzie secondarie - 10.19. Antinomie e lacune - 10.20. Lacune formali e lacune sostanziali. Lacune primarie e lacune secondarie. Garanzie forti e garanzie deboli - 10.21. Effettività primaria o di primo grado delle norme primarie. Effettività secondaria o di secondo grado delle norme secondarie. L’ineffettività strutturale - 10.22. Ragioni primarie e ragioni secondarie dell’azione - Note

XI. Diritti fondamentali e diritti patrimoniali. Sfera pubblica e sfera privata

11.1. I diritti fondamentali e l’uguaglianza giuridica - 11.2. Diritti della persona e diritti del cittadino. Diritti primari e diritti secondari - 11.3. Diritti umani, diritti pubblici, diritti civili e diritti politici - 11.4. Diritti individuali e diritti sociali. Libertà e autonomia - 11.5. Diritti politici, diritti civili, diritti di libertà e diritti sociali. Una critica della tipologia dei diritti di Thomas Marshall - 11.6. Diritti di libertà e diritti di autonomia. ‘Libertà da’ e ‘libertà di’. Quattro concetti di libertà - 11.7. I diritti patrimoniali. Quattro differenze di struttura tra diritti fondamentali e diritti patrimoniali. I diritti comunitari - 11.8. Diritti reali e diritti personali. La proprietà come diritto civile e la proprietà come diritto reale - 11.9. I limiti e i vincoli fondamentali quali doveri negativi e positivi a garanzia primaria dei diritti fondamentali - 11.10. Beni fondamentali e beni patrimoniali. Beni personalissimi, beni comuni e beni sociali. Per una carta costituzionale dei beni fondamentali - 11.11. Beni pubblici e beni privati. I beni demaniali. Beni illeciti e istituzioni illecite - 11.12. L’uguaglianza e la disuguaglianza «en droits» - 11.13. Uguaglianza come norma, differenze come fatti. L’uguaglianza come uguale valorizzazione delle differenze - 11.14. Le garanzie dell’uguaglianza come garanzie delle differenze. Semantica e pragmatica del principio di uguaglianza - 11.15. Sfera pubblica e sfera privata - 11.16. Funzioni e istituzioni pubbliche, funzioni e istituzioni private - 11.17. Funzione legislativa, funzione amministrativa e funzione giudiziaria - 11.18. I diritti fondamentali e il paradigma dello stato costituzionale di diritto. La sfera del non decidibile - Note

XII. Il paradigma dello stato costituzionale di diritto

12.1. Stato di diritto e linguaggio giuridico - 12.2. Potere costituente e poteri costituiti - 12.3. L’atto costituente - 12.4. Struttura e contenuti delle costituzioni - 12.5. La rappresentanza politica, la divisione del potere e la separazione dei poteri - 12.6. Funzioni di governo e funzioni di garanzia. I fondamenti della loro separazione. Funzioni di garanzia primaria e funzioni di garanzia secondaria - 12.7. Istituzioni di governo e istituzioni di garanzia. Istituzioni di garanzia primaria e istituzioni di garanzia secondaria - 12.8. La giurisdizione. Quattro connotati strutturali - 12.9. Pace e diritti vitali - 12.10. La costituzione. Una definizione insieme strutturale e assiologica - 12.11. Istituzioni costituzionali e democrazia costituzionale. Una teoria dello stato di diritto senza Stato - 12.12. Gerarchia delle fonti e gerarchia delle norme. La struttura a gradi dell’ordinamento costituzionale - 12.13. Antinomie e lacune. Il diritto illegittimo - 12.14. La distinzione tra diritti e garanzie. I diritti deboli. Le garanzie costituzionali, primarie e secondarie. Le garanzie legislative - 12.15. Fonti formali e fonti informali. La consuetudine - 12.16. Democrazia formale e democrazia sostanziale. Costituzione, sfera pubblica e popolo - 12.17. Costituzione e leggi tra legittimità e illegittimità, validità e invalidità, effettività e ineffettività - 12.18. Le quattro democrazie: democrazia politica, democrazia civile, democrazia liberale, democrazia sociale - 12.19. Livelli di ordinamenti. Federazioni e confederazioni. Verso un nuovo paradigma: il costituzionalismo globale - Note

Indice dei nomi

Indice degli argomenti

VOLUME SECONDO

PARTE QUARTA La democrazia costituzionale

XIII. Le dimensioni della democrazia. Democrazia formale e democrazia sostanziale

13.1. Le concezioni procedurali della democrazia: quattro aporie - 13.2. Una ridefinizione della sovranità popolare: a) come garanzia negativa; b) come somma dei diritti fondamentali, p. 9 - 13.3. Democrazia e diritto. Due dimensioni della democrazia: democrazia formale e democrazia sostanziale - 13.4. Un modello quadridimensionale di democrazia: democrazia politica, democrazia civile, democrazia liberale, democrazia sociale - 13.5. I fondamenti della democrazia. Legittimazione formale e legittimazione sostanziale. Forma e sostanza - 13.6. Tre paradigmi del diritto: diritto giurisprudenziale, stato legislativo e stato costituzionale di diritto. Dalla teoria politica alla teoria giuridica della democrazia - 13.7. Tre filosofie del diritto: gius-naturalismo, gius-positivismo, gius-costituzionalismo - 13.8. Tre tipi di ragione giuridica: sostanziale, formale, strumentale rispetto agli scopi - 13.9. Che cosa è una costituzione democratica - 13.10. Costituzione e popolo. Concezione pattizia e concezione organicistica della costituzione - 13.11. I diritti fondamentali come leggi del più debole. Le fallacie del multiculturalismo. L’universalismo dei diritti come tecnica di tutela del pluralismo culturale - 13.12. L’effettività dei diritti fondamentali. I diritti come tramite dei conflitti pacifici e della solidarietà sociale - 13.13. Democrazia ed economia. I costi dei diritti e i costi dell’omessa garanzia dei diritti. La spesa sociale come investimento pubblico produttivo - 13.14. Conflitti tra diritti e ponderazione giudiziale. Discrezionalità politica e discrezionalità giudiziaria - 13.15. La crisi odierna della democrazia costituzionale. Le lacune di garanzie e la crisi del principio di legalità - 13.16. La democrazia come costruzione giuridica. Quattro espansioni del paradigma costituzionale. Per una scienza della costituzione - 13.17. La correlativa espansione del paradigma garantista. La rigidità costituzionale - 13.18. a) Le garanzie costituzionali, primarie e secondarie - 13.19. b) Le garanzie legislative e le leggi di attuazione dei principi costituzionali - 13.20. La democrazia come costruzione sociale. Sintassi, semantica e pragmatica della democrazia. La disobbedienza civile - 13.21. Lo stato d’eccezione e il diritto di resistenza. Una rifondazione garantista - Note

XIV. Le forme della democrazia. Democrazia politica e democrazia civile

14.1. Il potere costituente e la metafora del contratto sociale - 14.2. La produzione e la riproduzione democratica della società civile e della società politica. La dimensione formale della democrazia - 14.3. I. La ‘democrazia politica’. A) La rappresentanza politica come convenzione - 14.4. La rappresentanza politica e le sue sfere: cinque problemi in tema di rappresentanza - 14.5. Quattro fallacie nella concezione della rappresentanza politica. L’idea del capo - 14.6. La dissoluzione odierna della rappresentanza politica. Il conflitto di interessi: dalla mercificazione alla privatizzazione della sfera pubblica - 14.7. Le garanzie dei diritti politici. Sistema maggioritario e sistema proporzionale. Una Camera, cento rappresentanti - 14.8. Le garanzie della rappresentatività politica: incompatibilità, istituzioni elettorali di garanzia, democrazia interna ai partiti, separazione tra partiti e istituzioni - 14.9. B) La divisione del potere. Il principio di sussidiarietà - 14.10. C) La separazione dei poteri: tra poteri pubblici e poteri privati; tra funzioni di governo e funzioni di garanzia - 14.11. Confusioni di poteri: le funzioni amministrative di garanzia tra privatizzazione e politicizzazione - 14.12. Quattro fondamenti della separazione delle funzioni di garanzia dalle funzioni di governo. Deontologia dei pubblici poteri - 14.13. D) Il principio di completezza delle garanzie imposto alle funzioni di governo - 14.14. II. La ‘democrazia civile’. Per un costituzionalismo di diritto privato - 14.15. Principio di legalità e diritti fondamentali nelle sfere dell’autonomia privata - 14.16. A) La famiglia. I diritti delle donne - 14.17. B) Il lavoro. Poteri imprenditoriali e diritti dei lavoratori. Il rapporto di lavoro come rapporto pubblico - 14.18. La precarizzazione odierna dei rapporti di lavoro. Per un nuovo garantismo giuslavorista - 14.19. C) I limiti interni e le garanzie «del» mercato - 14.20. D) I limiti esterni e le garanzie «dal» mercato degli interessi pubblici e dei diritti fondamentali. La questione delle privatizzazioni - 14.21. Segue: il limite esterno e la garanzia dal mercato dei beni fondamentali. L’indisponibilità dei beni personalissimi - Note

XV. I contenuti della democrazia. Democrazia liberale e democrazia sociale

15.1. La ragione sociale della democrazia costituzionale. Lo statostrumento e la dimensione sostanziale della democrazia - 15.2. III. La ‘democrazia liberale’. A) Il duplice significato della separazione tra diritto e morale e il principio della laicità del diritto e della morale - 15.3. B) Le ‘libertà da’ o immunità fondamentali: BA) La libertà religiosa e la libertà di coscienza - 15.4. BB) Il diritto alla vita e il divieto della pena di morte - 15.5. BC) La libertà personale. Quattro figure di «habeas corpus» - 15.6. BD) Il diritto alla privacy e le tecnologie informatiche - 15.7. C) Le libertà politiche fondamentali: CA) La libertà di manifestazione del pensiero e la proprietà dei mezzi di informazione - 15.8. CB) La libertà di riunione; CC) La libertà di associazione. Soggettività collettive e movimenti sociali - 15.9. CD) La libertà di movimento. Lo «ius migrandi» - 15.10. D) Il paradigma del diritto penale minimo e il sistema delle garanzie penali e processuali - 15.11. La crisi odierna del diritto penale. La nuova questione criminale - 15.12. La nuova questione penale. Lo sviluppo di un diritto penale massimo: a) la deriva inflazionistica e il collasso del principio di legalità - 15.13. b) L’espansione della carcerazione, la criminalizzazione della povertà e l’impunità della criminalità dei potenti - 15.14. Un progetto di rifondazione della legalità penale sul modello del diritto penale minimo. Reati, pene, processi - 15.15. Decodificazione civile e decodificazione penale. Il ruolo della legalità penale - 15.16. Una proposta di riforma: la riserva di codice in materia penale - 15.17. IV. La ‘democrazia sociale’. I diritti sociali alla sopravvivenza e la formalizzazione delle loro garanzie - 15.18. Le garanzie dei diritti sociali e le loro lacune. Funzioni e istituzioni di garanzia primarie e secondarie. I vincoli di bilancio - 15.19. A) Il diritto alla sussistenza. Diritto ai minimi vitali e reddito sociale universale - 15.20. B) Il diritto alla salute - 15.21. C) Il diritto all’istruzione. Scuola pubblica e scuola privata. La funzione pubblica della scuola - 15.22. D) Il diritto all’informazione e il principio del pluralismo Informativo - 15.23. Legittimazione formale e legittimazione sostanziale. Falsi e veri contrasti. Democrazia ed equità sociale - Note

XVI. I livelli della democrazia. La democrazia nell’età della globalizzazione

16.1. Il pluralismo internazionale degli ordinamenti. Elementi di federalismo e livelli sovranazionali di democrazia - 16.2. I percorsi della sovranità. Il mutamento di paradigma del diritto internazionale intervenuto con la Carta dell’Onu - 16.3. Le aporie della sovranità e della cittadinanza. Un nuovo paradigma costituzionale. Due pericoli per il futuro dell’ordine mondiale - 16.4. I. La guerra. L’antinomia tra guerra e diritto. Il divieto della guerra come norma istitutiva dell’ordinamento internazionale - 16.5. Guerra e uso legittimo della forza. L’illegittimità delle «nuove guerre» - 16.6. Deformazioni del linguaggio. L’asimmetria tra terrorismo e diritto - 16.7. Fondamentalismo occidentale. Il «diritto penale del nemico» - 16.8. Il futuro dell’ordine internazionale. La guerra infinita e l’alternativa del diritto - 16.9. Tre garanzie della pace: a) il monopolio giuridico della forza; b) la messa al bando delle armi e degli eserciti; c) la costruzione di una sfera pubblica internazionale - 16.10. II. La globalizzazione come vuoto di diritto pubblico internazionale: A) La crisi della democrazia politica e dello stato di diritto nella crisi dello Stato nazionale - 16.11. B) La crisi della democrazia civile. I poteri sregolati del mercato - 16.12. C) Le violazioni dei diritti di libertà. I crimini impuniti contro l’umanità e il diritto penale criminale - 16.13. D) Le violazioni dei diritti sociali. Globalizzazione, disuguaglianze e politiche di morte. Il razzismo - 16.14. Per una sfera pubblica mondiale. Funzioni e istituzioni sovranazionali di governo e di garanzia - 16.15. Dal diritto internazionale al diritto cosmopolitico. Il paradigma del costituzionalismo e del federalismo globale - 16.16. Per un costituzionalismo e un federalismo globale multilivello - 16.17. Il modello Europa. L’uguaglianza nei diritti come fonte di legittimazione del processo costituente europeo - 16.18. Il costituzionalismo globale come negazione del neofondamentalismo dell’Occidente. Quattro dimensioni della democrazia internazionale - 16.19. La democrazia cosmopolitica: A) La dimensione «politica»: a) il diritto di autodeterminazione dei popoli - 16.20. Segue: b) la democratizzazione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite - 16.21. B) La dimensione «civile» della democrazia cosmopolitica. Per una Carta internazionale dei beni fondamentali - 16.22. C) La dimensione «liberale» della democrazia cosmopolitica. Libertà ed uguaglianza giuridica delle differenze. Oltre la cittadinanza - 16.23. D) La dimensione «sociale» della democrazia cosmopolitica: a) garanzie dei diritti sociali e sviluppo globale. Per una fiscalità sovranazionale - 16.24. Segue: b) le prestazioni dei beni sociali: acqua, alimentazione di base e farmaci essenziali - 16.25. La democrazia cosmopolitica come costruzione giuridica. Spazio e tempo negli orizzonti della politica. Realismo dei tempi brevi e realismo dei tempi lunghi - 16.26. La democrazia cosmopolitica come costruzione sociale. La lotta per il diritto. Ottimismo metodologico - Note

Indice dei nomi

Indice degli argomenti

VOLUME TERZO

Introduzione

1. La sintassi del linguaggio della teoria - 2. Il vocabolario - 2.1. Segni descrittivi - 2.1.1. Segni soggettivi - 2.1.2. Segni predicativi - 2.2. Segni logici - 2.2.1. Connettivi - 2.2.2. Operatori, - 2.2.2.1. Quantificatori - 2.2.2.2. Operatori modali - 3. Le regole di formazione - 3.1. Enunciati semplici - 3.2. Enunciati composti - 3.3. Enunciati generali - 3.4. Enunciati modali - 4. Le regole di trasformazione - 4.1. Le regole della logica degli enunciati - 4.1.1. Assiomi - 4.1.2. Regole di inferenza - 4.1.3. Leggi logiche - 4.2. Le regole della logica dei predicati - 4.2.1. Assiomi - 4.2.2. Regole di inferenza - 4.2.3. Leggi logiche - 4.3. Le regole della logica modale - 4.3.1. Assiomi - 4.3.2. Regole di inferenza - 4.3.3. Leggi logiche - 4.4. Le regole del calcolo specifico

Premessa. I termini primitivi e i postulati

PARTE PRIMA La deontica

I. I modi deontici e i comportamenti - II. Modalità e aspettative deontiche - III. I soggetti, gli status e le cose - IV. I precetti, le prescrizioni e le regole

PARTE SECONDA Il diritto positivo

V. Gli atti - VI. Le situazioni - VII. Le persone e i beni - VIII. Le norme

PARTE TERZA Lo stato di diritto

IX. Atti formali e atti informali - X. Poteri, diritti e garanzie - XI. Diritti fondamentali e diritti patrimoniali. Sfera pubblica e sfera privata - XII. Il paradigma dello stato costituzionale di diritto

Indice delle tesi della teoria

Indice degli argomenti

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Questo libro contiene una teoria del diritto costruita con il metodo assiomatico. Esso si compone, oltre che dell'introduzione metateorica, di quattro parti: la prima dedicata alla deontica, ossia alle relazioni che intercorrono, entro qualunque sistema normativo, tra azioni, qualificazioni deontiche, soggetti e regole; la seconda al diritto positivo, cioè alle medesime relazioni che intercorrono, più specificamente, tra gli atti giuridici, le situazioni giuridiche, le persone e le norme giuridiche; la terza allo stato di diritto, ossia ai sistemi di diritto positivo caratterizzati dalla soggezione al diritto della produzione del diritto medesimo; la quarta a quello specifico modello di stato di diritto che è la democrazia costituzionale e alle sue diverse dimensioni e livelli, quali risultano dalle differenti classi di diritti fondamentali nelle quali essa sarà qui declinata.

Oggetto della teoria è l'analisi delle forme del diritto positivo degli ordinamenti moderni, entro un modello integrato di scienza giuridica in grado di dar conto della divaricazione che in qualche misura in essi sempre sussiste tra principi e prassi e, perciò, dei profili di ineffettività dei primi e di illegittimità delle seconde. Lo scopo da essa perseguito è la ridefinizione del paradigma teorico e normativo delle odierne democrazie costituzionali, oggi in crisi, e l'identificazione dei diversi tipi di garanzie idonee ad assicurarne, contro i diversi tipi di potere e a tutela dei diversi tipi di diritti, il massimo grado di effettività.

Il metodo adottato è quello assiomatico, il quale comporta la rielaborazione dell'intero linguaggio giuridico teorico, attraverso la definizione, implicita o esplicita, di tutti i suoi termini, e la fondazione, per via di assunzioni o dimostrazioni, di tutti i suoi asserti. Oggetto, scopo e metodo della teoria, pur tra loro connessi, saranno trattati nell'Introduzione in tre parti distinte, corrispondenti alle tre classiche dimensioni del linguaggio distinte da Charles Morris: la (metateoria) semantica, che riguarda le relazioni dei segni del linguaggio teorico con gli oggetti designati e, quindi, il contenuto empirico e informativo della teoria intorno al diritto positivo che ne è l'universo di discorso; la (metateoria) pragmatica, che riguarda le finalità esplicative dei concetti e degli asserti teorici, i loro condizionamenti storici e ideologici, la loro interazione con il senso comune, il ruolo critico e progettuale da essi suggerito nei confronti delle antinomie e delle lacune presenti nei concreti sistemi giuridici; la (metateoria) sintattica, che riguarda infine le relazioni formali tra i segni della teoria, quali risultano dall'impiego delle regole di formazione e di trasformazione stipulate ai fini della costruzione e dello sviluppo del linguaggio e del discorso teorico. A ciascuna di queste tre dimensioni e alle connesse questioni - di che cosa parla, a che cosa serve e come si costruisce una teoria del diritto - corrispondono altrettanti tipi o criteri di fondazione della teoria: l'interpretazione empirica e l'adeguatezza esplicativa del sistema teorico rispetto alla realtà giuridica indagata; la giustificazione delle tesi primitive, siano esse postulati o definizioni, sulla base della loro capacità di spiegazione analitica e sistematica e della loro fecondità critica e progettuale; la coerenza con le tesi primitive di tutte le tesi derivate, in forza della loro deduzione da altre tesi, primitive o a loro volta derivate, e del controllo logico di tutte le operazioni tramite le quali esse sono dimostrate.

L'aspetto più appariscente e insolito della teoria qui sviluppata è indubbiamente l'impiego del metodo assiomatico, con il suo corredo di formule in linguaggio simbolico imposto dalle esigenze della formalizzazione e del calcolo. Secondo questo metodo, non è ammesso nella teoria nessun concetto che non sia stato definito mediante altri termini teorici sulla base di regole di formazione previamente stabilite, e non è accettabile nessuna tesi che non sia stata dimostrata a partire da altre tesi della teoria sulla base di regole di trasformazione anch'esse prestabilite. Naturalmente, per evitare un regresso all'infinito, alcuni concetti sono assunti come indefiniti in forma di primitivi e alcune tesi sono assunte come indimostrate in forma di postulati o di definizioni. Ne risulta una ricostruzione di tutto il linguaggio teorico della scienza giuridica, resa possibile dal fatto che esso - a differenza del linguaggio delle discipline giuridiche particolari, che chiamerò dogmatico perché dogmaticamente vincolato, come si vedrà, al lessico del linguaggio legale - è un linguaggio «artificiale» o «convenzionale», elaborato dal teorico e perciò formalizzabile sulla base delle regole da lui stesso stipulate.

Recensioni

Rossana Rossanda su: Il Manifesto (05/12/2007)

Coloro che hanno seguito sia pur da lontano Luigi Ferrajoli nella stesura dei Principia Iuris sanno quanta fatica gli sia costato non l'impianto dell'opera, così radicato nella sua formazione intellettuale, quanto la determinazione a renderla come un pane da spezzare per qualsiasi cittadino che si interroghi sulle relazioni interindividuali e fra individui e società.

Come darsi un sistema di regole al fine di garantire la reciproca libertà e sicurezza dei diritti? Antico problema, ma rivisto alla fine di un secolo che ha messo in causa sia le forme della democrazia, sia quello che si voleva un suo superamento in senso comunista. Ne è venuto un lavoro imponente e semplice, rigoroso e comunicante senza nulla togliere allo spessore dell'argomentazione, ai riscontri del e nel sistema, e alla genesi storica e teorica dei concetti.

Sembra impossibile che un titolo così severo e la mole delle pagine costituiscano un'opera che chiunque può prendere in mano senza sentirsi allontanato. Si deve certo all'eleganza della scrittura, ma soprattutto, credo, alla convinzione morale e politica di Ferrajoli che urge ricostruire un sistema di rapporti umani ormai a rischio di imbarbarimento. Bisogna e si può. E' poi il fondamento del politico, una posta alta, il contrario d'un esercizio accademico. In questo Luigi Ferrajoli è proprio un illuminista, ne possiede (è posseduto da) quella passione di capire, dirimere e spiegare che si fonda sulla convinzione che la specie umana ha la capacità di darsi un senso e delle regole che ne consentano una terrena sopravvivenza. Si potranno fare altre accuse all'illuminismo, non quello di non averci restituito la possibilità di quella salvezza, nei limiti della vita, che le religioni negano, rimettendo il nostro destino nelle nostre mani. Filo d'Arianna l'uso della ragione, strumento da usare e verificare nella sua struttura logica e fin matematica. Questa non è una fede, è una scelta.

Controcorrente, a stare agli ormai trentennali assalti alla ragione tacciata di imperialismo occidentalista, astrazione, pretesa universalistica, misconoscenza delle differenze. E' proprio la sigla di Ferrajoli - si ricorderà Diritto e ragione - e non perché ignori quanto l'irrazionalità sia costituente dell'umano, ma per la persuasione che non è possibile fondare sull'irrazionale una rete di rapporti che garantisca la libertà. Libertà «di» e libertà «da».

Ne viene - sembrerà un paradosso - una lezione di rigore e di senso del limite. Ferrajoli insiste sul carattere di convenzione nel tempo e nello spazio d'una teoria assiomatica del diritto che considera decisiva per una moderna democrazia concreta. Convenzione, che esclude dunque il sacro e l'indicibile, non sconfina dal suo territorio, non si concede divisioni di tempi e settori, non si presta a un'eterogenesi dei fini. Non è mortifera. La domanda è, se mai, dove trascenda altri tempi e altre culture, ma già questo è uno sconfinare. E' dal suo interno - il da noi e oggi - che va interrogata. Ma soprattutto utilizzata. Chi legge si sente raccomandare dall'autore di non spaventarsi per la mole del lavoro, di saltare questa e quella parte, di andare senz'altro al secondo volume perché questo libro non è stato pensato soltanto per sperimentare fino in fondo un percorso di metodo, ma per essere agito. Per il fare politico, arendtiano. Come se la completezza della ricerca, la pulitura dell'opera fosse una sfida prima di tutto per chi l'ha stesa, bisogno di non lasciarsi zone non controllate. Gli altri, gente non addetta ai lavori, non si annoino, non si stanchino, vadano al dunque, il nocciolo utile, necessario che è il come della democrazia. La scommessa è stata anche nello scrivere un'argomentazione inattaccabile in quel che Ferrajoli chiama «il linguaggio comune», per quel che di comune sta nel definire i nostri rapporti con l'altro e gli altri.E' una scrittura densa e senza trappole.

A me, confesso, è capitato di fame un uso irrispettoso; avevo il manoscritto e più volte sono andata a cercare - indici irreprensibili - com'era impostato o risolto un problema che le cose del mondo mi ponevano. E di lì poi vagavo per richiami, perché in questa idea del diritto come convenzione compatta, articolata, logico-matematica, tutto si tiene. E tutto serve. Invitata a guardarmi dal primo volume, vi ho pescato invece alcuni passi per me decisivi, e quindi mi sono messa a leggerlo a cavalletta, saltando le verifiche logico-matematiche, con la voglia di riflettere, tornarvi, discutere, qualche volta litigare.

Per chi viene dal Novecento, Principia iuris impatta sui nodi dell'esperienza e li riproblematizza. Mi sia permesso, da profana, di evocarne due. Il primo riguarda il rapporto tra quel che Marx chiama materiale reale e il diritto. Lasciamo pure da parte la vulgata su struttura e sovrastruttura, chi viene prima e chi viene dopo, dalla quale sono venuti molti guai. È un fatto che l'attuale prepotere dell'economico sul politico non deriva da un errore di diritto, da una incomprensione del pubblico o da una miopia del privato - c'è un rapporto di forza che appare oggi del tutto asimmetrico, tale che infatti obbliga Ferrajoli a interrogarsi sulla globalizzazione. Ma non ci rinvia a un problema troppo rapidamente affrontato nell'affermazione che, certo, la difesa della libertà «dalla» proprietà andrebbe regolata non meno che la difesa dell'individuo dallo stato? Perché questa regolazione non si è mai data e sempre meno si da'?

L'altra domanda riguarda il femminismo. Ci sono, a me sembra, molti equivoci tra le donne e Ferrajoli sul tema eguaglianza e differenza. Per farla breve, io sono dalla sua parte. La questione è un'altra: è possibile che un codice, i suoi lemmi e le sue gerarchie, scritti da uno dei due sessi valga in assoluto anche per l'altro e si tratta soltanto di applicarlo con quella coerenza che finora non avrebbe avuto? Le donne possono essere silenziose, puramente riflesse, nella formazione del diritto e dei suoi assiomatici fondamenti? L'insignificanza del femminile come soggetto non comporta qualche problema per una teoria della libertà?

Ma di questo e di altro avremo occasione di discutere.

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