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Da Bauman a Walzer, libri per comprendere l'oggi

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DA BAUMAN A SEN, DA BECK A WALZER
LETTURE PER COMPRENDERE L'OGGI
#LEGGEREPERCAPIRE

Bauman, Intervista Corriere della sera 12 gennaio 2015L’elemento decisivo per comprendere le nuove dinamiche va cercato in un mondo segnato dalle diaspore, dove lo straniero un tempo distante è diventato il vicino con il quale condividiamo strade, strutture pubbliche, scuole, luoghi di lavoro. Una prossimità destabilizzante, poiché dall’altro non sappiamo cosa aspettarci e, diversamente da quanto accade nella dimensione virtuale e "social", non ci è possibile rimuovere o aggirare con un click differenze fin troppo reali, incompatibili con il nostro punto di vista. Le risposte che abbiamo elaborato finora si sono rivelate fallimentari. Nelle nostre vite ha messo radici un multiculturalismo superficiale, una fascinazione per la università che si esprime nel gusto per i cibi etnici o per i festival del weekend, semplici flirt con ciò che appare esotico. Declinazione del consumismo globale al tempo di Facebook. Un sistema che riconosce la legittimità di culture diverse dalla nostra, ma ignora o rifiuta quanto vi è di sacro e non negoziabile in tali culture. Questa mancanza di autentico rispetto risulta profondamente umiliante.[...]
In tutta Europa assistiamo all’ascesa del sentimento antidemocratico, a una secessione di massa dei nuovi plebei che confluiscono verso gli opposti estremi dello spettro politico, attratti dalle promesse dell’autocrazia. La parola del Profeta diventa così un vessillo dispiegato per chiamare a raccolta gli umiliati, gli emarginati, gli esclusi, affamati di vendetta.

Zygmunt Bauman, Interviista di Maria Teresa Natale, Corriere della sera 12 gennaio 2015
[Scarica l'intervista completa]


Proponiamo qui una selezione di testi che possono aiutare nella lettura dei tragici avvenimenti recenti e per comprendere le "nuove dinamiche" sociali che fanno da sfondo.


Riforma islamica

Abdullahi Ahmed An-Na‘im
Riforma islamica
Diritti umani e libertà nell'Islam contemporaneo

Abdullahi Ahmed An-Na'im appartiene a pieno titolo alla corrente dell'Islam riformista e può essere considerato uno dei riformatori oggi più noti e più discussi per la radicalità e il rigore argomentativo delle sue posizioni revisionistiche. L'importanza del suo contributo intellettuale sta nel tentativo di dare vita a una corrente di pensiero innovativo all'interno del mondo islamico. Altrettanto rilevante è la sua esplicita proposta di dialogo fra l'Islam e la modernità occidentale alla ricerca di un'intesa su alcuni essenziali temi giuridici e politici che renda possibile la comprensione reciproca e quindi la pace. Sarebbe molto grave se la sua voce non venisse ascoltata – nel mondo islamico, in Europa, negli Stati Uniti – e se il suo ottimismo venisse cinicamente irriso e squalificato.


Il demone della paura

Zygmunt Bauman
Il demone della paura

Sono l’insicurezza del presente e l’incertezza del futuro a covare e alimentare la più spaventosa e meno sopportabile delle nostre paure.
La paura è il demone più sinistro tra quelli che si annidano nelle società aperte del nostro tempo.
Incerti, fragili, insicuri, ci sembra di non controllare più nulla, da soli, in tanti o collettivamente. A rendere la situazione peggiore, concorre l’assenza di quegli strumenti che consentirebbero alla politica di ricongiungersi al potere, permettendoci di riacquistare il controllo sulle forze che determinano la nostra condizione comune, fissando la gamma delle nostre possibilità e i limiti della nostra libertà di scelta. Un controllo che ora ci è sfuggito o ci è stato strappato dalle mani. Il demone della paura non sarà esorcizzato finché non avremo trovato (o più precisamente costruito) tali strumenti.


Vite di scarto

Zygmunt Bauman
Vite di scarto

Oggi il mondo è pieno. Non esistono più ‘frontiere’ verso cui convogliare la popolazione eccedente. L’analogia descritta da Zygmunt Bauman, tra i rifiuti materiali dei processi di produzione e consumo e i rifiuti umani generati dai processi storici, si rivela in questo saggio una potente chiave di interpretazione della storia. Guido Viale, “la Repubblica”


Sesto potere

Zygmunt Bauman, David Lyon
Sesto potere
La sorveglianza nella modernità liquida

La sorveglianza è una dimensione chiave del nostro mondo: siamo costantemente controllati, messi alla prova, valutati, giudicati nei più piccoli dettagli della vita quotidiana. E il paradosso è che siamo proprio noi – i sorvegliati – a fornire il più grande volume di informazioni personali, caricando contenuti sui social network, usando la nostra carta di credito, facendo acquisti e ricerche on line. Questo perché il bisogno di salvaguardare la nostra solitudine ha ceduto il posto alla speranza di non essere mai più soli e la gioia di essere notati ha avuto la meglio sulla paura di essere scoperti e incasellati.
«Oggi i professionisti del controllo sono molto diversi dai sorveglianti vecchio stile che vigilavano sulla monotonia di una routine vincolante. Piuttosto, si dedicano a dare la caccia agli schemi estremamente volatili dei desideri e dei comportamenti ispirati da quei desideri.»
La collaborazione volontaria, anzi entusiastica, dei manipolati è la loro grande risorsa.
Zygmunt Bauman e David Lyon si confrontano con un tema che ogni giorno di più acquista potere sulle nostre vite: cosa significa essere osservati e di continuo osservare e con quali conseguenze politiche e morali.


Il Dio personale

Ulrich Beck
Il Dio personale
La nascita della religiosità secolare

Nelle società occidentali ogni persona crea con sempre maggiore indipendenza quelle narrazioni religiose – il ‘Dio personale’ – che meglio si adattano alla propria vita ‘personale’ e al proprio ‘personale’ orizzonte di esperienza. Al contrario delle Chiese e delle sette, il Dio personale non conosce infedeli, perché non conosce verità assolute, né gerarchie, eretici, pagani o atei. Nel politeismo soggettivo del Dio personale trovano posto molte divinità. In esso viene messo in pratica quello che le religioni e le Chiese, vincolate alla loro pretesa veritativa, ritengono non solo moralmente riprovevole, ma anche logicamente impensabile: nella loro ricerca nomade della trascendenza religiosa, gli individui sono sia credenti sia non credenti.


Europa e Islam

Franco Cardini
Europa e Islam
Storia di un malinteso

Nonostante crociate e guerricciole, scorrerie di pirati, saccheggi e tratta di schiavi, nonostante Lepanto e l’assedio di Vienna, la verità è che con l’Islam abbiamo sempre commerciato bene e avuto, in sostanza, buoni rapporti. In tempi diversi si è sovrapposto un malinteso, dagli esiti spaventosi per l’una e l’altra parte. È la tesi originale di Franco Cardini. Mario Baudino, “La Stampa”
Franco Cardini ritesse i fili della memoria e fa piazza pulita di menzogne e pregiudizi. “Il Venerdì di Repubblica”
Il volume di Franco Cardini è un punto di riferimento ineludibile, un raro lavoro che riesce a sintetizzare in un preciso quadro d’insieme la storia del rapporto fra cristiani e musulmani. “Medioevo”


L'Islam è compatibile con la democrazia?

Renzo Guolo
L'Islam è compatibile con la democrazia?

L’Islam è compatibile con la democrazia? Dalla risposta a questa domanda dipende forse l’esito del difficile rapporto tra Occidente e Islam.
Renzo Guolo pone provocatoriamente un quesito importantissimo. Guido Caldiron, “Liberazione”
Un pamphlet di grande attualità. Una domanda che fa bene porsi. Bruno Gravagnuolo, “L’Unità”


Fitna

Gilles Kepel
Fitna
Guerra nel cuore dell'islam


Fitna: in arabo disordine, caos. È lo stato di sedizione e di anarchia, la guerra interna alla comunità dei fedeli del Corano in cui sta precipitando il mondo musulmano. Con una posta in gioco decisiva: la mobilitazione delle masse diseredate e l’instaurazione di uno Stato islamico.


L'Europa e l'Islam

Bernard Lewis
L'Europa e l'Islam

Quattordici secoli di rapporti tra l'Europa e l'Islam in una sintesi di straordinaria ricchezza e vigore espositivo.


Maometto

Claudio Lo Jacono
Maometto

Dall'infanzia alla conquista di Mecca e fino alla morte, la vita di Muhammad, profeta dell'Islam, Messaggero di Dio e Suggello dei Profeti, uomo reso 'perfetto' dalla grazia divina.


Identità e violenza

Amartya Sen
Identità e violenza

Nel 1944 a Dhaka, nel Bengala che ancora faceva parte dell’India, un bambino di 11 anni vide arrivare nel giardino di casa un uomo gravemente ferito che implorava un sorso d’acqua. Colpevole solo d’essere musulmano, era stato linciato per strada da alcuni indù. Amartya Sen, il bambino della mia storia, non ha mai dimenticato quell’episodio. Da allora il futuro premio Nobel per l’Economia ha imparato a diffidare di quelle categorie collettive – religione, razza, nazione, lingua – che hanno la pretesa di definire in maniera irrevocabile che cosa sia un individuo e di vedere in questa «minimizzazione dell’essere umano» – come lui la chiama – un seme di brutalità e di violenza. «E l’uomo dov’era?» dice un verso del Canto Generale di Neruda. È la domanda che sembra porsi Amartya Sen in ciascuna delle pagine di questo libro.

La libertà e i suoi nemici nell'età della guerra al terrorismo

Michael Walzer
La libertà e i suoi nemici nell'età della guerra al terrorismo

Un maestro del pensiero liberale affronta il difficile tema della lotta al terrorismo e della guerra giusta nel rispetto della libertà e dei diritti umani.





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