Beppe Fenoglio, Una questione privata
Avevo 20 anni.
Una questione privata di Beppe Fenoglio mi capitò tra le mani un giorno d’estate.
La copertina bianca era senza immagini, il titolo in evidenza non mi diceva nulla ma fu un amico di mio fratello che esclamò: leggilo, è potentissimo!
E così fu, lo lessi d’un fiato. Vivevamo in un tempo attraversato da forti ideologie, eravamo abituati a vedere la realtà con colori netti, o bianco o nero, non esistevano sfumature.
Quel libro cambiò tutto entrando nella mia vita con la forza di un pugno. La storia è semplice: un perfetto triangolo amoroso dove c’è la forza dell’amicizia, il senso del dovere, il mistero dell’amore.
Ma c’è specialmente la Resistenza, descritta proprio com’era, serbata limpida dopo tanti anni con tutta intatta la sua forza morale.
Sono tornato periodicamente a leggerlo cercando le risposte alle tante domande che la vita man mano mi poneva. Quando sono nati i miei figli, rileggendo le disperate parole che il protagonista rivolge alla donna amata, temendo di perderla, ho capito una cosa importante: non siamo nulla se non siamo amati.
Paolo Comentale, burattinaio