Dalla guerra alla pace

Lezioni di Storia – Speciale
Dalla guerra alla pace
Torino – Teatro Monterosa – via Brandizzo 65
dal 13 aprile al 14 maggio 2026

Dopo il successo di pubblico dell’edizione speciale delle Lezioni di storia realizzata nel 2025 in occasione dell’ottantesimo della Liberazione, la casa editrice Laterza, la Fondazione Avvocato Faustino Dalmazzo e l’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea “Giorgio Agosti” intendono riproporre un nuovo ciclo nel 2026, confermando la sede del teatro Monterosa, anche sulla base delle relazioni fruttuose stabilite con varie realtà del territorio.

Quest’anno le lezioni sono in collaborazione con Anpi Sezione MartorelliArci TorinoAvvalorando Associazione CulturaleCircolo Arci Antonio BanfiLibreria ArletteTeatro Monterosa.

Un nuovo ciclo di tre lezioni, questa volta dedicato alla transizione dalla guerra alla pace. Come esce la società italiana dal secondo conflitto mondiale? Con problemi materiali enormi da risolvere, ferite da rimarginare, tensioni vecchie e nuove; con una diffusa urgenza di tornare a parlare e a scrivere, a raccontare; con uno slancio prepotente di partecipazione e di volontà di ricostruire.

lunedì 13 aprile, ore 18
Isabella Insolvibile, La fine della guerra
introduce Carlo Greppi

Cosa succede quando finisce la guerra? La percezione di uno stato che vince, ma anche quella dello stato che perde, si riflette in automatico sulla nazione, oppure le persone possono sentire, provare, aspettarsi cose diverse, dalla fine di una guerra? Cosa succede, materialmente, a chi vince e a chi perde, quando la guerra finisce? E quando la guerra finisce inizia davvero la pace? La fine della guerra è un tempo che ne contiene un altro, quello del dopoguerra, che ha una durata variabile, fino a interi decenni, per alcuni aspetti. È, almeno apparentemente, o talvolta, il tempo della pace, ma è anche quello del rancore, del rimpianto, delle richieste di giustizia, delle pretese di vendetta. Riconciliazione, risarcimento, riparazione, ricostruzione, ricordo, memoria sono alcune delle parole con cui finisce una guerra.

mercoledì 22 aprile, ore 18
Aldo AgostiLa passione politica
introduce Chiara Colombini

La passione politica, e forse meglio la passione civile, sembra dilagare irrefrenabile con il 25 aprile 1945 con la liberazione del Nord, anche se in realtà nell’Italia meridionale e centrale, libera già da qualche mese,  cominciano a serpeggiare fenomeni di disaffezione. La partecipazione alle elezioni del 1946 è  altissima. Le iscrizioni ai partiti politici, specialmente a quelli di massa, crescono a ritmo vertiginoso. Lo spazio dell’informazione è occupato per alcuni mesi soprattutto dei quotidiani politici. Si formano  decine di associazioni che, per quanto spesso dirette dai partiti, innervano in modo ramificato la società civile. Si attivano innumerevoli iniziative associative e forme di partecipazione alla ricostruzione.  È tutto oro quello che luccica in questo fenomeno di imponente mobilitazione collettiva? Quanto dura effettivamente e quando comincia a rifluire? Che cosa si nasconde nelle sue pieghe? Quanto influisce in esso l’eredità del regime fascista e dell’impronta  che ha lasciato nel Paese?

giovedì 14 maggio, ore 18
Domenico ScarpaI racconti della Liberazione
introduce Carlo Greppi

«25 Aprile» è una data convenzionale: non tutta l’Italia era liberata, non tutte le italiane e gli italiani lo erano. Il 25 Aprile 1945 è un punto nel tempo dove convergono vent’anni di dittatura e venti mesi di guerra civile. Ed è un punto che esplode, come nel Big Bang dell’universo, in ogni direzione ma verso l’avvenire innanzitutto.Sono cose grandi, forse troppo, perciò varrà la pena parlarne con le voci, con le vite, con i pensieri di sette donne: Anna Banti, Alba de Céspedes, Fausta Cialente, Natalia Ginzburg, Anna Marengo, Elsa Morante e Anna Maria Ortese: come ci sono arrivate fin lì, fino a quel 25 aprile 1945 senza la A maiuscola, e come da lì sono ripartite.

Ingresso libero fino a esaurimento posti

È consigliabile  prenotare scrivendo a  formazione.corsi@istoreto.it

Vicenza Storia Festival

 

VICENZA STORIA FESTIVAL
Invenzioni

Dal 24 al 26 aprile 2026 la seconda edizione
al Teatro Olimpico di Vicenza

 

 Il Teatro Olimpico di Vicenza torna a ospitare il Vicenza Storia Festival, alla sua seconda edizione dal 24 al 26 aprile 2026.

Sarà Invenzioni il tema intorno al quale graviteranno le otto lezioni di storia in programma.

Ma come nasce un’invenzione? Si può, indagando alcune delle invenzioni che hanno definito la storia dell’umanità, rintracciare un fattore comune nell’affascinante e forse ancora misterioso processo che porta alla nascita di qualcosa di nuovo? E quanto può dirsi davvero “nuova” un’invenzione?

Quello che sembra accomunare gli esempi scelti per questa seconda edizione del Vicenza Storia Festival è un percorso mai lineare, fatto anzi di viaggi e scambi di idee, di molti protagonisti, di leggende, di casi fortuiti, ma anche di grandi travagli e immani sforzi che attraversano generazioni e confini.

Veniamo da un secolo in cui, in ambiti diversissimi, così tanto e così rapidamente è stato inventato da far apparire difficili ulteriori sviluppi. Eppure, tecnologie inedite riescono ancora a mutare vorticosamente stili di vita e modelli sociali. Sarà dunque interessante riscoprire storie e protagonisti di innovazioni molto diverse fra loro, addirittura partendo da quelle che per prime hanno connotato il nostro vivere assieme: Dio e il diritto. Transiteremo poi per gli elementi base che da millenni ci consentono di interpretare il nostro quotidiano: i numeri e la scrittura; per finire con la politica, il libro, il barocco, la bomba atomica.

Ad aprire allora la prima giornata del Festival, venerdì 24 aprile alle 19, sarà Vito Mancuso con la sua lezione dedicata all’invenzione di Dio. Appuntamento poi alle 21.00 con Laura Pepe: si parlerà di diritto e della sua nascita.

Sabato 25 aprile, alle ore 17, sarà la volta della lezione di Francesca Cappelletti sul barocco, seguita alle ore 19 da Silvia Ferrara, che racconterà delle origini della scrittura, e infine – alle ore 21 – da Massimo Cacciari, con il suo intervento dedicato all’invenzione della politica.

Il libro, nelle parole di Alessandro Marzo Magno, sarà protagonista dell’incontro delle 17 di domenica 26 aprile. Appuntamento poi alle 19 con Amedeo Feniello e la sua lezione sui numeri. A chiusura delle tre giornate del Festival, alle 21, Piero Martin si addentrerà nella storia dell’invenzione che Neruda ha definito «frutto terribile d’elettrica bellezza», la bomba atomica.

L’evento è ideato e progettato dagli Editori Laterza, organizzato da Athesis in collaborazione con Città di Vicenza e Fondazione di Storia.

 

INFO BIGLIETTERIA

Biglietti con posti numerati in vendita a partire dal 18 marzo. Dal 18 marzo al 2 aprile la vendita sarà riservata ai soli abbonamenti; dal 2 aprile partirà la vendita dei biglietti per le singole lezioni. Vendita online sul sito www.boxol.it, infoline 045 8011154 (Lun-Ven 9:30-12:30 / 15:30-19:00. Sab 9:30-12:30).

Abbonamento: 70 euro + 2 euro di prevendita; ridotto under 25: 45 euro + 2 euro di prevendita; biglietto singolo: 10 euro + 1,5 euro di prevendita; ridotto under 25: 6 euro +1,5 euro di prevendita.

Libri Come: gli appuntamenti Laterza

Ti aspettiamo all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma per Libri Come. Questi gli appuntamenti in programma:
sabato 21 marzo, ore 11 |  Teatro Studio Borgna
Mai più
Anna Foa con Marino Sinibaldisabato 21 marzo, ore 14 | Studio 2
Chi controlla il passato. La storia nelle mani del potere
Giorgio Caravale con Annalisa Cuzzocrea e Andrea Giardina

sabato 21 marzo, ore 16 | Sala Ospiti
Capitalismo feudale
Roberto Seghetti con Alessandra Sardoni e Nicola Zingaretti

Info e prenotazioni su www.auditorium.com

Book Pride: gli appuntamenti Laterza

Ci vediamo a Book Pride?
Ti aspettiamo con i nostri libri allo stand F38, presso il Superstudio Maxi di Milano.
Due gli appuntamenti in programma:venerdì 20 marzo
ore 17 – Sala Lagos
«I tamburi di guerra mi fanno tremare»
L’infanzia in Ucraina (2022-2026)

Bruno Maida e Anna Granata

domenica 22 marzo
ore 17 – Sala Auditorium
Abitare il mondo, abitare il corpo: come si fa?
Chiara Alessi e Daria Bignardi

FIE 26 | Salvare lo Stato sociale

 

Festival Internazionale dell’Economia
SALVARE LO STATO SOCIALE

Torino, 22 – 25 ottobre 2026

www.festivalinternazionaledelleconomia.com

 

Dal 22 al 25 ottobre si terrà a Torino la V edizione del Festival Internazionale dell’Economia. Presentati il tema e le nuove date della manifestazione, che si svolgerà da quest’anno a fine ottobre. Tra i protagonisti i Premi Nobel per l’Economia Philippe Aghion, David Card, Joel Mokyr, James A. Robinson e Michael Spence.
Torino, 10 marzo 2026: “Salvare lo stato sociale” è il titolo della quinta edizione del Festival Internazionale dell’Economia, a cura di Editori Laterza, Collegio Carlo Alberto (CCA) – Torino Local Committee (TOLC), con la direzione scientifica di Tito Boeri, che si terrà a Torino dal 22 al 25 ottobre. Dal 2026 Il Festival Internazionale dell’Economia si sposta in autunno. Il Festival rappresenta una risorsa di grande valore per Torino. Portare ogni anno in città alcune delle principali menti che riflettono e discutono di economia a livello globale costituisce un patrimonio prezioso per il presente e per il futuro della città e della Regione Piemonte. In questa prospettiva diventa strategico collocare l’evento nel mese di ottobre. Una scelta pensata per favorire il coinvolgimento dei giovani, in particolare studentesse e studenti, quando scuole, università e imprese sono pienamente operative, molto più di quanto accada durante il ponte del 2 giugno, data della manifestazione negli anni 2021-2025. Si tratta certamente di un cambiamento impegnativo per un festival consolidato, ma è una scelta necessaria e voluta per massimizzare l’impatto culturale, economico e formativo dell’iniziativa sul territorio nella ricca stagione culturale dell’autunno torinese.

Il tema della prossima edizione

Il welfare state, una delle grandi conquiste del Novecento, è oggi sotto pressione. Deve fare i conti con trasformazioni economiche, politiche e sociali profonde, e persino i valori alla sua base – benessere diffuso, sicurezza sociale, riduzione delle disuguaglianze – vengono messi in discussione. Tutto questo è particolarmente evidente in Europa, dove lo stato sociale è parte centrale dell’identità comune.
Le sfide più visibili riguardano anzitutto la crisi demografica, che – soprattutto nel mondo occidentale – erode la base fiscale e fa crescere il peso della spesa sanitaria e previdenziale. A questa si affianca la globalizzazione, che spinge a un ribasso delle tutele sociali delle coperture per i cittadini. Anche l’immigrazione ha effetti sullo stato sociale, perché alimenta tensioni tra le fasce di popolazione che dipendono in larga misura dal sostegno economico dello Stato. Il cambiamento climatico è un ulteriore fattore di instabilità: impone agli Stati investimenti e spese ingenti che non sempre possono essere scaricati sul settore privato. E negli ultimi anni anche scenari di guerra, sempre più estesi, hanno costretto molti Paesi – anche quelli europei – ad aumentare le spese militari, con il rischio di comprimere ulteriormente quelle destinate alle tutele sociali. Per proteggere lo stato sociale, è necessaria una riforma che coinvolga sia il settore pubblico che quello privato. Occorre ripensarne forme e strumenti, rendendolo sostenibile ed efficace nel nuovo contesto globale. Un compito ambizioso ma possibile, che parte dal riconoscimento del welfare come una delle grandi conquiste europee del Novecento: un modello ammirato nel mondo perché capace di ridurre povertà e disuguaglianze, rafforzando al tempo stesso la coesione sociale.
A questo tema – e alle molteplici traiettorie di ricerca già sperimentate e studiate da esperti e scienziati sociali per individuare strategie efficaci di adattamento – sarà dedicata la prossima edizione del Festival Internazionale dell’Economia, che offrirà uno spazio di confronto tra studiosi, istituzioni, imprese e cittadini, per riflettere su come rinnovare lo stato sociale. Il Festival proporrà un approccio ampio e multidisciplinare, capace di intrecciare rigore scientifico, divulgazione e visione umanistica.

Per quattro giorni Torino ospiterà economisti, sociologi, demografi, scrittori e altri esperti di diverse discipline in un ricco palinsesto di incontri gratuiti e aperti a tutti. Interverranno, tra gli altri, i Premi Nobel per l’Economia Philippe Aghion, David Card, Joel Mokyr, James A. Robinson e Michael Spence.

Il Festival sarà così un’occasione per mettere in dialogo esperienze, evidenze e proposte, e per costruire – insieme – una nuova visione condivisa dello stato sociale: più giusto, partecipato e sostenibile, capace di unire ricerca, politica e società civile in un progetto comune di futuro. Da quest’anno, prende il via il gemellaggio con Jéco – Les Journées de l’Économie, festival nato a Lione nel 2008 e divenuto uno dei principali appuntamenti di divulgazione economica in Francia.

Tito Boeri, Direttore scientifico del Festival Internazionale dell’Economia: “Il welfare state è un carattere distintivo dell’identità europea. Molto diverso da paese a paese, ma con tratti e obiettivi comuni: l’idea di offrire protezione contro rischi per lo più non coperti dalle assicurazioni private, ridurre la povertà e contenere le disuguaglianze senza però scoraggiare la partecipazione al mercato del lavoro. Ci viene invidiato da tutto il mondo perché offre benessere e rafforza la coesione sociale. Dietro all’antieuropeismo della nuova amministrazione USA, si legge anche l’invidia per il welfare state europeo, costruito mentre gli Stati Uniti ci difendevano sul piano militare. Oggi, oltre a chiedere allo stato sociale di proteggerci, dobbiamo noi stessi proteggerlo perché ha di fronte a sé numerose sfide da cui potrebbe uscire fortemente ridimensionato. (…). Per salvare lo stato sociale avremo perciò bisogno di riformarlo beneficiando dei tanti esperimenti naturali portati a termine in questi anni in tutto il mondo. Gli scienziati sociali che si troveranno anche quest’anno a Torino per il Festival Internazionale dell’Economia hanno gli strumenti per far parlare questi esperimenti, per permetterci di imparare dai successi come dagli errori. Partecipando in persona agli eventi avremo modo di rivolgere direttamente a loro gli interrogativi che ogni giorno sono al centro delle nostre preoccupazioni. Vi aspettiamo”.

Giuseppe Laterza, Editori Laterza: “Anche quest’anno il Festival Internazionale dell’Economia unirà alle migliori competenze internazionali della disciplina esperti italiani e stranieri di diversi ambiti del sapere, dalla storia alla sociologia, dal diritto alla demografia. Per comprendere in maniera critica, plurale e accessibile a tutti un tema essenziale per il nostro futuro, su cui l’Europa ha aperto la strada e rimane un presidio di civiltà”.

Giorgio Barba Navaretti e Pietro Garibaldi (TOLC): “Le istituzioni riunite nel Torino Local Committee (TOLC) continuano a sostenere con orgoglio e dedizione il Festival Internazionale dell’Economia di Torino. Esprimono inoltre grande soddisfazione per il tema della quinta edizione, “Salvare lo Stato Sociale”. Un filo rosso che racchiude problematiche di grandissima attualità in un periodo di tensioni e divisioni sociali crescenti, dove c’è sempre più bisogno di istituzioni pubbliche che aiutino a colmare a ad attenuare divari molto importanti tra territori e persone nella fornitura di servizi sociali oltre che nei livelli di reddito. Per il nostro territorio, con un forte invecchiamento della popolazione e flussi di immigrazione significativi, salvare lo stato sociale è un tema fondamentale e coerente con la tradizione di Torino nei servizi e nelle imprese sociali”.

Il Festival Internazionale dell’Economia è a cura di Editori Laterza, Collegio Carlo Alberto (CCA) – Torino Local Committee (TOLC), con la direzione scientifica di Tito Boeri. La manifestazione è promossa dal TOLC, che riunisce Regione Piemonte, Città di Torino, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT, Università degli Studi di Torino, Politecnico di Torino, Camera di Commercio di Torino, Unioncamere Piemonte, Unione Industriali Torino e Legacoop, coordinati dalla Fondazione Collegio Carlo Alberto.

 

27 gennaio | Leggere, capire, approfondire

In occasione del Giorno della Memoria, i nostri consigli di lettura e approfondimento:

Edith Bruck – Andrea Riccardi
Oltre il male

 

 

 

Paolo Fonzi
Genocidio
Una storia politica e culturale

 

 

 

Carlo Greppi
Un uomo di poche parole
Storia di Lorenzo, che salvò Primo

 

 

 

Anna Foa
Il suicidio di Israele

 

 

 

 

Roberta De Monticelli
Umanità violata
La Palestina e l’inferno della ragione

 

 

 

Andrea Riccardi
La guerra del silenzio
Pio XII, il nazismo, gli ebrei

 

 

 

Anna Veronica Pobbe
Un manager del Terzo Reich
Il caso Hans Biebow

 

 

 

Roberto Calvo
L’ordinamento criminale della deportazione

 

 

 

 

Anna Foa
Gli ebrei in Italia
I primi 2000 anni

 

 

 

 

Pierre Savy (a cura di)
Storia mondiale degli Ebrei

 

 

 

 

Wolfgang Sofsky
L’ordine del terrore
Il campo di concentramento

 

 

 

Anna Foa
Portico d’Ottavia 13
Una casa del ghetto nel lungo inverno del ’43

 

 

 

Enzo Collotti
Il fascismo e gli ebrei
Le leggi razziali in Italia

 

 

 

Filippo Focardi
Il cattivo tedesco e il bravo italiano
La rimozione delle colpe della seconda guerra mondiale

 

 

 

Andrea Riccardi
L’inverno più lungo
1943-44: Pio XII, gli ebrei e i nazisti a Roma

 

 

 

Ian Kershaw
Hitler e l’enigma del consenso

 

 

 

Anna Foa
Portico d’Ottavia
ill. di M. Berton

 

 

 

 

L’invenzione dell’Europa

Lezioni di Storia
“L’invenzione dell’Europa”
Piccolo Teatro di Milano

Teatro Grassi, dal 18 gennaio al 22 marzo 2026

Gli Editori Laterza celebrano i vent’anni delle Lezioni di Storia con un nuovo ciclo a Milano organizzato con il Piccolo Teatro Grassi grazie al prezioso sostegno di Fondazione Monte di Lombardia. Un atteso ritorno dopo l’ultimo appuntamento, nel 2022, nella Basilica di Santa Maria delle Grazie.
Oggi ne diventa cornice la sala di via Rovello, luogo fondativo della storia culturale della città. Il tema scelto, L’invenzione dell’Europa, di cui parleranno, in cinque date – dal 18 gennaio al 22 marzo 2026 – Laura Pepe, Alessandro Barbero, Alberto Mario Banti, Alessandro Vanoli, Simona Colarizi, è intimamente legato alla vocazione tenacemente internazionale del Piccolo, consacrata nel 1991 dal riconoscimento, unico teatro italiano a riceverlo, del titolo di Teatro d’Europa.
La prima volta al Piccolo delle Lezioni di Storia Laterza rimarca, nell’incontro naturale tra teatro e storia, la necessità della comunità di riflettere su se stessa e di farlo in uno spazio, quello della sala teatrale, dove si celebra il più ancestrale dei riti collettivi.

La storia millenaria dell’idea di Europa è fatta di cambiamenti veloci e di permanenze di lungo periodo, di grandi innovazioni e scoperte, di conquiste, di inclusione, di commistioni, di integrazioni; ma anche di intolleranza, di crisi, di guerre e di sopraffazione. C’è dunque bisogno di restituire complessità all’idea di Europa, all’idea di un immenso territorio da sempre costruito sulle diversità più che sulle similitudini.
Ecco allora cinque lezioni che, valorizzando gli aspetti narrativi e simbolici di alcuni momenti chiave, ci raccontano come il nostro continente si sia definito nel tempo come una costruzione ideale ancor prima che politica o finanziaria. Storie di singoli personaggi, di popoli e di Stati, certo; ma vi troveremo il cammino delle idee, le grandi trasformazioni tecnologiche, le riforme religiose, le rivoluzioni politiche e le crisi economiche. Si parleranno il linguaggio delle armi e dell’oscurantismo delle persecuzioni; ma anche quello della scienza e della filosofia, quello della lotta per le conquiste sociali e quello per l’affermazione dei diritti contro gli arbitri del potere. Il nostro passato e, insieme, il nostro futuro.
Perché, prendendo in prestito le luminose parole di Zygmunt Bauman, “l’Europa non è qualcosa che si scopre, bensì una missione, qualcosa da fare, creare, costruire. E occorrono un sacco di inventiva, senso di determinazione e lavoro sodo per compiere quella missione. Forse un lavoro che non finisce mai, una sfida a cui rispondere in toto, una prospettiva per sempre straordinaria. Sebbene le storie divergano, in tutte indistintamente l’Europa è un luogo d’avventure. Avventure come i viaggi interminabili intrapresi per scoprirla, inventarla o evocarla”.

Il pubblico del Piccolo Teatro Grassi assisterà a cinque narrazioni in grado di testimoniare altrettanti momenti che hanno trasformato il volto del nostro continente: dal racconto della percezione, forse per la prima volta, dell’idea di cittadinanza (18 gennaio 2026, Laura Pepe, 480 a.C. la battaglia delle Termopili) a quello dell’acquisizione di una precisa identità per differenza (25 gennaio, Alessandro Barbero, 732 la battaglia di Poitiers); e poi: le implicazioni positive e negative del concetto di nazione (1 febbraio, Alberto Mario Banti, 1848 la stagione delle rivoluzioni), la pretestuosa superiorità manifestatasi col colonialismo (15 febbraio, Alessandro Vanoli, 1494 Tordesillas, la spartizione del mondo), e, infine, il meraviglioso nuovo orizzonte sognato a Ventotene (22 marzo, Simona Colarizi, 1941 Ventotene, la nuova Europa).

Le lezioni saranno introdotte da Maria Luisa Zaltron.

 

 

PROGRAMMA

18 gennaio 2026, ore 11.00
Laura Pepe – CITTADINANZA
480 a.C. la battaglia delle Termopili
Uno degli eventi decisivi per la nascita dell’Europa e dell’idea di Occidente è una battaglia che si risolve in una sconfitta: alle Termopili trecento spartiati guidati da Leonida trovano la morte, massacrati fino all’ultimo uomo dall’esercito persiano. Ma quella disfatta non fu vana: servì ai greci per riflettere sulla loro identità, servì per capire che ciò che li distingueva dall’altro, dal “barbaro”, era in primis il loro essere non sudditi ma cittadini. Ben più che dell’idea di democrazia, ciò di cui l’Europa contemporanea è debitrice nei confronti dei greci è innanzitutto proprio il concetto di cittadinanza, il sentirsi parte di una comunità che niente ha al di sopra di sé, se non la legge.
Laura Pepe insegna Istituzioni di diritto romano e Diritto greco antico all’Università degli Studi di Milano.

25 gennaio 2026, ore 11.00
Alessandro Barbero – IDENTITÀ
732 la battaglia di Poitiers
Quello romano non è un impero europeo: le zone che oggi per noi sono il cuore dell’Occidente, lungo il Reno e il Danubio, non sono per i cittadini di Roma che un’estrema periferia affacciata sul barbaricum. Secoli dopo, a Poitiers Carlo Martello mette fine all’espansione araba e per la prima volta l’evento può essere celebrato da un cronista del tempo come una vittoria degli europeenses. Passano pochi decenni e suo nipote, Carlo Magno, sarà acclamato come il “Re Padre dell’Europa”. Le province perdute dell’Impero, asservite dai barbari, avevano maturato una propria forte identità e presto sarebbero partite alla conquista del mondo.
Alessandro Barbero è professore onorario dell’Università del Piemonte Orientale.

1 febbraio 2026, ore 11.00
Alberto Mario Banti – NAZIONE
1848 la stagione delle rivoluzioni
Nel biennio 1848-1849 l’Europa è attraversata da rivolgimenti che coinvolgono i territori delle potenze fino ad allora garanti della Restaurazione. Palermo, Napoli, Parigi, Vienna, Berlino, Milano, Venezia, Praga e ancora molte altre città sono teatro di avvenimenti inaspettati: manifestazioni politiche, insurrezioni, violente repressioni… È una nuova Europa, un’Europa di popoli che decidono del loro destino, di nazioni che si affermano e conquistano la loro indipendenza, spesso cooperando fraternamente le une con le altre. Grandi speranze si stagliano all’orizzonte, ma brucianti delusioni spazzeranno presto gran parte di quei sogni.
Alberto Mario Banti insegna Storia contemporanea e Storia culturale all’Università di Pisa.

15 febbraio 2026, ore 11.00
Alessandro Vanoli – COLONIALISMO
1494 Tordesillas, la spartizione del mondo
Ci fu un tempo in cui l’idea dello spazio, dei mari e del globo che abitiamo cambiò per sempre. Fu quando, alla fine del Medioevo, gli europei si lanciarono alla conquista dell’Atlantico, quando spagnoli e portoghesi, col beneplacito di Papa Alessandro VI Borgia, decisero di dividersi il mondo. Una linea di demarcazione – immaginaria e insieme concretissima – una raya, una linea di separazione, come la si chiamò nello spagnolo del tempo, tracciata in mezzo all’Oceano Atlantico. Neanche due anni erano passati dal primo viaggio di Cristoforo Colombo e già era cominciata quella lunga, terribile storia di dominio e colonizzazione che avrebbe trasformato il mondo.
Alessandro Vanoli è storico, scrittore e divulgatore.

22 marzo 2026, ore 11.00
Simona Colarizi – ORIZZONTE
1941 Ventotene, la nuova Europa
Nel 1941, l’anno più duro della guerra, quando la vittoria di Hitler e Mussolini sembra ormai vicina, il Manifesto di Ventotene appare per forza un’utopia: indica il futuro nell’unità di tutte le nazioni del continente, di quelle stesse nazioni in quel momento nemiche e che insieme, invece, vengono chiamate ad assicurare pace, democrazia e diritti sociali ai cittadini di un’Europa finalmente riunita in un solo Stato sovrano. Ottantacinque anni dopo, il risorgere del virus antidemocratico tra i popoli dell’Unione Europea pare mettere a rischio questo sogno; ma, come accaduto ieri per i confinati di Ventotene, dobbiamo credere che l’impossibile diventi possibile.
Simona Colarizi ha insegnato Storia contemporanea all’Università di Roma La Sapienza.

Info biglietteria
Biglietti: intero 15 €; ridotto (under 25, over 65) 12 €
Abbonamenti: intero 60 €; ridotto (under 25, over 65) 50 €
Abbonamenti in vendita dal 2 al 16 dicembre fino a esaurimento disponibilità e biglietti singoli dal 17 dicembre presso la biglietteria del Teatro Strehler (largo Greppi 1), la biglietteria telefonica 02 21126116 (lunedì-sabato dalle 12.30 alle 18.00) e online su www.piccoloteatro.org

Più Libri Più Liberi 2025: i nostri appuntamenti

Appuntamento a Roma con Più Libri Più Liberi: ti aspettiamo dal 4 all’8 dicembre 2025 allo stand B42, con i nostri libri e un programma ricchissimo.

 

● venerdì 5 dicembre ●

● ore 14.30 – Sala Vega
Libri insieme. Viaggio nelle nuove comunità della conoscenza
Chiara Faggiolani con Francesca Mancini

 

● sabato 6 dicembre ●

● ore 12.30 – Arena Repubblica
Voglio uccidere Mussolini. Vita e trame degli attentatori del Duce
Bruno Manfellotto con Miguel Gotor

● ore 16.00 – Sala Polaris
La guerra della finanza. Trump e la fine del capitalismo globale
Alessandro Volpi con Giuliano Marrucci

● ore 18.00 – Sala Elettra
Gessi White Città in affitto. Un requiem per il diritto all’abitare
Lorenzo Bagnoli, Alice Facchini, Maurizio Franco con Riccardo Staglianò

 

● domenica 7 dicembre ●

● ore 12.30 – Auditorium
Chi ha perso la guerra in Palestina
Anna Foa con Lucia Goracci. Coordina Giuseppe Laterza

● ore 15.30 – Auditorium
San Francesco
con Alessandro Barbero
Introduce Giuseppe Laterza

● ore 18.00 – Sala Polaris
L’America in 18 quadri. Dalle piantagioni a Silicon Valley
Fabrizio Tonello con Oliviero Bergamini

 

● lunedì 8 dicembre ●

● ore 12.30 – Auditorium
Il cantico della terra
con Stefano Mancuso
introduce Giuseppe Laterza

● ore 16.00 – Sala Polaris
La voce delle donne. Pioniere e ispiratrici del giornalismo italiano
Valeria Palumbo con Giorgio Zanchini

 

Bookcity Milano | 10-16 novembre 2025

 

Gli appuntamenti con gli autori e le autrici Laterza a Bookcity Milano:

martedì 11 novembre

ore 10.30 | Palazzo di Giustizia
Carcere e suicidi: testimonianze
Alessandro Trocino con Stefania Borghetti e Don David Maria Riboldi. Modera Paolo Foschini. Saluti introduttivi di Antonino La Lumia ed Eliana Zecca

mercoledì 12 novembre

ore 18.30 | Avvocatura comunale di Milano
Conoscere le mafie e l’antimafia
Rocco Sciarrone con Lorenzo Frigerio

giovedì 13 novembre

ore 12.30 | Università degli Studi di Milano-Bicocca
Il carcere degli invisibili
Alessandro Trocino con Loredana Garlati e Francesco Zacchè

ore 18.30 | Teatro Dal Verme
San Francesco
con Alessandro Barbero

venerdì 14 novembre

ore 18.30 | FLA FlavioLucchiniArt Museum
Amiche: voci, vite, visioni al femminile
Valeria Palumbo con Vera Montanari

sabato 15 novembre

ore 15.00 | Piccolo Teatro Grassi – Chiostro Nina Vinchi
Magister. La scuola la fanno i maestri, non i ministri
Ivano Dionigi con Claudio Longhi e Donatella Sciuto

ore 16.30 | Museo Nazionale Scienza
e Tecnologia Leonardo da Vinci – Auditorium

Il cantico della terra
con Stefano Mancuso

ore 18.00 | Libreria Hoepli
Alla conquista di Galileo
Massimo Bucciantini con Germano Maifreda

ore 18.00 | Casa Manzoni, Il Circolo dei Lettori di Milano
Gli antichi greci in guerra, tutti i giorni
Giuseppe Zanetto con Pier Luigi Vercesi

domenica 16 novembre

ore 11.00 | Cascina Cuccagna – Officina 5
Dall’Alaska alla Patagonia. La natura che resiste
Valeria Barbi con Giorgia Bollati

ore 16.30 | Museo Nazionale Scienza
e Tecnologia Leonardo da Vinci – Auditorium

Ai confini dell’universo. Dalle sfere celesti all’esplorazione spaziale
con Paolo Ferri

ore 18.00 | Cascina Nascosta – Parco Sempione
Verso un nuovo sistema energetico e economico
Gianluca Ruggieri con Paolo Cacciari e Giuseppe Palazzo

ore 18.30 | Palazzo Clerici – Sala Corte
Donne, giornalismo e conflitti
Giuliana Sgrena con Gabriella Simoni. Modera Paola Rizzi

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BCM Fuori Milano

martedì 11 novembre

Cremona | ore 18.00 | Palazzo Affaitati Sala Manfredini
La voce delle donne
con Valeria Palumbo

giovedì 13 novembre

Monza | ore 21.00 | Libri e Libri
Gli anni Settanta in Italia:
le donne e la parabola della violenza politica

Daniela Bini con Giovanni Bianconi. Modera Graziella Rotta. A cura di Associazione Zefiro

sabato 15 novembre

Monza | ore 17.00 | Elsa Libreria Creati
Me la sono andata a cercare
con Giuliana Sgrena

Cernobbio | ore 17.00 | Villa Bernasconi
La voce delle donne
con Valeria Palumbo

 

Utilità dei classici, con Luciano Canfora

Utilità dei classici è il nuovo ciclo di incontri curati e condotti dal professor Luciano Canfora.
La rassegna nasce dall’idea di rileggere alcuni classici della letteratura mondiale ribadendone l’intramontabile valore oltre che letterario anche di guida e strumento di riflessione sul nostro presente.

 

Episodio 1: Lev Tolstoj, «Guerra e pace» 

 

Episodio 2: Victor Hugo, «I miserabili» 

 

Episodio 3: Senofonte, «Anabasi» 

 

Episodio 4: Karl Marx e Friedrich Engels, «Manifesto del Partito Comunista»

 

Episodio 5: Tacito, «Annali»

 

Episodio 6: Voltaire, «Dizionario filosofico»

Episodio 7: Lucrezio, «De rerum natura»