Un libro che mi ha cambiato la vita | Maria Teresa Gatto

Leonardo Sciascia, Il giorno della civetta

Ho letto Il giorno della civetta di Leonardo Sciascia appena finita la seconda media. Non ricordo come mi arrivò quel libro, ma credo di averlo letto in tre giorni, rapita.

In quelle pagine riconoscevo le descrizioni del paese, gli abitanti, la piazza, la caserma dei Carabinieri di fronte alla quale io stessa abitavo. Avrei potuto cambiare i nomi e sostituirli con persone reali che vedevo, che conoscevo. Era la mia realtà. C’erano i mafiosi. Ma c’era anche lo Stato, quello sano, che si contrapponeva, con dignità, con superiorità morale.

Dopo quello, ho letto tutti i libri di Sciascia e anche qualche saggio per poter scrivere la tesina da portare agli esami di maturità classica. Perciò mi sono documentata sul fenomeno della criminalità organizzata, le cause, le ragioni storiche, il contesto sociale e soprattutto le connivenze politiche.

Non posso affermare che quel libro mi abbia cambiato la vita. Non ho seguito le orme del capitano Bellodi, né quelle dei tanti magistrati che gli assomigliano. Ma di certo è stato per me l’inizio di un percorso di formazione. Ho svolto studi giuridici e quando spiego ai miei studenti i fondamenti del diritto, della Costituzione, della giustizia provo convinzione e passione autentiche e immutate che forse devo anche a quella lontana lettura estiva.

Maria Teresa Gatto, docente in un Istituto di Istruzione Superiore di Torino