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Torino, 22 – 25 ottobre 2026
www.festivalinternazionaledelleconomia.com
Dal 22 al 25 ottobre si terrà a Torino la V edizione del Festival Internazionale dell’Economia. Presentati il tema e le nuove date della manifestazione, che si svolgerà da quest’anno a fine ottobre. Tra i protagonisti i Premi Nobel per l’Economia Philippe Aghion, David Card, Joel Mokyr, James A. Robinson e Michael Spence.
Torino, 10 marzo 2026: “Salvare lo stato sociale” è il titolo della quinta edizione del Festival Internazionale dell’Economia, a cura di Editori Laterza, Collegio Carlo Alberto (CCA) – Torino Local Committee (TOLC), con la direzione scientifica di Tito Boeri, che si terrà a Torino dal 22 al 25 ottobre. Dal 2026 Il Festival Internazionale dell’Economia si sposta in autunno. Il Festival rappresenta una risorsa di grande valore per Torino. Portare ogni anno in città alcune delle principali menti che riflettono e discutono di economia a livello globale costituisce un patrimonio prezioso per il presente e per il futuro della città e della Regione Piemonte. In questa prospettiva diventa strategico collocare l’evento nel mese di ottobre. Una scelta pensata per favorire il coinvolgimento dei giovani, in particolare studentesse e studenti, quando scuole, università e imprese sono pienamente operative, molto più di quanto accada durante il ponte del 2 giugno, data della manifestazione negli anni 2021-2025. Si tratta certamente di un cambiamento impegnativo per un festival consolidato, ma è una scelta necessaria e voluta per massimizzare l’impatto culturale, economico e formativo dell’iniziativa sul territorio nella ricca stagione culturale dell’autunno torinese.
Il tema della prossima edizione
Il welfare state, una delle grandi conquiste del Novecento, è oggi sotto pressione. Deve fare i conti con trasformazioni economiche, politiche e sociali profonde, e persino i valori alla sua base – benessere diffuso, sicurezza sociale, riduzione delle disuguaglianze – vengono messi in discussione. Tutto questo è particolarmente evidente in Europa, dove lo stato sociale è parte centrale dell’identità comune.
Le sfide più visibili riguardano anzitutto la crisi demografica, che – soprattutto nel mondo occidentale – erode la base fiscale e fa crescere il peso della spesa sanitaria e previdenziale. A questa si affianca la globalizzazione, che spinge a un ribasso delle tutele sociali delle coperture per i cittadini. Anche l’immigrazione ha effetti sullo stato sociale, perché alimenta tensioni tra le fasce di popolazione che dipendono in larga misura dal sostegno economico dello Stato. Il cambiamento climatico è un ulteriore fattore di instabilità: impone agli Stati investimenti e spese ingenti che non sempre possono essere scaricati sul settore privato. E negli ultimi anni anche scenari di guerra, sempre più estesi, hanno costretto molti Paesi – anche quelli europei – ad aumentare le spese militari, con il rischio di comprimere ulteriormente quelle destinate alle tutele sociali. Per proteggere lo stato sociale, è necessaria una riforma che coinvolga sia il settore pubblico che quello privato. Occorre ripensarne forme e strumenti, rendendolo sostenibile ed efficace nel nuovo contesto globale. Un compito ambizioso ma possibile, che parte dal riconoscimento del welfare come una delle grandi conquiste europee del Novecento: un modello ammirato nel mondo perché capace di ridurre povertà e disuguaglianze, rafforzando al tempo stesso la coesione sociale.
A questo tema – e alle molteplici traiettorie di ricerca già sperimentate e studiate da esperti e scienziati sociali per individuare strategie efficaci di adattamento – sarà dedicata la prossima edizione del Festival Internazionale dell’Economia, che offrirà uno spazio di confronto tra studiosi, istituzioni, imprese e cittadini, per riflettere su come rinnovare lo stato sociale. Il Festival proporrà un approccio ampio e multidisciplinare, capace di intrecciare rigore scientifico, divulgazione e visione umanistica.
Per quattro giorni Torino ospiterà economisti, sociologi, demografi, scrittori e altri esperti di diverse discipline in un ricco palinsesto di incontri gratuiti e aperti a tutti. Interverranno, tra gli altri, i Premi Nobel per l’Economia Philippe Aghion, David Card, Joel Mokyr, James A. Robinson e Michael Spence.
Il Festival sarà così un’occasione per mettere in dialogo esperienze, evidenze e proposte, e per costruire – insieme – una nuova visione condivisa dello stato sociale: più giusto, partecipato e sostenibile, capace di unire ricerca, politica e società civile in un progetto comune di futuro. Da quest’anno, prende il via il gemellaggio con Jéco – Les Journées de l’Économie, festival nato a Lione nel 2008 e divenuto uno dei principali appuntamenti di divulgazione economica in Francia.
Tito Boeri, Direttore scientifico del Festival Internazionale dell’Economia: “Il welfare state è un carattere distintivo dell’identità europea. Molto diverso da paese a paese, ma con tratti e obiettivi comuni: l’idea di offrire protezione contro rischi per lo più non coperti dalle assicurazioni private, ridurre la povertà e contenere le disuguaglianze senza però scoraggiare la partecipazione al mercato del lavoro. Ci viene invidiato da tutto il mondo perché offre benessere e rafforza la coesione sociale. Dietro all’antieuropeismo della nuova amministrazione USA, si legge anche l’invidia per il welfare state europeo, costruito mentre gli Stati Uniti ci difendevano sul piano militare. Oggi, oltre a chiedere allo stato sociale di proteggerci, dobbiamo noi stessi proteggerlo perché ha di fronte a sé numerose sfide da cui potrebbe uscire fortemente ridimensionato. (…). Per salvare lo stato sociale avremo perciò bisogno di riformarlo beneficiando dei tanti esperimenti naturali portati a termine in questi anni in tutto il mondo. Gli scienziati sociali che si troveranno anche quest’anno a Torino per il Festival Internazionale dell’Economia hanno gli strumenti per far parlare questi esperimenti, per permetterci di imparare dai successi come dagli errori. Partecipando in persona agli eventi avremo modo di rivolgere direttamente a loro gli interrogativi che ogni giorno sono al centro delle nostre preoccupazioni. Vi aspettiamo”.
Giuseppe Laterza, Editori Laterza: “Anche quest’anno il Festival Internazionale dell’Economia unirà alle migliori competenze internazionali della disciplina esperti italiani e stranieri di diversi ambiti del sapere, dalla storia alla sociologia, dal diritto alla demografia. Per comprendere in maniera critica, plurale e accessibile a tutti un tema essenziale per il nostro futuro, su cui l’Europa ha aperto la strada e rimane un presidio di civiltà”.
Giorgio Barba Navaretti e Pietro Garibaldi (TOLC): “Le istituzioni riunite nel Torino Local Committee (TOLC) continuano a sostenere con orgoglio e dedizione il Festival Internazionale dell’Economia di Torino. Esprimono inoltre grande soddisfazione per il tema della quinta edizione, “Salvare lo Stato Sociale”. Un filo rosso che racchiude problematiche di grandissima attualità in un periodo di tensioni e divisioni sociali crescenti, dove c’è sempre più bisogno di istituzioni pubbliche che aiutino a colmare a ad attenuare divari molto importanti tra territori e persone nella fornitura di servizi sociali oltre che nei livelli di reddito. Per il nostro territorio, con un forte invecchiamento della popolazione e flussi di immigrazione significativi, salvare lo stato sociale è un tema fondamentale e coerente con la tradizione di Torino nei servizi e nelle imprese sociali”.
Il Festival Internazionale dell’Economia è a cura di Editori Laterza, Collegio Carlo Alberto (CCA) – Torino Local Committee (TOLC), con la direzione scientifica di Tito Boeri. La manifestazione è promossa dal TOLC, che riunisce Regione Piemonte, Città di Torino, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT, Università degli Studi di Torino, Politecnico di Torino, Camera di Commercio di Torino, Unioncamere Piemonte, Unione Industriali Torino e Legacoop, coordinati dalla Fondazione Collegio Carlo Alberto.
In occasione del Giorno della Memoria, i nostri consigli di lettura e approfondimento:
Edith Bruck – Andrea Riccardi
Oltre il male
Paolo Fonzi
Genocidio
Una storia politica e culturale
Carlo Greppi
Un uomo di poche parole
Storia di Lorenzo, che salvò Primo
Anna Foa
Il suicidio di Israele
Roberta De Monticelli
Umanità violata
La Palestina e l’inferno della ragione
Andrea Riccardi
La guerra del silenzio
Pio XII, il nazismo, gli ebrei
Anna Veronica Pobbe
Un manager del Terzo Reich
Il caso Hans Biebow
Roberto Calvo
L’ordinamento criminale della deportazione
Anna Foa
Gli ebrei in Italia
I primi 2000 anni
Pierre Savy (a cura di)
Storia mondiale degli Ebrei
Wolfgang Sofsky
L’ordine del terrore
Il campo di concentramento
Anna Foa
Portico d’Ottavia 13
Una casa del ghetto nel lungo inverno del ’43
Enzo Collotti
Il fascismo e gli ebrei
Le leggi razziali in Italia
Filippo Focardi
Il cattivo tedesco e il bravo italiano
La rimozione delle colpe della seconda guerra mondiale
Andrea Riccardi
L’inverno più lungo
1943-44: Pio XII, gli ebrei e i nazisti a Roma
Ian Kershaw
Hitler e l’enigma del consenso
Anna Foa
Portico d’Ottavia
ill. di M. Berton
Lezioni di Storia
“L’invenzione dell’Europa”
Piccolo Teatro di Milano
Teatro Grassi, dal 18 gennaio al 22 marzo 2026
Gli Editori Laterza celebrano i vent’anni delle Lezioni di Storia con un nuovo ciclo a Milano organizzato con il Piccolo Teatro Grassi grazie al prezioso sostegno di Fondazione Monte di Lombardia. Un atteso ritorno dopo l’ultimo appuntamento, nel 2022, nella Basilica di Santa Maria delle Grazie.
Oggi ne diventa cornice la sala di via Rovello, luogo fondativo della storia culturale della città. Il tema scelto, L’invenzione dell’Europa, di cui parleranno, in cinque date – dal 18 gennaio al 22 marzo 2026 – Laura Pepe, Alessandro Barbero, Alberto Mario Banti, Alessandro Vanoli, Simona Colarizi, è intimamente legato alla vocazione tenacemente internazionale del Piccolo, consacrata nel 1991 dal riconoscimento, unico teatro italiano a riceverlo, del titolo di Teatro d’Europa.
La prima volta al Piccolo delle Lezioni di Storia Laterza rimarca, nell’incontro naturale tra teatro e storia, la necessità della comunità di riflettere su se stessa e di farlo in uno spazio, quello della sala teatrale, dove si celebra il più ancestrale dei riti collettivi.
La storia millenaria dell’idea di Europa è fatta di cambiamenti veloci e di permanenze di lungo periodo, di grandi innovazioni e scoperte, di conquiste, di inclusione, di commistioni, di integrazioni; ma anche di intolleranza, di crisi, di guerre e di sopraffazione. C’è dunque bisogno di restituire complessità all’idea di Europa, all’idea di un immenso territorio da sempre costruito sulle diversità più che sulle similitudini.
Ecco allora cinque lezioni che, valorizzando gli aspetti narrativi e simbolici di alcuni momenti chiave, ci raccontano come il nostro continente si sia definito nel tempo come una costruzione ideale ancor prima che politica o finanziaria. Storie di singoli personaggi, di popoli e di Stati, certo; ma vi troveremo il cammino delle idee, le grandi trasformazioni tecnologiche, le riforme religiose, le rivoluzioni politiche e le crisi economiche. Si parleranno il linguaggio delle armi e dell’oscurantismo delle persecuzioni; ma anche quello della scienza e della filosofia, quello della lotta per le conquiste sociali e quello per l’affermazione dei diritti contro gli arbitri del potere. Il nostro passato e, insieme, il nostro futuro.
Perché, prendendo in prestito le luminose parole di Zygmunt Bauman, “l’Europa non è qualcosa che si scopre, bensì una missione, qualcosa da fare, creare, costruire. E occorrono un sacco di inventiva, senso di determinazione e lavoro sodo per compiere quella missione. Forse un lavoro che non finisce mai, una sfida a cui rispondere in toto, una prospettiva per sempre straordinaria. Sebbene le storie divergano, in tutte indistintamente l’Europa è un luogo d’avventure. Avventure come i viaggi interminabili intrapresi per scoprirla, inventarla o evocarla”.
Il pubblico del Piccolo Teatro Grassi assisterà a cinque narrazioni in grado di testimoniare altrettanti momenti che hanno trasformato il volto del nostro continente: dal racconto della percezione, forse per la prima volta, dell’idea di cittadinanza (18 gennaio 2026, Laura Pepe, 480 a.C. la battaglia delle Termopili) a quello dell’acquisizione di una precisa identità per differenza (25 gennaio, Alessandro Barbero, 732 la battaglia di Poitiers); e poi: le implicazioni positive e negative del concetto di nazione (1 febbraio, Alberto Mario Banti, 1848 la stagione delle rivoluzioni), la pretestuosa superiorità manifestatasi col colonialismo (15 febbraio, Alessandro Vanoli, 1494 Tordesillas, la spartizione del mondo), e, infine, il meraviglioso nuovo orizzonte sognato a Ventotene (22 marzo, Simona Colarizi, 1941 Ventotene, la nuova Europa).
Le lezioni saranno introdotte da Maria Luisa Zaltron.
PROGRAMMA
18 gennaio 2026, ore 11.00
Laura Pepe – CITTADINANZA
480 a.C. la battaglia delle Termopili
Uno degli eventi decisivi per la nascita dell’Europa e dell’idea di Occidente è una battaglia che si risolve in una sconfitta: alle Termopili trecento spartiati guidati da Leonida trovano la morte, massacrati fino all’ultimo uomo dall’esercito persiano. Ma quella disfatta non fu vana: servì ai greci per riflettere sulla loro identità, servì per capire che ciò che li distingueva dall’altro, dal “barbaro”, era in primis il loro essere non sudditi ma cittadini. Ben più che dell’idea di democrazia, ciò di cui l’Europa contemporanea è debitrice nei confronti dei greci è innanzitutto proprio il concetto di cittadinanza, il sentirsi parte di una comunità che niente ha al di sopra di sé, se non la legge.
Laura Pepe insegna Istituzioni di diritto romano e Diritto greco antico all’Università degli Studi di Milano.
25 gennaio 2026, ore 11.00
Alessandro Barbero – IDENTITÀ
732 la battaglia di Poitiers
Quello romano non è un impero europeo: le zone che oggi per noi sono il cuore dell’Occidente, lungo il Reno e il Danubio, non sono per i cittadini di Roma che un’estrema periferia affacciata sul barbaricum. Secoli dopo, a Poitiers Carlo Martello mette fine all’espansione araba e per la prima volta l’evento può essere celebrato da un cronista del tempo come una vittoria degli europeenses. Passano pochi decenni e suo nipote, Carlo Magno, sarà acclamato come il “Re Padre dell’Europa”. Le province perdute dell’Impero, asservite dai barbari, avevano maturato una propria forte identità e presto sarebbero partite alla conquista del mondo.
Alessandro Barbero è professore onorario dell’Università del Piemonte Orientale.
1 febbraio 2026, ore 11.00
Alberto Mario Banti – NAZIONE
1848 la stagione delle rivoluzioni
Nel biennio 1848-1849 l’Europa è attraversata da rivolgimenti che coinvolgono i territori delle potenze fino ad allora garanti della Restaurazione. Palermo, Napoli, Parigi, Vienna, Berlino, Milano, Venezia, Praga e ancora molte altre città sono teatro di avvenimenti inaspettati: manifestazioni politiche, insurrezioni, violente repressioni… È una nuova Europa, un’Europa di popoli che decidono del loro destino, di nazioni che si affermano e conquistano la loro indipendenza, spesso cooperando fraternamente le une con le altre. Grandi speranze si stagliano all’orizzonte, ma brucianti delusioni spazzeranno presto gran parte di quei sogni.
Alberto Mario Banti insegna Storia contemporanea e Storia culturale all’Università di Pisa.
15 febbraio 2026, ore 11.00
Alessandro Vanoli – COLONIALISMO
1494 Tordesillas, la spartizione del mondo
Ci fu un tempo in cui l’idea dello spazio, dei mari e del globo che abitiamo cambiò per sempre. Fu quando, alla fine del Medioevo, gli europei si lanciarono alla conquista dell’Atlantico, quando spagnoli e portoghesi, col beneplacito di Papa Alessandro VI Borgia, decisero di dividersi il mondo. Una linea di demarcazione – immaginaria e insieme concretissima – una raya, una linea di separazione, come la si chiamò nello spagnolo del tempo, tracciata in mezzo all’Oceano Atlantico. Neanche due anni erano passati dal primo viaggio di Cristoforo Colombo e già era cominciata quella lunga, terribile storia di dominio e colonizzazione che avrebbe trasformato il mondo.
Alessandro Vanoli è storico, scrittore e divulgatore.
22 marzo 2026, ore 11.00
Simona Colarizi – ORIZZONTE
1941 Ventotene, la nuova Europa
Nel 1941, l’anno più duro della guerra, quando la vittoria di Hitler e Mussolini sembra ormai vicina, il Manifesto di Ventotene appare per forza un’utopia: indica il futuro nell’unità di tutte le nazioni del continente, di quelle stesse nazioni in quel momento nemiche e che insieme, invece, vengono chiamate ad assicurare pace, democrazia e diritti sociali ai cittadini di un’Europa finalmente riunita in un solo Stato sovrano. Ottantacinque anni dopo, il risorgere del virus antidemocratico tra i popoli dell’Unione Europea pare mettere a rischio questo sogno; ma, come accaduto ieri per i confinati di Ventotene, dobbiamo credere che l’impossibile diventi possibile.
Simona Colarizi ha insegnato Storia contemporanea all’Università di Roma La Sapienza.
Info biglietteria
Biglietti: intero 15 €; ridotto (under 25, over 65) 12 €
Abbonamenti: intero 60 €; ridotto (under 25, over 65) 50 €
Abbonamenti in vendita dal 2 al 16 dicembre fino a esaurimento disponibilità e biglietti singoli dal 17 dicembre presso la biglietteria del Teatro Strehler (largo Greppi 1), la biglietteria telefonica 02 21126116 (lunedì-sabato dalle 12.30 alle 18.00) e online su www.piccoloteatro.org
Appuntamento a Roma con Più Libri Più Liberi: ti aspettiamo dal 4 all’8 dicembre 2025 allo stand B42, con i nostri libri e un programma ricchissimo.
● venerdì 5 dicembre ●
● ore 14.30 – Sala Vega
Libri insieme. Viaggio nelle nuove comunità della conoscenza
Chiara Faggiolani con Francesca Mancini
● sabato 6 dicembre ●
● ore 12.30 – Arena Repubblica
Voglio uccidere Mussolini. Vita e trame degli attentatori del Duce
Bruno Manfellotto con Miguel Gotor
● ore 16.00 – Sala Polaris
La guerra della finanza. Trump e la fine del capitalismo globale
Alessandro Volpi con Giuliano Marrucci
● ore 18.00 – Sala Elettra
Gessi White Città in affitto. Un requiem per il diritto all’abitare
Lorenzo Bagnoli, Alice Facchini, Maurizio Franco con Riccardo Staglianò
● domenica 7 dicembre ●
● ore 12.30 – Auditorium
Chi ha perso la guerra in Palestina
Anna Foa con Lucia Goracci. Coordina Giuseppe Laterza
● ore 15.30 – Auditorium
San Francesco
con Alessandro Barbero
Introduce Giuseppe Laterza
● ore 18.00 – Sala Polaris
L’America in 18 quadri. Dalle piantagioni a Silicon Valley
Fabrizio Tonello con Oliviero Bergamini
● lunedì 8 dicembre ●
● ore 12.30 – Auditorium
Il cantico della terra
con Stefano Mancuso
introduce Giuseppe Laterza
● ore 16.00 – Sala Polaris
La voce delle donne. Pioniere e ispiratrici del giornalismo italiano
Valeria Palumbo con Giorgio Zanchini

Gli appuntamenti con gli autori e le autrici Laterza a Bookcity Milano:
martedì 11 novembre
ore 10.30 | Palazzo di Giustizia
Carcere e suicidi: testimonianze
Alessandro Trocino con Stefania Borghetti e Don David Maria Riboldi. Modera Paolo Foschini. Saluti introduttivi di Antonino La Lumia ed Eliana Zecca
mercoledì 12 novembre
ore 18.30 | Avvocatura comunale di Milano
Conoscere le mafie e l’antimafia
Rocco Sciarrone con Lorenzo Frigerio
giovedì 13 novembre
ore 12.30 | Università degli Studi di Milano-Bicocca
Il carcere degli invisibili
Alessandro Trocino con Loredana Garlati e Francesco Zacchè
ore 18.30 | Teatro Dal Verme
San Francesco
con Alessandro Barbero
venerdì 14 novembre
ore 18.30 | FLA FlavioLucchiniArt Museum
Amiche: voci, vite, visioni al femminile
Valeria Palumbo con Vera Montanari
sabato 15 novembre
ore 15.00 | Piccolo Teatro Grassi – Chiostro Nina Vinchi
Magister. La scuola la fanno i maestri, non i ministri
Ivano Dionigi con Claudio Longhi e Donatella Sciuto
ore 16.30 | Museo Nazionale Scienza
e Tecnologia Leonardo da Vinci – Auditorium
Il cantico della terra
con Stefano Mancuso
ore 18.00 | Libreria Hoepli
Alla conquista di Galileo
Massimo Bucciantini con Germano Maifreda
ore 18.00 | Casa Manzoni, Il Circolo dei Lettori di Milano
Gli antichi greci in guerra, tutti i giorni
Giuseppe Zanetto con Pier Luigi Vercesi
domenica 16 novembre
ore 11.00 | Cascina Cuccagna – Officina 5
Dall’Alaska alla Patagonia. La natura che resiste
Valeria Barbi con Giorgia Bollati
ore 16.30 | Museo Nazionale Scienza
e Tecnologia Leonardo da Vinci – Auditorium
Ai confini dell’universo. Dalle sfere celesti all’esplorazione spaziale
con Paolo Ferri
ore 18.00 | Cascina Nascosta – Parco Sempione
Verso un nuovo sistema energetico e economico
Gianluca Ruggieri con Paolo Cacciari e Giuseppe Palazzo
ore 18.30 | Palazzo Clerici – Sala Corte
Donne, giornalismo e conflitti
Giuliana Sgrena con Gabriella Simoni. Modera Paola Rizzi
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martedì 11 novembre
Cremona | ore 18.00 | Palazzo Affaitati Sala Manfredini
La voce delle donne
con Valeria Palumbo
giovedì 13 novembre
Monza | ore 21.00 | Libri e Libri
Gli anni Settanta in Italia:
le donne e la parabola della violenza politica
Daniela Bini con Giovanni Bianconi. Modera Graziella Rotta. A cura di Associazione Zefiro
sabato 15 novembre
Monza | ore 17.00 | Elsa Libreria Creati
Me la sono andata a cercare
con Giuliana Sgrena
Cernobbio | ore 17.00 | Villa Bernasconi
La voce delle donne
con Valeria Palumbo

Utilità dei classici è il nuovo ciclo di incontri curati e condotti dal professor Luciano Canfora.
La rassegna nasce dall’idea di rileggere alcuni classici della letteratura mondiale ribadendone l’intramontabile valore oltre che letterario anche di guida e strumento di riflessione sul nostro presente.
Episodio 1: Lev Tolstoj, «Guerra e pace»
Episodio 2: Victor Hugo, «I miserabili»
Episodio 3: Senofonte, «Anabasi»
Episodio 4: Karl Marx e Friedrich Engels, «Manifesto del Partito Comunista»
Episodio 5: Tacito, «Annali»
Episodio 6: Voltaire, «Dizionario filosofico»
Episodio 7: Lucrezio, «De rerum natura»

A CESENA NASCE AGORÀ FESTIVAL
“Fragilità: le sfide del presente”
dal 24 al 26 ottobre 2025
WWW.AGORAFESTIVAL.IT
Dal 24 al 26 ottobre 2025 si svolgerà a Cesena la prima edizione di Agorà Festival, ideato, progettato e organizzato dagli Editori Laterza e promosso dal Comune di Cesena, con la partecipazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena e della Camera di Commercio della Romagna, e con il contributo della Regione Emilia-Romagna.
Agorà Festival vuole essere una grande piazza delle idee, uno spazio di incontro trasversale e inclusivo, una manifestazione rivolta ad un pubblico ampio e diversificato per età, interessi, appartenenze. Un cantiere aperto di analisi, di confronti, di idee e di progetti. Senza steccati, senza confini disciplinari, con la partecipazione di molti protagonisti della vita pubblica italiana, dei più qualificati studiosi di varie discipline, di giornalisti e divulgatori. Gli appuntamenti si svolgeranno tra il Teatro ‘A. Bonci’, la sala Sozzi del palazzo del Ridotto e la Biblioteca Malatestiana.
Questa prima edizione del Festival è dedicata al tema: FRAGILITÀ: LE SFIDE DEL PRESENTE. L’etimologia della parola “fragilità” ci rimanda al verbo latino frangere, che indica un processo di rottura e di perdita di unità, l’andare in frantumi, la scomparsa di integrità e identità. Ed è curioso come sia proprio questa parola dalle radici così antiche a descrivere bene che cosa siamo diventati in questo avvio di millennio.
Fragile è oggi il singolo individuo su cui in questo tempo ci si ripiega sempre più e fragili sono le collettività, le organizzazioni sociali, le economie, le democrazie.
Fragili sono i legami familiari, incerte sono le definizioni di appartenenza, meno scontate sono le scelte legate al più tradizionale ciclo di vita: siamo più liberi, e questo è un bene, ma il moltiplicarsi delle opzioni possibili rischia di farci vivere in uno stato di perenne incertezza. Se allarghiamo lo sguardo dal livello individuale e familiare a quello delle più ampie comunità a cui apparteniamo, assistiamo a una accelerazione dei processi che stanno mandando in frantumi l’ordine del mondo per come lo avevamo conosciuto: sul fronte dell’economia, la globalizzazione ha mostrato segnali di arresto e in pochi anni si è stravolta la geografia dei poteri economici. I rapporti tra Paesi e blocchi di Paesi sono in mutamento costante, e la parola “guerra” non è più – purtroppo – un ricordo del passato o il riferimento a mondi lontani.
Ancora, lo sviluppo tecnologico e l’affermazione dell’Intelligenza Artificiale stanno minando alla radice non solo il nostro modo tradizionale di produrre e di lavorare, ma anche una certa idea di unicità dell’essere umano. Infine, fragili sono i delicati equilibri climatici e ambientali del nostro Pianeta, che rischia di diventare un luogo inospitale per noi umani.
Per tutte queste ragioni fragilità è, dunque, la chiave di lettura con cui al Festival Agorà di Cesena abbiamo scelto di guardare la nostra contemporaneità, in un programma coerente declinato in diversi format: NELLA STORIA, COSE DELL’ALTRO MONDO, PRO E CONTRO, READING, PAROLE PERICOLOSE, ALL’ORIZZONTE, INTERVISTE. Tra gli ospiti confermati Alessandro Barbero per il format NELLA STORIA e Vera Gheno per il format PAROLE PERICOLOSE.
“Per tre giorni – commenta il Sindaco Enzo Lattuca – Cesena sarà al centro della scena culturale nazionale grazie a questo grande festival, organizzato insieme alla casa editrice Laterza e con il prezioso supporto dei partner locali, che ringraziamo per aver creduto sin dall’inizio in questo progetto. La nostra città può vantare una straordinaria tradizione culturale, alimentata da tutte le discipline e le arti, e rappresentata dalla Biblioteca Malatestiana: un luogo voluto da Malatesta Novello per essere tramandato ai cesenati, e da cui ancora oggi traiamo ispirazione. Cultura significa dialogo, confronto, apertura a prospettive diverse. Cultura significa anche capacità di com-prendere, cioè mettere insieme e comporre. Per questo la prima edizione dell’Agorà Festival – pensato come un appuntamento annuale che proseguirà nei prossimi anni – vuole partire dalla comprensione delle fragilità del contemporaneo come base per costruire un progetto per il futuro che sappia ricucire il sentire e i bisogni di molti.”
“Per capire un mondo sempre più complicato – dichiara l’Editore Giuseppe Laterza – abbiamo bisogno di uno sguardo largo e di mettere in dialogo idee e discipline diverse. Per affrontare le sfide del presente abbiamo bisogno di una prospettiva a lungo termine, sulla quale costruire progetti collettivi. Questa è la proposta di Agorà Festival: un’occasione per mettere a disposizione di tutti il sapere di questo tempo e di quello passato.”
In questo contesto la sfida del presente è mantenere salda la convinzione che non ci sia un destino segnato, che le alternative siano sempre possibili, e che le tante fragilità che ci descrivono e descrivono il nostro mondo siano altrettante sfide che vanno affrontate con consapevolezza e coraggio. Insieme.

Ventesima edizione delle Lezioni di Storia
all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone
A Roma, dal 9 novembre 2025 al 12 aprile 2026
È “Città mondo” il titolo del nuovo ciclo di Lezioni di Storia, in partenza il 9 novembre 2025 all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma, ideato dagli Editori Laterza e realizzato in coproduzione con la Fondazione Musica per Roma.
Una grande città, un avvenimento epocale. Filo conduttore di questa edizione saranno nove vicende – politiche e militari, sociali ed economiche – che hanno avuto luogo in altrettante città mondo.
I relatori e le relatrici che si alterneranno sul palcoscenico della Sala Sinopoli racconteranno – a partire dall’anno in cui si sono svolti i fatti – la città di quell’epoca, con la sua ricchezza e la sua complessità urbanistica e culturale. Un lungo viaggio nel tempo e nello spazio, dall’antichità a oggi, a varie latitudini e longitudini.
“Le Lezioni di Storia – commenta l’AD di Fondazione Musica per Roma, Raffaele Ranucci – sono ormai un appuntamento imprescindibile della nostra stagione e un orgoglio per la Fondazione Musica per Roma. Con “Città mondo”, che celebra la ventesima edizione del progetto, il viaggio nella storia si intreccia a quello nelle grandi capitali del passato e del presente, offrendo al pubblico nuove prospettive sul nostro tempo. Raggiungere questo traguardo significa festeggiare una proposta culturale e un format che, negli anni, ha saputo rinnovarsi senza mai perdere la sua forza originaria: portare la grande storia al centro della vita culturale della città, al centro dell’attualità. La straordinaria risposta del pubblico, che continua a seguirci con entusiasmo, conferma il valore di una collaborazione duratura con gli Editori Laterza e la capacità dell’Auditorium di essere non solo un luogo di spettacolo, ma anche di conoscenza e di riflessione civile”.
“A vent’anni dalla prima lezione di storia tenutasi all’Auditorium – dichiara l’editore Giuseppe Laterza – siamo fieri di un format che continua ad appassionare e che ha ormai creato una comunità coesa e sempre più larga di pubblico e autori. Siamo convinti che quest’edizione incentrata sulle città ci sorprenderà e ci arricchirà com’è stato fin qui, grazie alla sapienza dei relatori e delle relatrici e alla garanzia dell’eccellente guida di Paolo Di Paolo”.
In questo anniversario così speciale, è importante ricordare quanto lungo e fortunato sia il viaggio delle Lezioni di Storia. Da un’idea di Giuseppe Laterza, sposata dall’allora sindaco Walter Veltroni e messa in pratica dall’Auditorium Parco della Musica allora diretto da Carlo Fuortes, l’iniziativa, che il primo anno era gratuita, ebbe un tale successo che alla prima lezione di Andrea Carandini si presentarono ai cancelli dell’Auditorium 2000 persone e i giornali paragonarono il fenomeno ai grandi concerti rock. Da lì in poi nelle domeniche dedicate alle lezioni si sono formate lunghe code a partire dalle otto del mattino. Negli anni successivi è stato introdotto un biglietto rendendo così le lezioni, sostenute inizialmente dagli sponsor, autonome dal punto di vista economico e si è registrato sempre il sold out.
Fin dalla prima data romana, lo scrittore Paolo Di Paolo ha introdotto gli storici, ha dialogato con gli ospiti e guidato sapientemente il pubblico alla scoperta di mondi complessi e affascinanti.
Iniziate a Roma, le lezioni hanno trovato casa in oltre trenta città italiane ma anche fuori dai confini nazionali, con il coinvolgimento di più di 200 relatori. Un progetto ambizioso divenuto per molti un appuntamento fisso ma anche un ventennio di sperimentazioni come la commistione con la musica e il teatro, lo streaming, i podcast e il canale TikTok.
“Prima di tutto mi pare incredibile avere partecipato a questa avventura per venti anni consecutivi. Un piccolo record. Ma ciò che forse più conta – riflette Paolo Di Paolo – è la costruzione di una comunità che, dal 2006, si è consolidata, è cresciuta, si è allargata. Prima del grande exploit della divulgazione storica, portare studiosi e studiose su un palcoscenico teatrale davanti a oltre mille persone era tutto fuorché scontato. Parlare di storia la domenica mattina, interrogare passato e presente… tutto in una gigantesca aula scolastica intergenerazionale, per venti lunghi anni”.
INFO BIGLIETTERIA
Biglietto singolo: 14 euro; biglietto singolo studenti under 30: 5 euro.
In vendita:
Vista l’alta percentuale di rinnovo, la disponibilità dei posti è limitata. Sarà possibile acquistare un massimo di due biglietti a persona, per un numero massimo di 6 lezioni su 9.
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PROGRAMMA
9 novembre 2025
Laura Pepe
Olimpia 776 a. C. I primi giochi
Da piccola città, Olimpia diventa mondo molto presto grazie alle Olimpiadi, meta agognata da spettatori e da atleti, consapevoli, gli uni e gli altri, che la città ospita la più illustre e importante tra tutte le manifestazioni atletiche del loro tempo. Ma se nell’antichità il mondo aveva confini ristretti – la Grecia prima, Roma poi –, sul finire dell’‘800 Pierre de Coubertin trasforma le Olimpiadi in un fenomeno globale. Mettere le une accanto alle altre le Olimpiadi antiche e moderne permette di confrontare due modelli sportivi e, quel che più importa, etici, tra loro inconciliabili.
Laura Pepe insegna Istituzioni di diritto romano e Diritto greco antico all’Università degli Studi di Milano.
30 novembre 2025
Andrea Giardina
Roma 9 a.C. La pace di Augusto
«Quando tornai a Roma dalla Gallia e dalla Spagna, sotto il consolato di Tiberio Nerone e Publio Quintilio [9 d.C.], portate felicemente a termine le imprese in quelle province, il senato decretò che si dovesse consacrare un’ara alla Pace augustea nel Campo Marzio e ordinò che in essa i magistrati, i sacerdoti e le vergini vestali celebrassero ogni anno un sacrificio». Nelle Res Gestae, il resoconto delle sue imprese civili e militari, Augusto ricordò con queste parole il tema che più caratterizzò, nella percezione dei contemporanei e dei posteri, l’epoca che da lui prese il nome. Celebrato per le vittorie nelle guerre civili e in quelle esterne, egli fu celebrato soprattutto come il pacificatore universale che aveva dato tranquillità e benessere all’ecumene.
Andrea Giardina ha insegnato Storia romana alla Scuola Normale Superiore di Pisa.
14 dicembre 2025
Anna Foa
Gerusalemme 70 d.C. La distruzione del tempio e la diaspora
La caduta e la distruzione di Gerusalemme, capitale del regno di Giuda, nella guerra contro i romani nel 70 d.C., è un evento chiave della storia.
Nata come marginale per l’Impero romano, in una lontana e ininfluente provincia, questa guerra si è trasformata in un evento pesantissimo sia per i giudei – da quel momento sparsi nella diaspora e costretti a mutare le modalità stesse del loro culto – sia per i romani. La scomparsa del piccolo regno di Giuda ha infatti mutato nel profondo e nel lunghissimo periodo non solo Roma ma l’Occidente tutto.
Anna Foa ha insegnato Storia moderna all’Università di Roma “La Sapienza”.
11 gennaio 2026
Amedeo Feniello
Cairo 969 d.C. Una nuova capitale per l’impero Fatimide
6 luglio 969: il generale Jawhar traccia le mura della nuova capitale fatimide e la battezza al-Qāhira, “la Vittoriosa”: più che un nome, è tutto un programma. A nord di Fustat, fra il Nilo e le rotte del Mar Rosso, la città diventa formidabile polo di attrazione per merci, denaro e idee. Qui si incrociano carovane e navi, botteghe e scuole come l’al-Azhar: un hub che collegò e collega Africa e Asia al Mediterraneo, accendendo un’economia urbana brillante e un laboratorio culturale cosmopolita.
Amedeo Feniello insegna Storia medievale all’Università dell’Aquila.
8 febbraio 2026
Alessandro Vanoli
Istanbul 1453. La conquista ottomana
Costantinopoli cadeva in mano ottomana nel maggio del 1453. Finiva la storia secolare e grandiosa di una grande capitale e cominciava il tempo di quella città che un giorno sarebbe stata chiamata Istanbul. Il racconto di quei giorni attraverso le tracce delle mura, dei palazzi e delle strade è un modo per raccontare anche la storia millenaria di una delle più importanti città del mondo.
Alessandro Vanoli è storico, scrittore e divulgatore.
22 febbraio 2026
Jacopo Veneziani
Parigi 1900. La bella Époque
All’inizio del Novecento, Parigi è una metropoli in fermento: l’Esposizione Universale ne ridisegna il volto, le soffitte di Montmartre accolgono giovani artisti squattrinati, i caffè di Montparnasse brulicano di lingue e culture diverse, le gallerie d’arte lanciano nuove avanguardie. Nelle strade della città, si intrecciano le vite di Picasso, Matisse, Modigliani, Chagall, Brâncuși, poeti come Max Jacob, Apollinaire, Cocteau, figure meno celebrate ma decisive come Fernande Olivier, Berthe Weill e Jeanne Hébuterne. Tra entusiasmi e rivalità, passioni e tradimenti, prende forma una stagione irripetibile che trasforma Parigi nella capitale mondiale dell’arte.
Jacopo Veneziani è storico dell’arte e divulgatore.
8 marzo 2026
Alessandro Barbero
Mosca 1941. L’operazione Barbarossa
Nel Maestro e Margherita Michail Bulgakov immagina che il diavolo venga in visita a Mosca, curioso di vedere come sono cambiati i moscoviti dopo la Rivoluzione. Nel novembre 1941, il diavolo stava davvero per arrivare: Hitler aveva scatenato l’Operazione Barbarossa, e la Wehrmacht era alla periferia di Mosca. Nella città in stato d’assedio, Stalin fece tenere egualmente, il 7 novembre, la parata per l’anniversario della Rivoluzione; pochi giorni dopo l’inverno più freddo del XX secolo e i rinforzi provenienti dalla Siberia permisero di respingere i tedeschi e salvare la capitale. Si accresceva così nella memoria russa quella sacralità di Mosca che ne fa una città-mondo per tutto l’immenso continente che dall’Ucraina arriva al Mar del Giappone.
Alessandro Barbero ha insegnato Storia medievale presso l’Università del Piemonte Orientale.
22 marzo 2026
Paola Rivetti
Teheran 1979. Rivoluzione
“Punto di svolta per il mondo”: così studiosi e testimoni la descrissero. La rivoluzione del 1979 fu sognata e desiderata da generazioni di militanti che aspiravano a fondare un mondo nuovo e di giustizia. Nel giro di pochi mesi, però, Teheran si trasformò dalla capitale politica ideale per gruppi e collettivi di ogni genere al centro di un governo autoritario, in una spirale di chiusura e repressione. Con conseguenze rilevanti per la politica mondiale.
Paola Rivetti è professoressa presso la Dublin City University di Dublino.
12 aprile 2026
Massimo Gaggi
New York 2008. La crisi della globalizzazione
Nel cuore della globalizzazione, i masters of the universe della finanza trasformano l’ottimismo dei mercati in esposizione a rischi enormi per incassare profitti giganteschi. Ma nel 2008 Wall Street crolla in seguito al fallimento di Lehman Brothers. Il governo salva la grande finanza per evitare guai peggiori mentre per milioni di americani è la rovina: fine della fiducia negli esperti, è l’alba del populismo. Se un po’ di banchieri fossero stati sbattuti in galera, scriverà il Financial Times, non avremmo avuto Trump.
Massimo Gaggi è editorialista del “Corriere della Sera”.