Tiziano Terzani, Un altro giro di giostra
I libri che, in modo diverso, hanno lasciato un segno duraturo in me sono molti. Nella mia formazione accademica forse su tutti Apologia della storia di Marc Bloch e Le vene aperte dell’America Latina di Eduardo Galeano, nel mio incontro con la letteratura probabilmente prima e con più forza di altri L’opera al nero di Marguerite Yourcenar.
Se dovessi individuare però un unico libro che ha modificato il mio sguardo e la mia prospettiva sul viaggio della vita allora scelgo di indicare Un altro giro di giostra di Tiziano Terzani. È un libro che ho letto ormai molti anni fa, in un momento travagliato della vita, ma alle cui pagine torno ogni volta che “la visione del mondo si rimpicciolisce” per ricordarmi di essere parte “dell’eterno arrovellarsi dell’uomo”. Dalla penna di uno dei più grandi maestri del reportage, un’indagine intima sulla cura (preziosissima per il nostro tempo così forzatamente performante) in cui ogni volta ritrovo la bussola, per cercare una via, per perdermi sul confine delle cose.
Federica Martellini, bibliotecaria