Un libro che mi ha cambiato la vita | Rosanna Visca

Seneca, De brevitate vitae

Il libro che mi ha cambiato la vita è De brevitate vitae di Lucio Anneo Seneca. È un grande classico di cui spesso si dimentica la portata benefica, grazie alle sue straordinarie riflessioni sul tempo. Il tempo che va vissuto non solo e non tanto nella sua dimensione sequenziale, ma nell’intensità qualitativa di quello che facciamo. L’ho riscoperto “da grande”, durante una nostra lezione universitaria. L’ho riletto con gli occhi dell’adulto e ora, come un faro, rischiara la mia giornata, rafforzando la consapevolezza che il tempo è un bene preziosissimo, a cui spesso non si dà valore, e che sprecarlo è il peggiore dei mali.

A volta mi capita di sentirmi nella condizione dell’occupatus, nell’inseguimento di mille impegni di giornate convulse e senza fine, ma è un grande sollievo a sera tarda, rielaborando Seneca, fermarmi a riflettere su come ho impiegato il mio tempo. È un grande sollievo sapere che non c’è ansia nel futuro se imparo ad apprezzare ogni istante e che, con tutti i miei limiti, posso farlo diventare eterno con attività dedicate al bene dell’anima. E allora ripenso alle parole di Umberto Eco che ci ricorda quanto la lettura ci doni «l’immortalità all’indietro» e, con gratitudine, leggo una riga di un libro che sta sul comodino e spengo la luce.

Rosanna Visca, studente di Linguistica all’Università “La Sapienza” di Roma