Fred Uhlman, L’amico ritrovato
Il libro che mi ha cambiato la vita è L’amico ritrovato di F. Uhlman. È uno dei primi libri che ho letto; o meglio, che mi hanno letto. Ero in quinta elementare e avevo appena nove anni quando la maestra Natalia iniziò a leggere ad alta voce in classe un capitolo a settimana di quella triste storia sull’Olocausto.
Potrà sembrare assurdo ai più l’idea che una maestra legga un testo così intenso a dei bambini, ma quella pratica ci abituò alla lettura non silenziosa – quella originaria e primitiva – e ci immerse in un mondo che stavamo studiando sui libri, ovattato però dalla storia di un’amicizia senza tempo. Ci educò così al ricordo, alla memoria, alla consapevolezza del passato.
Appena ebbi conseguito la licenza elementare, la maestra Natalia volle farmi dono della sua personale copia del libro. Oggi, esattamente vent’anni dopo, posso affermare che fu quasi un passaggio di testimone.
I sussurri provenienti dal passato hanno continuato a ronzarmi nelle orecchie e a orientare le mie scelte di vita. La curiosità per ciò che fu, sempre viva in me, mi ha portato a iscrivermi a Lettere classiche e a conseguire un dottorato in Storiografia latina. Sono diventata un’insegnante, proprio come la maestra Natalia, e racconto storie dal mondo antico facendo divulgazione.
Forse è proprio questo il potere dei libri letti al momento giusto: continuano a parlarci per tutta la vita, finché non diventiamo, a nostra volta, voce per qualcun altro.
Alessia Amante, dottore di ricerca in Letteratura latina