Un libro che mi ha cambiato la vita | Flora Agostini

Isaac Asimov e Robert Silverberg, Notturno

Un libro che ha segnato la mia vita è Notturno di Isaac Asimov e Robert Silverberg.

Snobbavo la fantascienza, pensavo fosse un genere prevedibile, fatto di robot e navicelle spaziali. Mio zio allora mi ha messo in mano Notturno e mi ha sorpreso: niente di tutto questo era presente nel libro. Solo un pianeta costantemente illuminato da sei soli e una civiltà, convinta di sapere tutto, che impazzisce quando arriva il buio, la vastità della notte.

Quel buio mi ha fatto dubitare delle mie certezze. Avevo quattordici anni e tutti a casa davano per scontato che avrei fatto il liceo classico. Sapevo che non faceva per me, ma non capivo come mai. Notturno mi ha fatto capire che ero un po’ come i personaggi di Kalgash: ero convinta di avere già tutte le risposte perché non avevo ancora approfondito chi volessi essere.

Alla fine ho scelto le scienze umane. Volevo capire perché l’ignoto ci terrorizza e perché giudichiamo gli altri senza conoscerli realmente e ho pensato che materie come sociologia, antropologia e psicologia mi avrebbero potuto interessare e stimolare a riflessioni più profonde, è stato così.

Notturno mi ha insegnato che la verità ha mille sfumature e non basta soffermarsi all’apparenza. È più comodo restare chiusi nelle proprie convinzioni, ma questo non ci permette di crescere e avere un vero confronto con gli altri.

Oggi la fantascienza è un genere che mi appassiona molto, e anche se studio linguistica in magistrale grazie a questo libro ho capito quali sono i miei interessi, e che la sociologia e la comunicazione sono strettamente connesse.

Flora Agostini, studente di Linguistica all’Università “La Sapienza” di Roma