Il libro che mi ha cambiato la vita | Luciano Canfora

Albert Mathiez, La Rivoluzione francese

Al termine della scuola media ero insidiato da febbricole che mi tenevano spesso, come si direbbe in Toscana, allettato, e con molto tempo libero. Tra le risorse aveva il suo spazio la lettura (Dickens soprattutto). E fu in quel periodo che – lettura non più narrativa suggeritami da mio padre – ebbi tra mano i tre volumetti einaudiani di Albert Mathiez, La Rivoluzione francese.

L’opera, di impianto programmaticamente divulgativo, era nata nel 1920/21; usciva ora da Einaudi nel 1950. La grande novità (ma altrove non più tale) era il recupero del giacobinismo e soprattutto del sempre demonizzato Robespierre. Fu per me – che capivo quel che potevo – un nuovo inizio. Quelle vicende non le ho più perse di vista, nel corso degli anni. Mathiez spingeva il lettore a schierarsi. Perciò la lettura di poco successiva fu il Saggio comparativo di Alessandro Manzoni, che invece negava la legittimità addirittura del 1789, del “giuramento della pallacorda” e dell’autoproclamazione della Costituente. Una ‘provocazione’ che mi insegnò presto che lo studio della storia è un campo di battaglia.

Luciano Canfora è professore emerito dell’Università di Bari. Il suo ultimo libro con Laterza è Il porcospino d’acciaio.