Fact Checking: la Storia alla prova dei fatti

Una serie curata da Carlo Greppi

Oggi la Storia è tornata a essere un campo di battaglia.

Vere e proprie fake news storiche impazzano sui social network e la politica spesso utilizza il nostro passato per fomentare politiche d’odio. In questa riscrittura della Storia, per fare degli esempi, i campi di concentramento non sono mai esistiti, gli italiani sono sempre stati ‘brava gente’ e vittime dello straniero, i partigiani tutti avventurieri spregiudicati.

È tempo di opporre a queste falsificazioni strumentali le verità che la Storia, con la sua ricerca e i suoi strumenti, ha individuato. Ed è importante che a farlo siano anche storici delle nuove generazioni, che più sentono la responsabilità della conoscenza del nostro passato, per la costruzione del mondo che verrà.

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Mimmo Franzinelli, Il fascismo è finito il 25 aprile 1945

Il fascismo è finito con la morte di Mussolini. I fascisti non esistono più o sono irrilevanti. L’Italia ha rotto per sempre con quel passato. Siamo sicuri che sia così? E allora come spieghiamo le molte continuità tra il regime e la Repubblica? Le bombe, i pellegrinaggi a Predappio e le continue violenze?

È giunto il momento di smontare uno dei luoghi comuni più duraturo della storia repubblicana, ovvero quello secondo il quale il fascismo è morto e sepolto da fine aprile 1945.

Mimmo Franzinelli, studioso del fascismo e dell’Italia repubblicana, è membro della Fondazione “Ernesto Rossi e Gaetano Salvemini” di Firenze. Tra i suoi più recenti libri, Fascismo anno zero (Mondadori 2019) e Il filosofo in camicia nera. Giovanni Gentile e gli intellettuali di Mussolini (Mondadori 2021). Per Laterza ha curato l’Epistolario 1943-1967 di Ernesto Rossi (2007) e Oltre la guerra fredda (2010) ed è autore di Storia della Resistenza (con Marcello Flores, 2019) e Storia della Repubblica Sociale Italiana 1943-1945 (2020).

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Gianluca Falanga, Non si parla mai dei crimini del comunismo

Davvero non si parla mai dei crimini del comunismo? Davvero nessuno ha mai sentito parlare dei milioni di morti prodotti da questa ideologia? Eppure sono stati scritti ‘libri neri’, fondati istituti di ricerca, istituiti musei ed eretti monumenti per ricordare queste vittime.

Allora, forse, si tratta di parlarne seriamente.

Gianluca Falanga, studioso di storia contemporanea, vive e lavora a Berlino come libero ricercatore e formatore presso il Museo della Stasi. Tra le sue più recenti pubblicazioni, Labirinto Stasi. Vite prigioniere negli archivi della Germania Est (Feltrinelli 2021) e La diplomazia oscura. Servizi segreti e terrorismo nella Guerra fredda (Carocci 2021).

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Pino Ippolito Armino, Il fantastico regno delle Due Sicilie

Prima dell’Unità il Sud era ricco e istruito. L’industria del regno di Napoli era la prima in Italia. Garibaldi era uno schiavista, Pisacane un disertore e Mazzini un terrorista. Il Risorgimento comportò il genocidio del popolo meridionale.

Tutte le bugie dei neoborbonici smascherate alla prova dei fatti.

Pino Ippolito Armino, ingegnere e giornalista, vive tra il Piemonte e la Calabria, dove è nato. Dirige la rivista “Sud Contemporaneo” ed è membro del comitato direttivo dell’Istituto “Ugo Arcuri” per la storia dell’antifascismo e dell’Italia contemporanea.

Tra le sue pubblicazioni: Azionismo e sindacato. Vita di Antonio Armino (Rubbettino 2012); Brigantaggio politico nelle Due Sicilie(Città del Sole 2015); Quando il Sud divenne arretrato(Guida 2018); Cinque ragioni per stare alla larga da Pino Aprile (Pellegrini 2019); Storia della Calabria partigiana (Pellegrini 2020); Ritorno al futuro. Manifesto per l’unità d’Italia (con Tonino Perna, Castelvecchi 2020).

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Francesco Filippi, Prima gli italiani! (sì, ma quali?)

‘Prima gli italiani’ è uno slogan di grandissimo successo. Lo abbiamo sentito ripetuto migliaia di volte e lo troviamo in rete in ogni dove. Prendiamolo sul serio, allora: chi sono questi italiani che devono venire prima? Gli eredi dei Romani o quelli che abitano la nostra penisola?

Insomma, quand’è che siamo diventati italiani?

Francesco Filippi, storico della mentalità e formatore, è co-fondatore dell’associazione Deina. Ha pubblicato, tra l’altro, il best seller Mussolini ha fatto anche cose buone. Le idiozie che continuano a circolare sul fascismo (Bollati Boringhieri 2019, per oltre un anno ai vertici delle classifiche di vendita) e Ma perché siamo ancora fascisti? Un conto rimasto aperto (Bollati Boringhieri 2020).

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Chiara Colombini, Anche i partigiani però…

Avventurieri e ladri di polli. Protagonisti di una guerra inutile. Vigliacchi che colpiscono i nemici a tradimento. Terroristi. L’elenco dei luoghi comuni sulla Resistenza è lunghissimo e oggi continua a rafforzarsi a dispetto di ogni prova contraria. Perché? Come possiamo rispondere a questa offensiva ventennale?

Un libro per conoscere ciò che è stato senza retoriche fuori tempo massimo.

Chiara Colombini, storica, è ricercatrice presso l’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea “Giorgio Agosti”. Ha curato, tra l’altro, Resistenza e autobiografia della nazione. Uso pubblico, rappresentazione, memoria (con Aldo Agosti, Edizioni SEB27 2012) e gli Scritti politici. Tra giellismo e azionismo (1932-1947) di Vittorio Foa (con Andrea Ricciardi, Bollati Boringhieri 2010).

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Eric Gobetti, E allora le foibe?

«E allora le foibe?» è diventato il refrain tipico di chi sostiene il risorgente nazionalismo italico e vuole zittire l’avversario.

Ma come è potuto accadere?

Eric Gobetti è uno studioso di fascismo, seconda guerra mondiale, Resistenza e storia della Jugoslavia nel Novecento. Autore di due documentari (Partizani e Sarajevo Rewind), esperto in divulgazione storica e politiche della memoria, ha collaborato più volte con il canale televisivo Rai Storia. Per Laterza ha pubblicato Alleati del nemico. L’occupazione italiana in Jugoslavia (1941-1943) (2013).

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Carlo Greppi, L’antifascismo non serve più a niente

Si dice: «Destra e Sinistra sono superate», «il fascismo è finito 75 anni fa». Quindi l’antifascismo non serve più a niente.

Ma è proprio così?

Carlo Greppi, dottore di ricerca in Studi storici all’Università di Torino, è co-fondatore dell’associazione Deina e membro del Comitato scientifico dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri, che coordina la rete degli Istituti per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea in Italia. Tra le sue più recenti pubblicazioni, L’età dei muri. Breve storia del nostro tempo (2019) per Feltrinelli e La storia ci salverà. Una dichiarazione d’amore (2020) per Utet. Per Laterza è autore di 25 aprile 1945 (2018) e ha curato, con David Bidussa, Come farla finita con il fascismo di Ferruccio Parri (2019).