Pagine: 160
Collana: i Robinson / Letture
ISBN carta: 9788858161692
Argomenti: Attualità culturale e di costume
Tra Scilla e Cariddi
Dal passaggio di Ulisse tra Scilla e Cariddi alle varie riprese del mito, con i transiti succeduti nel corso del tempo, fino ad altri racconti e ad altri sguardi che la letteratura ha fissato sullo Stretto, dalla fiaba di Colapesce agli esiti della moderna letteratura siciliana, fino a quel capolavoro novecentesco che è Horcynus Orca: Giulio Ferroni, finissimo letterato, scrive un panegirico per lo Stretto a mostrare l’offesa che l’idea stessa di un ponte porta al lascito del passato e a tutta la vita presente.
Giulio Ferroni dichiara, fin da subito, che il libro nasce da una preoccupazione e da un disappunto: preoccupazione per il danno ambientale, storico, civile, che costituirebbe il progettato ponte sullo Stretto; disappunto (salvo poche eccezioni) per l’indifferenza degli intellettuali di fronte a questa violazione di un luogo capitale dell’identità italiana ed europea, del mito classico, della bellezza, della storia, del lavoro e del dolore umano. Il libro intende mostrare come l’idea stessa di un simile ponte, tanto più nelle tragiche circostanze che il mondo sta vivendo, rappresenti profanazione del lascito del passato e del presente. Non un ‘volano dello sviluppo’, come si sente ripetere, ma un’alterazione definitiva di un habitat naturale e storico, che va difeso fino in fondo.
Mito, storia, letteratura, vengono convocate come segni necessari di resistenza alle offese che oggi aggrediscono la natura e la vita. Così, pagina dopo pagina, leggiamo alcuni dei più essenziali racconti e passaggi, immaginari e reali, che nel corso del tempo hanno toccato lo Stretto.
Pagine: 160
Collana: i Robinson / Letture
ISBN: 9788858161692
