Pagine: 272
Collana: Economica Laterza [1106]
ISBN carta: 9788858160244
Argomenti:
L'invenzione dell'Occidente
Alessandro Vanoli esamina le origini dell’idea per cui la civiltà euro-americana sarebbe stata il punto di arrivo dell’umanità. Una visione nata nell’Ottocento e tornata in auge alla fine della guerra fredda.
Paolo Mieli, “Corriere della Sera”
Bello e drammatico il racconto di come l’idea di una ‘civiltà occidentale’ sia progressivamente maturato e appaia oggi messo in discussione dal caos nel quale viviamo.
Corrado Augias, “il venerdì di Repubblica”
Questa è la storia di come le società europee, tra medioevo ed età moderna, spinsero le proprie ambizioni sempre più verso l’oceano trasformando l’idea che avevano dell’Ovest: quella che era una direzione divenne poco alla volta uno spazio pensabile. Questa è, dunque, una storia di grandi navigatori e di dibattiti violenti tra geografi, una storia di sfide e di esplorazioni che solcarono l’ignoto. Ma è anche la storia dei dibattiti culturali che ne seguirono e che inventarono e definirono quell’Occidente che prima mancava dalle mappe. E il punto di arrivo di questa storia siamo noi.
Nel 1494 un trattato tra Spagna e Portogallo divideva il mondo in due e inventava l’Occidente come spazio, comunità e cultura. Mai nessuno si sarebbe potuto aspettare che una semplice firma avesse conseguenze così gigantesche e durature.
Pagine: 272
Collana: Economica Laterza
ISBN: 9788858160244

