Edizione: 2020, III rist. 2021
Pagine: 224, ril.
Collana: i Robinson / Letture
ISBN carta: 9788858141601
ISBN digitale: 9788858143636
Argomenti: Storia moderna, Storia del libro e delle biblioteche

L'inventore di libri

Aldo Manuzio, Venezia e il suo tempo
Alessandro Marzo Magno

Forse non lo sapete, ma il piccolo oggetto che avete in mano – così maneggevole, chiaramente stampato, dai caratteri eleganti, corredato da un frontespizio e da un indice – deve quasi tutto al genio di Aldo Manuzio, che cinque secoli fa ha rivoluzionato il modo di realizzare i libri e ha reso possibile il piacere di leggere. Benvenuti nel mondo del primo editore della storia.

Il libro – così come lo conosciamo ancora oggi – nasce a Venezia tra la fine del Quattrocento e i primi anni del Cinquecento. Padre di questa invenzione è Aldo Manuzio. Nato a Bassiano, nel Lazio, transitato per Ferrara e per Carpi, dov’era docente dei principi Pio, approda ormai quarantenne a Venezia. La città in quegli anni è l’indiscussa capitale europea della stampa e così il precettore si trasforma in editore. Pubblica inizialmente grammatiche e testi in greco necessari per apprendere la lingua classica. Poi i suoi orizzonti si allargano: nel 1501 dà vita a una vera e propria rivoluzione, quella del libro tascabile. Se prima si leggeva per necessità (e lo si faceva a voce alta), da quel momento leggere diventa un piacere a cui dedicarsi nel silenzio dell’intimità. E non finisce qui. Manuzio, con il suo amico Pietro Bembo, importa nel volgare italiano i segni di interpunzione che erano utilizzati soltanto nel greco antico: accenti, apostrofi, virgole uncinate e punto e virgola. Quando muore, nel 1515, il mondo del libro è definitivamente cambiato. Alessandro Marzo Magno ricostruisce le tappe di una straordinaria carriera, nell’unico posto al mondo dove sarebbe stata possibile: Venezia.

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Edizione: 2021
Pagine: 224
Collana: i Robinson / Letture
ISBN: 9788858141601

L'autore

Alessandro Marzo Magno

Alessandro Marzo Magno, veneziano itinerante, ora vive a Milano. Ha dedicato la prima metà della sua esistenza al giornalismo, passando dai conflitti nei Balcani alla scrivania di capo degli esteri del settimanale “Diario”, dove è rimasto assiso per una decina d'anni. Ora collabora con le pagine culturali del “Gazzettino”, partecipa a trasmissioni Rai e dirige il semestrale “Ligabue Magazine”. Si è quindi dedicato alla divulgazione storica, ha scritto o curato diciotto libri, alcuni dei quali sono stati più volte ristampati e tradotti in varie lingue straniere.

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