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Raffaello

Raffaello
Una vita felice
con ill.
Edizione: 20206
Collana: Economica Laterza [480]
ISBN: 9788842087472
Argomenti: Storia dell'arte, Biografie, autobiografie

In breve

Seppe dipingere le Madonne più belle del mondo perché sapeva dipingere le donne più sensuali del mondo, o viceversa? Raffaello. Una vita felice, ovvero: come scrivere una biografia.

Antonio D’Orrico, “Corriere della Sera Magazine”

Nell’ultimo secolo intorno all’arte si è costruita la leggenda del tormento e della disperazione: Raffaello smonta impietosamente ogni traccia di questo mito romantico e dimostra al contrario che proprio la felicità piena e l’appagamento delle pulsioni possono dare luogo al raggiungimento dei massimi vertici della creatività.

Recensioni

Corrado Augias su: Il Venerdì di Repubblica (16/03/2007)

Bisogna badare al titolo di questo saggio per capirne, prima ancora di aprirlo, l'impostazione: Raffaello, una vita felice. L'autore, Antonio Forcellino, é un conoscitore dell'arte rinascimentale ed esperto restauratore di opere (il Mosè di Michelangelo e l'arco di Traiano, per fare due esempi). Il titolo di un suo saggio precedente era Michelangelo, una vita inquieta (Laterza). Ecco allora chiarirsi la contrapposizione che Forcellino intende fare tra questi due geni italiani del XVI secolo.

Nel 1708 Raffaello si stabilisce a Roma, chiamato con altri artisti a decorare in Vaticano le stanze (sistemate dal Bramante) del nuovo appartamento di Giulio II. Scrive Forcellino: «Quando cominciò a dipingere le stanze (...) Raffaello aveva qualche svantaggio rispetto agli altri artisti. Era il più giovane di tutti, pur avendo molta esperienza di pittura da cavalletto ne aveva poca di pittura su muro». È affascinante il modo in cui l'autore ci racconta con quale stato d'animo il giovane pittore, nemmeno trentenne, si accinse all'immane compito. Il risultato (oggi sotto i nostri occhi) fu che ben presto gli venne attribuita la responsabilità di continuare da solo il lavoro. Nella stanza detta «della Segnatura» vediamo, tra gli altri, i grandi affreschi La disputa del Sacramento, La Scuola di Atene, il Parnaso e Le Virtù. Attraverso sfide di questo livello il giovane artista venne maturando quello stile che lo renderà unico, nel quale realismo e stilizzazione si sommano o dove la psicologia dei personaggi viene potentemente sottolineata.

Ma oltre alla pittura c'era la vita. Se l'esistenza privata di Michelangelo fu tormentata quanto le sue opere, racchiusa in un quasi continuo sforzo di meditazione, Raffaello, al contrario, fu capace di godere ogni aspetto della sua esistenza, i piaceri di Venere in primis. Scrive Forcellino: «Raffaello amava esageratamente le donne e il piacere carnale, un tratto evidente della sua personalità e della sua vita». Nel libro l'argomento é sapientemente sviscerato. Dai ritratti magnifici (e celeberrimi) di alcune delle sue amanti, fino alla «serie di soggetti erotici raffiguranti sedici modi diversi di fare l'amore, accoppiamenti fantasiosi nei quali comparivano i genitali dei protagonisti in piena azione». Felice dunque nel senso della pienezza, ma anche per essersi conquistato «amore, ricchezza, talento. E con la capitale della cristianità ai suoi piedi».

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