Il libro che mi ha cambiato la vita | Alfredo Guarino

Werner Jaeger, Paideia

Un libro che mi ha lasciato molto è Paideia, di Werner Jaeger. Opera corposa di un filologo tedesco, presenta una interpretazione della filosofia greca che si traduce in un ideale di umanesimo da coltivare e da trasmettere ai giovani. Paideia propone l’ideale dell’uomo che intende migliorare sé stesso in un’ottica olistica di corpo, cultura e spirito. L’umanesimo mette l’uomo al centro del sistema di vita e la vita diventa una ricerca costante di esperienze e di crescita. Paideia non fornisce un metodo di insegnamento, ma diventa un modello di vita e l’educazione diventa la legittimazione di concetti che hanno dignità di trasmissione alle generazioni future.

Il libro mi è piaciuto a vent’anni e solo molto avanti ho avuto consapevolezza dell’impatto e del perché ho sempre cercato esperienze nuove e “sfidanti” sia sul piano professionale sia sul piano emotivo.

Da medico, mi affascina il modello bio-psico-sociale di cura, perché mette al centro – oltre la parte strettamente organica (bio) – l’impatto emotivo (psico) e quello sociale della malattia sulla vita di un bambino (sono un pediatra) e sulla sua famiglia. Professionalmente vedo spesso bambini con malattie gravi e complesse (AIDS, tubercolosi, gravi forme infettive in bambini con malattie gravi, a volte febbre da simulazione con bambini o mamme che fingono malattie per rifugiarsi in ospedale per “essere al sicuro”). Sono malattie associate a fasce fragili di povertà e marginalizzazione spesso legate a storie molto pesanti e non raramente a violenza.

Nella vita ho scoperto (relativamente tardi per essere un accademico), il piacere dell’insegnamento e più specificamente dell’insegnamento universitario. La formazione di studenti e specializzandi si attua con lo scambio reciproco tra conoscenze – quelli dei giovani generalmente più aggiornate delle mie – ed esperienza, che viene dal docente. Le lezioni si svolgono attraverso discussioni collegiali “tra pari” e danno all’insegnamento della medicina il senso di umanesimo che intrinsecamente le è proprio. Le discussioni sono intense, talvolta dure, non raramente sorprendenti e vanno ben oltre la discussione strettamente clinica. E così spesso il giovane scopre – o riscopre – il senso stesso per il quale ha intrapreso medicina, e anche io lo riscopro ogni giorno attraverso la paideia e questo mi consente di crescere ancora.

Alfredo Guarino, docente di Pediatria all’Università Federico II di Napoli.