In breveIn un’Internet di massa, trovare ciò di cui si ha bisogno è sempre più difficile, ma ancor più difficile è valutarne l’attendibilità. È il prodotto dell’ideologia del Web 2.0 – quello di blog e social network – che preconizza la scomparsa degli intermediari dell’informazione, dai giornalisti alle testate di prestigio, dai bibliotecari agli editori, presto sostituiti dalla
swarm intelligence, l’intelligenza delle folle: chiunque può e deve essere autore ed editore di se stesso. Il ‘mondo Web 2.0’, dove nessuno è tenuto a identificarsi e chiunque può diffondere notizie senza assumersene la responsabilità, realizza davvero un sogno egualitario, o piuttosto un regno del caos e della deriva informativa?
Leggi il ricordo di Gino Roncaglia per Fabio MetitieriIndiceIntroduzione - 1. I nativi digitali come scoiattoli incapaci - 2. Il Web 2.0 e gli user generated content - 3. La conversazione perduta dei blog - 4. I dolori della stampa tradizionale e i new media - 5. Il caos che collabora: i wiki e le folksonomie - 6. Le biblioteche, la filosofia open e i blog - 7. I difetti dei motori e i pregi delle persone - 8. Old media e new media allo sbaraglio - Conclusioni: come valutare e come pubblicare - Riferimenti bibliografici