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Storia della Liguria

Giovanni Assereto (a cura di), Marco Doria (a cura di)
Storia della Liguria
con ill.
versione digitale in formato ePub con DRM - richiede Adobe Digital Editions - disponibile anche nella versione a stampa
Edizione: 2014
Collana: Storia e Società
ISBN: 9788858113875
Argomenti: Storia di città e regioni d'Italia

In breve

Un agile e innovativo strumento realizzato dai migliori studiosi italiani per rispondere alla crescente richiesta di conoscere la storia delle nostre regioni.

«Strano destino quello della Liguria, oscillante tra una definizione precocissima della sua identità regionale e una indefinitezza che a tutt'oggi non può dirsi superata».

La Liguria ha segnato una sorta di primato nella storia dell'Italia centro-settentrionale, dove altre regioni hanno tardato molto a raggiungere unità e identità politica, o non l'hanno mai conseguita. Sotto la guida di Genova, a lungo una delle più ricche e dinamiche città italiane, la Liguria ha conosciuto invece una precoce unificazione ma i suoi confini regionali hanno subìto nei secoli continue ridefinizioni, a causa dei mutevoli equilibri della politica nazionale. Lo stesso può dirsi per l'economia della regione, fortemente influenzata dalle dinamiche industriali e finanziarie della più vasta area centro-europea. Questo volume traccia dunque la storia, dall'antichità a oggi, di un territorio - più che di una regione tout court - dall'identità debole, plurale, che ha trovato il proprio assetto di volta in volta, sotto la spinta di fattori non tanto locali, quanto nazionali e internazionali.

Indice

Prefazione

Parte prima: Dalle origini al Settecento

Da Liguri a Romani di Maria Gabriella Angeli Bertinelli

1. I Liguri primitivi - 2. I Liguri e i Romani - 3. La Liguria romana - 4. La Liguria tardoantica

Dalla marginalità alla potenza sul mare: un lento itinerario tra V e XIII secolo di Valeria Polonio

1. Verso l’autonomia urbana. Dinamismo genovese (VI-XI secolo) - 2. Signori, Comuni, oltremare, territorio ligure (secolo XII) - 3. La Dominante: successi esterni, fragilità interna (secolo XIII) - 4. Vita di città

La tirannia dei cappellazzi. La Liguria tra XIV e XVI secolo di Riccardo Musso

L’età di Andrea Doria di Carlo Bitossi

1. Andrea Doria e la svolta del 1528 - 2. L’assetto del 1528 - 3. Una prassi spartitoria - 4. La crisi del 1547: la congiura dei Fieschi e il «garibetto» - 5. La guerra di Corsica e l’inizio della polemica sul governo - 6. L’ultima guerra civile e le leggi di Casale

La Repubblica di Genova: politica e istituzioni di Carlo Bitossi

1. La cornice istituzionale - 2. Dominante e Dominio - 3. Un sistema irriformabile - 4. La politica estera - 5. Guerra e rivolta - 6. Il tramonto dell’antico regime genovese

Economie e culture del mare: armamento, navigazione, commerci di Luca Lo Basso

1. La cultura marittima della Liguria - 2. La cantieristica - 3. Guerra, commercio e investimenti tra pubblico e privato: galee e vascelli - 4. Navigazione, cabotaggio e pratiche mercantili

Una economia di frontiera fra terra e mare di Paola Massa

1. L’agricoltura collinare e costiera - 2. La funzionalità fra territorio e manifatture - 3. Investimenti, manodopera e mercati di sbocco

Le attività finanziarie di Giuseppe Felloni

1. Nella capitale: debito pubblico e capitalismo - 2. Nella Terraferma: una finanza della lesina - 3. Il mondo del credito

L’intreccio delle culture figurative in Liguria: committenze, artisti e pubblico di Rodolfo Profumo

1. Il Medioevo - 2. Il Trecento - 3. Il Quattrocento - 4. Il Cinquecento - 5. Il Seicento e il Settecento

Strutture ecclesiastiche e vita religiosa dalla tarda antichità al secolo XVIII di Valeria Polonio

1. Chiese vescovili (IV-XII secolo) - 2. Chiesa arcivescovile, fervore laico (XII-XIII secolo) - 3. Crisi e annunci di riforma (XIVXVI secolo) - 4. Riorganizzazione, rapporti con lo Stato, novità culturali (XVII-XVIII secolo) - 5. Estensione delle diocesi. Provincia ecclesiastica

Parte seconda: Dall’Ottocento a oggi

Dalla Repubblica Ligure all’Unità d’Italia (1797-1861) di M. Elisabetta Tonizzi

1. Dalla Repubblica democratica al Regno sabaudo attraverso l’impero napoleonico (1797-1815) - 2. Dal Regno sabaudo al Regno d’Italia (1815-61)

Da un’economia di antico regime all’industrializzazione di Marco Doria

1. La prima metà dell’Ottocento - 2. I prerequisiti del decollo industriale - 3. Il decollo e le concentrazioni industriali

Dall’Unità alla Grande guerra di M. Elisabetta Tonizzi

1. Classi dirigenti e politica nell’Ottocento postunitario - 2. Dal 1892, anno di svolta per socialisti e cattolici, a fine secolo - 3. L’età giolittiana - 4. La Grande guerra

Dall’avvento del fascismo alla seconda guerra mondiale di M. Elisabetta Tonizzi

1. Il «biennio rosso» - 2. Il fascismo al potere - 3. Il regime fascista - 4. Seconda guerra mondiale e Resistenza

«Economia mista» e deindustrializzazione di Marco Doria

1. I cicli dell’economia di guerra e i cambiamenti negli assetti proprietari dell’industria ligure - 2. La ricostruzione, il «miracolo» parziale, il declino industriale

Politica ed elezioni tra ricostruzione e nuovo secolo di M. Elisabetta Tonizzi

1. Dalla Liberazione agli anni Settanta - 2. Terrorismo rosso nell’incubatrice, bombe nere dimenticate e anticipi di «tangentopoli» - 3. Dall’ultimo ventennio del Novecento a oggi

L’economia del mare: le navi e i porti di Marco Doria

1. Velieri, piroscafi, bandiere ombra - 2. Un sistema portuale al servizio dell’industrializzazione

I paesaggi della Liguria tra Ottocento e Novecento di Bruno Giontoni

1. L’antico regime - 2. Dal periodo napoleonico agli albori dell’età contemporanea - 3. La formazione dei paesaggi contemporanei - 4. Tra «grand tour» e turismo d’élite - 5. Il territorio agricolo - 6. La prima urbanizzazione degli ambiti costieri e la mutata concezione del paesaggio - 7. Il secondo dopoguerra - 8. La nuova attenzione alle tematiche ambientali

Chiesa e religiosità nella Liguria contemporanea: diocesi e vita religiosa di Giovanni B. Varnier

1. Il profilo religioso della regione nei secoli XIX e XX - 2. Le scansioni temporali - 3. Liguria civile e Liguria religiosa: le circoscrizioni ecclesiastiche - 4. Una Chiesa genovese che non diventa ligure - 5. Fermenti innovatori e tendenze conservatrici - 6. Mutamenti economici e realtà religiosa - 7. Carità e azione sociale del laicato - 8. Protagonisti e figure significative - 9. Minoranze religiose dimenticate ma attive

Vacanze in Liguria. Dal «grand tour» alle seconde case di Marco Doria

1. Il turismo delle élite - 2. Il turismo nella società di massa

Il caso demografico ligure di Paolo Arvati

1. La formazione di una «regione di città» - 2. Famiglie, matrimoni, natalità e mortalità nell’Ottocento ligure - 3. Terra di partenze - 4. Novecento ligure: gli anni della crescita - 5. Caratteristiche della crescita e premesse del declino - 6. La seconda metà del Novecento: ancora crescita e poi declino - 7. Terra di arrivi - 8. Passato, presente e (possibile) futuro demografico della Liguria

Bibliografia

Indice dei nomi

Indice dei luoghi

Leggi un brano

Strano destino quello della Liguria, oscillante tra una definizione precocissima della sua identità regionale e una indefinitezza che a tutt'oggi non può dirsi del tutto superata. Senza risalire all'antichissimo popolo dei Liguri, di cui molto - origini, connotati, estensione territoriale - resta misterioso, si può fare riferimento all'età di Augusto, quando la nona delle undici regiones in cui viene divisa l'Italia è già molto simile alla Liguria attuale. Si estende dal Varo al Magra (come dire da Nizza alla Spezia), e se è vero che comprende un'ampia porzione del basso Piemonte e del Monferrato, si tratta di territori destinati anche in seguito, durante l'età medievale e moderna, a vivere in simbiosi con i centri costieri. Quella circoscrizione permane, anzi si precisa, fino alla bizantina Provincia maritima italorum. La conquista longobarda la offusca, ma probabilmente non la cancella del tutto, non foss'altro perché resta viva la distinzione nei confronti della Langobardia vera e propria.

L'età carolingia rimescola le carte; e a metà del X secolo, con la creazione da parte di Berengario II di quelle che diverranno le tre grandi marche Arduinica, Aleramica e Obertenga, la Liguria si trova prima profondamente spezzata, poi quasi polverizzata in un estremo frazionamento. Ma lo stesso Berengario, sin dal 958, ha formalmente garantito a una città ligure, Genova, un ruolo autonomo e particolare, segno dell'importanza che essa già riveste: e proprio a partire da quella città si attua ben presto, almeno in apparenza, una ricomposizione del territorio ligure. Nel XII secolo, mentre numerose località della costa si rafforzano e si affrancano dall'autorità dei rispettivi signori, Genova cerca di estendere la propria egemonia su gran parte del litorale e nel 1162 ottiene dall'imperatore Federico Barbarossa l'infeudazione di tutto il territorio da Portovenere a Monaco, con alcune significative propaggini verso l'interno.

La Liguria augustea e bizantina sembra così rinascere dalle macerie dell'alto Medioevo, e segnare una sorta di primato nella storia dell'Italia centro-settentrionale, dove altre regioni hanno tardato molto a raggiungere unità e identità politica (è il caso del Piemonte, a lungo diviso tra i duchi di Savoia e i marchesi di Saluzzo e del Monferrato; e della Toscana, dove - per non parlare di Lucca e Massa - Firenze e Siena sono state entità separate sino al pieno Cinquecento), o non l'hanno mai conseguita, come l'Emilia Romagna frammentata tra i suoi ducati e le Legazioni pontificie, o come la Lombardia spezzata dal confine fra lo Stato di Milano e la Repubblica di Venezia; lo stesso Veneto, infine così ben amalgamato appunto da Venezia, ha dovuto attendere il XV secolo perché tale amalgama cominciasse a operare.Se da un lato si può dunque parlare di una precoce unificazione della Liguria ad opera di Genova, marcata dal fatto che tutti i liguri quando vanno in terra straniera si fanno chiamare e vengono chiamati «genovesi», dall'altro lato va detto che quell'unificazione - poiché è stata realizzata da una città che si è sempre nutrita di grandi affari internazionali - è rimasta a lungo molto imperfetta. Una volta stabilita un'egemonia strategica sulle terre liguri - quanto basta per garantirsi un'efficace difesa e per contenere i potenziali concorrenti commerciali - Genova ha scarso interesse a governare davvero il territorio ligure, che oltretutto è povero di risorse; tanto è vero che arriverà a farlo solo nella seconda metà del secolo XVI, e in forme ancor più labili di quanto avvenga in altri Stati di antico regime. Si tratta non solo, come altrove in Italia, di un corpo politico poco coeso e giuridicamente diviso tra una Dominante - Genova appunto - e il suo Dominio; ma anche di uno spazio economico percorso da forze centrifughe che travalicano i confini della Repubblica, e che in parte si ritrovano ancora ai nostri giorni, con il Ponente che sogna una «regione delle Alpi Marittime» comprendente territori piemontesi e francesi, o il Levante spezzino che si sente attratto dal Parmense e dalla Toscana.

«La Liguria è un arcobaleno», recitava uno slogan in voga qualche anno fa riferendosi alla sua forma arcuata. Ma la regione, o almeno una parte non piccola di essa, si è sforzata per secoli di assumere configurazioni differenti: di contro alla concezione genovese di un Dominio «orizzontale», teso a unificare il litorale fino allo spartiacque e a riservare alla Dominante il semimonopolio dei traffici con l'interno, l'interesse delle singole città costiere, specie a Ponente, puntava ad aggregazioni «verticali», che le legassero al loro retroterra piemontese e monferrino. È un'alternativa destinata ad incidere a lungo: la ritroviamo in pieno Ottocento, quando si costruisce la rete ferroviaria ligure (Genova favorisce la realizzazione della ferrovia litoranea e si riserva gli unici buoni collegamenti con la pianura padana), e ancora nel Novecento, quando la rete autostradale segue per molto tempo il medesimo schema.

Anche per questi motivi, all'interno della regione Genova è stata talora accusata di «egoismo», di aver cioè anteposto i propri interessi a quelli dei territori da essa dipendenti: e non è un caso se al tempo dell'ingresso della Liguria nell'impero napoleonico, fra il 1805 e il 1814, città come Savona, Porto Maurizio o Sanremo (alle quali tra l'altro la circoscrizione amministrativa francese garantiva quell'ampio retroterra oltremontano cui avevano sempre aspirato) hanno visto volentieri l'antica Dominante ridotta a semplice capoluogo di dipartimento; o se le stesse città nel 1815 hanno accettato di buon grado - a differenza di Genova, che l'ha subita come una prepotenza intollerabile - l'annessione del Genovesato al Regno di Sardegna. Certi rancori campanilistici, tuttavia, non possono mettere in ombra alcuni dati di cui è difficile negare l'evidenza e l'importanza.

Genova è stata per un lunghissimo periodo una delle città più ricche e dinamiche d'Italia; ha esteso la propria influenza economica su grandi spazi, dalla Crimea all'Italia meridionale alla penisola iberica e oltre; in questi spazi ha investito capitali, ha lanciato navi, ha portato i propri mercanti e uomini d'affari, realizzando una diaspora di straordinaria ampiezza e di altrettanto straordinario successo. A questa «internazionalizzazione» hanno attivamente partecipato abitanti di tutta la regione, i quali in terra straniera hanno costruito quell'identità che magari faticavano a raggiungere nella madrepatria; nel contempo tutta la regione ha beneficiato in qualche misura delle grandi ricchezze che la Dominante attirava a sé da terre lontane, e che inevitabilmente si riversavano anche sul Dominio.

In tal modo la Genova medievale e moderna, pur nella sua debolezza politica, è riuscita ugualmente a plasmare in modo forte la regione, tanto che questa ha finito per identificarsi con Genova stessa fino al punto di perdere - in pratica - il proprio nome: Liguria è un appellativo che per secoli quasi non ha avuto corso, e per secoli nessuno ha chiamato i suoi abitanti liguri, parola che infatti nei dia- letti locali neppure si ritrova. Ci vorranno la Rivoluzione e i «giacobini » per riesumare, con la denominazione Repubblica Ligure, termini che parevano da riservare all'antichità classica, e che allora vengono rimessi in auge ad indicare un'effimera égalité fra tutti i cittadini.

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