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Guasto è il mondo

Guasto è il mondo
Guasto è il mondo
trad. di F. Galimberti
Edizione: 20163
Collana: Economica Laterza [611]
ISBN: 9788842099819
Argomenti: Attualità politica ed economica, Attualità culturale e di costume, Filosofia politica: storia e saggi, Saggistica politica

In breve

È uno di quei libri semplici, dove non c'è scritto niente che una persona informata già non sappia. Ma nella sua semplicità ha il massimo dei pregi: mette insieme dati conosciuti in modo tale che l'intero quadro di colpo diventa più chiaro. Fra i libri di Judt, questo è il più scopertamente politico; uso l'aggettivo nel doppio senso che può assumere: il saggio contiene una possibile visione del mondo ma anche una requisitoria forte e indignata per come il mondo è stato 'guastato'. Corrado Augias, "il venerdì di Repubblica"

Tony Judt è rimasto, fino a oggi, completamente fuori dal dibattito italiano. Sulla scia di questo suo libro testamento, l'intero Occidente discute di parole chiave troppo frettolosamente date per morte: il ‘civico' e il ‘pubblico'. Se ne comincerà a discutere anche in Italia o noi resteremo fermi a cinguettare parole d'ordine da anni Ottanta, roba del tipo 'privato è bello' e 'padroni in casa propria'? Sergio Luzzatto, "Il Sole 24 Ore"

Tony Judt è stato uno studioso pieno di talento e di passione umana. L'opera del suo ultimo tempo ha qualcosa di prodigioso, di nostalgico e commovente. Adriano Sofri, "la Repubblica"

Questo è un libro appassionato, saggio, lucido, capace di guardare in modo approfondito sia al passato che al futuro. È un regalo ai giovani che oggi si sentono smarriti e non per mancanza di obiettivi. La causa della loro inquietudine è il mondo che ricevono in eredità e i pochi mezzi che hanno per trasformarlo. Questo libro, summa degli interessi di una vita intera, è dedicato al loro futuro e a tutti noi che vogliamo farne parte. I ricchi, come i poveri, ci sono sempre stati. Ma rispetto al resto della popolazione i ricchi, oggi, sono più ricchi e più numerosi di qualsiasi altra epoca di cui si abbia memoria. Il privilegio privato è facile da capire e da descrivere. Più complicato è spiegare l'enormità dello squallore pubblico in cui siamo precipitati. La povertà è un'astrazione, perfino per i poveri, ma i sintomi di un impoverimento collettivo sono tutti intorno a noi. Qualcosa che non va c'è, e non è trascurabile. Se una simile, grottesca disuguaglianza persisterà, perderemo qualsiasi senso di fratellanza; e la fratellanza, per quanto fatua come obiettivo politico, è la condizione necessaria della politica stessa. Inculcare il senso di uno scopo comune e di una dipendenza reciproca per molto tempo è stato visto come il pilastro di qualsiasi comunità. Sappiamo da sempre che la disuguaglianza non è solo fastidiosa moralmente: è inefficiente. L'egoismo è scomodo perfino per gli egoisti.
Guasto è il mondo è una sfida politica alla politica: farci carico dei mali della nostra società e immaginare un modo migliore di vivere.

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