Password dimenticata?

Registrazione

Home > Catalogo > Schede > Rapporto sulla scuola in Italia 2010

Rapporto sulla scuola in Italia 2010

Rapporto sulla scuola in Italia 2010
Rapporto sulla scuola in Italia 2010
Edizione: 20102
Collana: Percorsi [126]
ISBN: 9788842092162
Argomenti: Scuola

In breve

«Garantire a tutti gli studenti, in tutte le regioni,apprendimenti adeguati.»
Quanto costa oggi la scuola italiana? E quanto costerà domani, quando molte competenze sull’istruzione passeranno dallo Stato alle Regioni? Il federalismo scolastico sarà solo uno strumento per razionalizzare la spesa, o piuttosto un’occasione per migliorare gli apprendimenti dei nostri ragazzi? E ancora: come coniugare qualità ed equità, se ancora oggi nella scuola italiana la provenienza sociale dello studente troppo sovente conta più dei suoi talenti ? Come rinnovare la didattica per essere al passo con i cambiamenti che Internet e le nuove tecnologie hanno portato nella società e nel lavoro? Domande a cui dare risposte con sguardo lungo, pensando a quale scuola vogliamo nel prossimo decennio, senza nostalgie per il passato. Su questi temi il Rapporto sulla scuola in Italia 2010 della Fondazione Giovanni Agnelli, nella scia del precedente edito nel 2009, presenta a insegnanti, famiglie e decisori politici nuove ricerche, nuovi dati, nuove proposte.

Indice

Sintesi dei risultati e proposte di Andrea Gavosto - Crediti e ringraziamenti - I. Divari digitali: studenti, insegnanti e nuove tecnologie - II. Equità ed efficacia nella scuola italiana: dalle pari opportunità d’accesso alle pari opportunità di apprendimento - III. La spesa per la scuola in Italia: sulla strada del federalismo - Osservatorio insegnanti

Recensioni

Francesca Russi su: La Repubblica - Bari (05/03/2010)


Da un lato gli insegnanti e dall'altro gli studenti, da una parte il Sud e dall'altra il Nord: è una scuola divisa esattamente a metà quella fotografata dall'annuale rapporto della Fondazione Giovanni Agnelli appena pubblicato da Laterza.

Sotto la lente del Rapporto sulla scuola in Italia 2010 sono finite le fratture più evidenti del sistema formativo pubblico, un mosaico di tasselli disomogenei che presenta profondi divari di regione in regione. Gli alunni di oggi, i nuovi nativi digitali, scontano infatti un grosso gap con i loro insegnanti spesso analfabeti della tecnologia e delle rete. Ciò che fanno in classe gli studenti si differenzia dalle attività esterne: il computer viene utilizzato solo per comunicare e divertirsi e non come supporto didattico all'apprendimento. Il digital divide si accentua nel Mezzogiorno e in Puglia: nella nostra regione il 37 per cento dei quindicenni usano raramente o mai il pc a scuola a fronte invece del 13 per cento di Bolzano, una forbice di oltre 20 punti percentuali. Ed è proprio la Puglia fanalino di coda nella classifica nazionale del grado di fiducia nelle proprie abilità digitali.

Secondo i dati elaborati dalla Fondazione Agnelli inoltre frequentare una scuola al Nord implica l'acquisizione di competenze valutate 68 punti in più rispetto a quanto appreso in una scuola del Sud e 34 rispetto ad un istituto del Centro. Non solo dunque scuole di serie A e di serie B, ma anche di classe C. E pesano su queste differenze le diseguaglianze sociali. «Trovarsi nel 2010 ancora a segnalare quanto poco la scuola italiana riesca a contrastare la riproduzione delle disuguaglianze sociali ― rileva Andrea Gavosto, direttore della Fondazione ― non è confortante». La prima iniquità è l'abbandono dopo l'obbligo. Il 20 per cento dei ragazzi tra i 20 e 24 anni non ha completato la secondaria superiore: si tratta per lo più di maschi, di origine straniera e con retroterra socio-culturale svantaggiato senza tuttavia alcuna differenza tra settentrionali e meridionali.

Quanto alla spesa pubblica per studente la Puglia veste la maglia nera italiana: ultima con appena 5834 euro spesi nel 2007 a fronte di un investimento regionale globale di 3 milioni 829 euro. Sul podio invece il Trentino Alto Adige che finanzia gli studi dei suoi ragazzi con 9915 euro pro capite. Anche i comuni pugliesi sono in coda per i fondi all'istruzione: 385 euro a studente, una cifra ridicola se confrontata ai 1268 dei municipi dell'Emilia Romagna.

La Puglia fa registrare allo stesso tempo la più alta densità di popolazione studentesca nei plessi scolastici: con oltre 320 alunni per plesso la Puglia è la regina delle classi sovraffollate: 2435 gli edifici presenti, nell'85 per cento dei casi di proprietà di comuni e province e per il 12 per cento in mano a religiosi e privati.

L'età media dei docenti è compresa tra i 48 e i 50 anni, oltre l'87 per cento con contratto a tempo indeterminato. L'applicazione del federalismo fiscale, secondo una simulazione effettuata, porterebbe nel 2011-12 a una riduzione complessiva del fabbisogno di docenti del 12,9 per cento su tutto il territorio nazionale, pari a circa 96mila insegnanti. La contrazione maggiore si verificherebbe al Sud che dovrebbe decurtare l'organico di 60mila, in particolare nelle scuole elementari e nelle secondarie di primo grado: un quarto dei docenti nelle regioni meridionali risulterebbe in eccesso rispetto ai parametri dei territori più virtuosi. Secondo lo scenario programmatico invece, alla luce dei provvedimenti Gelmini, la Puglia nel 2011-12 avrebbe bisogno di 48479 docenti, il 15,2 per cento in meno rispetto al 2008-09. I tagli dovrebbero concentrarsi nelle scuole superiori dove l'organico effettivo supera del 16 per cento il fabbisogno previsto. «Un federalismo scolastico che si ponesse obiettivi di risparmio e razionalizzazione della spesa non sarebbe molto utile ― conclude Gavosto ― noi crediamo che sia utile invece per colmare i divari territoriali e assicurare a tutti coloro che vivono in questo paese livelli di apprendimento adeguati e maggiore equità delle opportunità di accesso e di successo formativo».

Articoli e news

Ripatire dalla scuola media

Ricerca

Ricerca avanzata

Catalogo

Edizione:
Collana:
ISBN:
Argomenti:

copia il codice seguente e incollalo nel tuo blog o sito web:

torna su