Password dimenticata?

Registrazione

Home > Catalogo > Schede > Impressionisti

Impressionisti

Impressionisti
Biografia di un gruppo
trad. di T. Casini, L. Fantoni e S. Liberatore
con ill.
Edizione: 20163
Collana: Economica Laterza [512]
ISBN: 9788842090724
Argomenti: Storia dell'arte, Biografie, autobiografie

In breve

Lunatici e anticonformisti, stravaganti e coraggiosi, egocentrici e geniali. A loro si deve un modo nuovo di fare e concepire l’arte, sfidando il pregiudizio artistico e la tirannia della tradizione. Sono gli impressionisti. Dipingono la vita così come la vedono: strade di città, sentieri di campagna, caffè in riva al fiume, Parigi. Sono Cézanne, Renoir, Manet, Degas, Pissarro, Monet e altri ancora. Con penna da romanzo, Sue Roe racconta le storie di una straordinaria costellazione di talenti.

 

Nessuno aveva finora raccontato in modo tanto convincente e con una informazione altrettanto precisa la vita quotidiana degli impressionisti come ha saputo fare ora Sue Roe, confermando che specialmente gli anglosassoni hanno il dono di saper scrivere le biografie.

Carlo Bertelli, “Corriere della Sera”

Leggi un brano


New York, 1886. Un francese piuttosto basso di statura e azzimato, in redingote nera, colletto inamidato e cappello a cilindro, si presentò alla American Art Association, a Madison Square, per l'allestimento di una mostra di «opere a olio e a pastello degli impressionisti di Parigi». Si era fatto precedere dall'invio di 300 dipinti.

Il visitatore era Paul Durand-Ruel, un mercante d'arte che gestiva due gallerie a Pigalle, il quartiere parigino degli artisti, e un'altra a Londra, a New Bond Street. Era stato invitato a presentare le opere di un gruppo di pittori che esponevano a Parigi da oltre dieci anni e che avevano attirato l'attenzione della stampa parigina per il loro stile radicale, rivoluzionario. I lavori di questi artisti non rispettavano nessuno dei canoni tradizionali - composizione, prospettiva, scelta dei soggetti - apprezzati dal pubblico e dai collezionisti che patrocinavano il Salon des Beaux-Arts di Parigi. Gli artisti di Durand-Ruel non si curavano affatto di dipingere opere con intenti educativi, quali storie didascaliche o scene drammatiche ispirate dalla storia, dalla mitologia o dalle parabole della Bibbia, in altri termini i soggetti preferiti dall'alta borghesia parigina. Semplicemente, dipingevano la vita come la vedevano: le strade cittadine, i sentieri di campagna, i caffè sulla riva del fiume a Parigi e nei dintorni. Uno dei pittori di Durand-Ruel, Claude Monet, aveva inventato una maniera ingegnosa di dipingere l'acqua, in rivoli e scrosci di colori che sembravano scintillare e muoversi sulla tela. Un altro, Auguste Renoir, eseguiva splendidi ritratti di personaggi dell'alta borghesia e si era specializzato in nudi sontuosi. Anni dopo, Renoir raccontò a suo figlio un aneddoto (probabilmente non veritiero) sull'arrivo di Durand-Ruel in America. Evidentemente preoccupato che i nudi di Renoir potessero creare complicazioni, aveva combinato un incontro con il direttore della dogana di New York, un fervente cattolico. La domenica successiva al suo arrivo, lo aveva accompagnato a messa e aveva deposto una cospicua offerta nella cassetta delle elemosine. Il carico di quadri era passato senza alcuna difficoltà.

Tra i pittori francesi di Durand-Ruel c'era una donna, Berthe Morisot, che con toni cromatici originalissimi e leggeri creava incantevoli scene della vita di tutti i giorni. Inoltre, la spedizione comprendeva pastelli e dipinti a olio di Edgar Degas, che con una pittura quasi tattile dipingeva donne accovacciate, intente alle loro abluzioni nella tinozza o che si pettinavano i capelli a vicenda, e squisite scene di balletto all'Opéra di Parigi; e alcuni lavori di Camille Pissarro e di Alfred Sisley, che dipingevano paesaggi delicati e teneri, stradine di campagna delle banlieues parigine, sentieri tortuosi sotto la neve e colline piene di fiori. C'erano anche alcune tele di Edouard Manet, il pittore che per vent'anni aveva ispirato e suggestionato questi artisti, ma che non aveva mai esposto insieme a loro. I suoi lavori - quasi istantanee delle miserie e dei vizi della vita parigina, e ritratti intensi, psicologicamente profondi - erano ben noti a Parigi. Manet era diventato una celebrità nel 1863, quando aveva scandalizzato il pubblico francese con il suo Déjeuner sur l'herbe, una scena paesaggistica con una donna nuda e due uomini vestiti di tutto punto; e lo aveva scandalizzato ancora di più nel 1865 con Olympia, ritratto di una prostituta. Da oltre dieci anni gli artisti del gruppo erano noti a Parigi con il nome collettivo - e dispregiativo - di «impressionisti». Per tutto quel tempo avevano lottato per crearsi una reputazione come pittori, ma non erano stati capaci di superare l'ostacolo delle giurie del Salon des Beaux-Arts, piene di pregiudizio, dall'atteggiamento snobistico e dalle idee retrive; e per lo più erano riusciti a malapena a dare da vivere alle loro famiglie. Quel giorno del 1886, quando varcò la soglia della American Art Association, Durand-Ruel stava compiendo un passo storico. Aveva bisogno di una grande impresa, era fortemente indebitato, anche perché aveva sostenuto per vent'anni i suoi artisti e ne aveva ricavato ben poco. Aveva scelto la American Art Association perché era un'istituzione culturale non profit, ed esporre le opere degli impressionisti in quella sede lo esentava dal pagamento dei diritti doganali.

Grazie alla sua lungimiranza, in breve tempo gli impressionisti sarebbero stati conosciuti in tutto il mondo. Oggi una loro opera può valere diversi milioni di dollari, ma Durand-Ruel stava facendo una scommessa molto rischiosa. Aveva scelto il momento giusto, il mercato americano era pronto, e vinse la scommessa. Ma chi erano questi pittori? Dove e come si erano incontrati? Come si era formato il gruppo, e come erano riusciti a rimanere insieme? Come avevano fatto a sopravvivere? Questo libro racconta la storia della formazione del gruppo degli impressionisti, le loro vite, gli amori, le personalità, le tematiche e gli sviluppi della loro arte; e in particolare i ventisei anni tra il loro primo incontro e quel giorno importantissimo del 1886, quando Durand-Ruel presentò le loro opere a New York. Da quel momento in poi i membri del gruppo andarono ognuno per la propria strada, seguendo differenti percorsi artistici, e, anche se alcuni rapporti di amicizia si mantennero, ciascuno si costruì una propria carriera. La storia che segue racconta nei dettagli gli anni decisivi dell'impressionismo, il periodo dal 1860 al 1886, gli anni in cui gli impressionisti vissero come un gruppo, condividendo le loro esperienze.

Ricerca

Ricerca avanzata

Catalogo

Edizione:
Collana:
ISBN:
Argomenti:

copia il codice seguente e incollalo nel tuo blog o sito web:

torna su