Un libro che mi ha cambiato la vita | Anna Foa

Marcel Proust, Alla ricerca del tempo perduto

Ero giovanissima, non avevo ancora vent’anni, e passavo un’estate tranquilla in montagna, in Val d’Aosta. Stavo molto sdraiata in giardino a leggere e in autunno sarebbe nato mio figlio. Mi ero portata il primo volume dell’edizione della Pléiade della Recherche, che non avevo letto, e mi ripromettevo di colmare almeno in parte quella grave lacuna nella mia educazione.

Fu così che mi imbattei nella memoria. Dico mi imbattei perché non ci avevo mai pensato prima. Anche il titolo dell’opera di Proust non mi era mai sembrato alludere alla memoria del passato, avrebbe forse dovuto, ma invece il profumo delle madeleines mi sembrò svelarmi un mondo sconosciuto. Ricordo l’ora di quel disvelamento, la controra, pesante anche a 1500 metri col sole. Ricordo il brusio degli insetti.

Dopo di allora, alla memoria continuai a girarci intorno, ora misurandola sulla storia, ora immergendomici, ora criticandola. Ma quelle pagine, allora, cambiarono forse non la mia vita, ma il mio modo di vederla, il modo in cui mi percepii dopo.

Anna Foa, storica. Il suo ultimo libro con Laterza è Mai più.