Un libro che mi ha cambiato la vita | Tommaso De Luca

Primo Levi, I sommersi e i salvati

Il libro che mi ha cambiato la vita è I sommersi e i salvati di Primo Levi. È un libro che continuo a leggere, a quarant’anni dalla prima volta, trovandovi sempre qualcosa di nuovo a giudicare anche dalle sottolineature che si moltiplicano e finiranno a breve per evidenziare ogni parola del testo; allora dovrò cominciare da capo.

Il libro è uscito nel 1986, la mia copia riporta nel risguardo una mia noticina a penna che la data 16 giugno 1987; l’11 aprile dello stesso anno Primo Levi si era tolto la vita e può darsi che io mi sia deciso a comprare il libro alla notizia clamorosa della morte dell’autore, ma mi piace pensare che le date si tengano per una ragione più segreta che non so spiegare, non ancora.

Due cose, fra le molte, voglio ricordare qui. La prima è che l’offesa non guarisce mai e la memoria del male fatto o subito continua a tormentare chi lo fa e chi lo subisce. La seconda è sulla testimonianza del male: se ne vede una parte, solo una parte e chi ha toccato il fondo, “ha visto la Gorgone, non è tornato per raccontare, o è tornato muto”.

Da questo deriva che la storia insegna eccome – e perciò tanti vogliono riscriverla – ma non trova allievi che vogliano imparare.

Tommaso De Luca, dirigente scolastico in pensione