Un libro che mi ha cambiato la vita | Angelo Colella

James Joyce, Ulisse

Nel corso degli anni ho incontrato moltissimi libri che mi hanno cambiato la vita, uno tra tutti è stato Ulisse di James Joyce. In un’ispida mattinata invernale, durante le vacanze natalizie di ormai tre anni fa, mentre passeggiavo decisi di entrare in libreria per cercare qualcosa di nuovo da leggere. Subito mi imbattei in un grosso mattone dalla copertina blu, solo blu, con sopra alcun disegno. Immediatamente, leggendo qualche pagina, capii che quello non era e non sarebbe mai stato per me un libro come tutti gli altri. Portai il libro in cassa, pagai e tornai immediatamente a casa. In un mese finii di leggerlo e subito capii che il modo in cui vedevo le cose era stato sconvolto.

Joyce con Ulisse è un autore che, prima di chiunque altro, ha dato rilevanza alla vita di tutti i giorni. Bloom, il protagonista, è un uomo normale. Un uomo normale che perde e ritrova la fede nella quotidianità più e più volte, esplora l’erotismo attraverso piccole scatolette di carne in scatola, diviene Odisseo nel passeggiare per strada facendo commissioni, parafrasa Shakespeare in gesti apparentemente semplici e lo fa sempre in sacrale silenzio.

Nel libro nulla è esplicito ma tutto, in un modo o nell’altro, viene detto e questo non è solo un grande salto nella storia della letteratura tra richiami e citazioni erudite ma anche un grande esercizio di sensibilità. Chi legge l’Ulisse, chi ascolta l’Ulisse e chi vive l’Ulisse è anche chi continua a vedere nelle giornate l’immensamente grande nell’immensamente piccolo. Chi non si stanca di commuoversi di fronte a dei bambini che giocano a pallone e chi anche in questi giorni impossibili non rinuncia mai al pensare, al fantasticare e ad esplorare sé stesso e gli altri. Io devo moltissimo al capolavoro di James Joyce perché mi ha aperto gli occhi e il cuore al mondo per come è davvero e io penso che questo sia il più bel dono che un libro possa farti: la sensibilità.

Angelo Colella, studente al Liceo “Cagnazzi” di Altamura