Edizione: 2026 Pagine: 248 Collana: Economica Laterza [1126] ISBN carta: 9788858162811 ISBN digitale: 9788858158562 Argomenti: Attualità politica ed economica, Diritto: teoria e storia, Storia moderna, Storia contemporanea
Una storia criminale del mondo
Colonialismo e diritti umani dal 1492 a oggi
Eugenio Raúl Zaffaroni
trad. di M. Croce; a cura e con un'introduzione di Alberto Filippi
Zaffaroni affronta l’epopea dell’imperialismo, dal genocidio coloniale ai nostri giorni. Non si limita a tratteggiare un affresco sulla storia dei diritti umani e della loro violazione, ma offre una sorta di controstoria globale dei diritti dell’uomo. Marco Fioravanti, “Alias – il manifesto”
I diritti umani hanno una ‘storia breve’ e una ‘storia lunga’. Quella ‘breve’ l’hanno scritta i Paesi del Nord, ricchi e sviluppati, e comincia con la seconda guerra mondiale. Quella ‘lunga’ inizia invece nel 1492, con la cosiddetta ‘scoperta’ dell’America e la creazione europea di un sistema coloniale e criminale. Il grande giurista Zaffaroni porta alla luce questa ‘storia lunga’, occultata per giustificare tali atrocità con la sedicente superiorità della cultura colonizzatrice.
Quando Cristoforo Colombo sbarcò nei Caraibi nel 1492, in quelle isole vivevano più di un milione di persone. Trent’anni dopo erano rimaste in mille. È qui che comincia la vera storia dei diritti umani: una storia criminale, un sistema fondato su omicidi di massa, sulla privazione di diritti e sulla deumanizzazione.
Eugenio Raúl Zaffaroni, professore emerito dell’Università di Buenos Aires, ha ricevuto oltre cinquanta dottorati honoris causa e nel 2009 il Premio Stoccolma in Criminologia. Nel 2015 è stato nominato giudice della Corte interamericana dei diritti umani per il periodo 2016-2022. Tra il 2002 e il 2014 è stato ministro della Corte suprema di giustizia argentina. Ha prestato servizio in magistratura per più di due decenni ed è stato deputato della Città di Buenos Aires (1997-2000), presidente del Comitato di redazione della sua Convenzione costituente (1996) e terzo vicepresidente del Comitato di redazione dell’Assemblea nazionale costituente (1994). Nel 1990 è stato nominato direttore generale dell’Instituto Latinoamericano de las Naciones Unidas para la Prevención del Delito y el Tratamiento del Delincuente.