La Cina nuova
Attraversiamo metropoli futuristiche e hutong, locali fumosi e campi di ginseng, antichi principi confuciani e intelligenza artificiale, neomarxismo e ipercapitalismo. Incontriamo l’ambiguo funzionario del Partito comunista, l’operosa dottoressa di Wuhan, l’eterea vlogger della Cina rurale, l’astro della letteratura fantascientifica, la giovanissima attivista per l’ambiente. Addentriamoci nella Cina nuova, quella che scopriamo appena smettiamo di leggerne soltanto la superficie.
I cambiamenti attraversati dalla Cina in poco più di cinquant’anni sono così profondi che, nella storia di altri paesi, analoghe trasformazioni hanno impiegato secoli per affermarsi. Là dove oggi si innalzano grattacieli sbalorditivi, fino a pochi anni fa c’era solo campagna. Moltissimi giovani, figli di operai e nipoti di contadini, sono arruolati nel settore hi-tech più dinamico al mondo. Il mastodontico inquinamento industriale si affianca alla più avanzata ricerca sulle energie sostenibili. Ma nonostante sia apparentemente tutta proiettata verso il futuro, la Cina contemporanea ha radici che affondano in un passato millenario, al quale spesso attinge traendone valori, idee, strategie che usa nel confronto sempre più serrato con l’Occidente.
Oggi da un lato c’è la Cina che si consolida sempre più come potenza internazionale, unica alternativa credibile a quella americana; dall’altro, al suo interno, non riesce più a convincere i giovani che lavorare duramente serva davvero a migliorare la propria posizione sociale e a promuovere l’idea di un progresso infinito. È questo il tema dell’ultimo capitolo che aggiorna questa nuova edizione del libro.
Simone Pieranni, tra i massimi esperti di Cina, ci immerge nella sua atmosfera e smonta quel volto apparentemente contraddittorio che si mostra allo sguardo del laowai, dello straniero.
