Francesco Marzella ricostruisce da filologo e racconta da romanziere la densa materia arturiana. Claudio Lagomarsini, “Domenica – Il Sole 24 Ore”
Una biografia, sì, ma di che genere? Non è un’indagine sulla storicità di Artù, ma un viaggio fra i tanti Artù che hanno attraversato, per secoli, non tanto la storia, quanto la letteratura e l’immaginario collettivo. Duccio Balestracci, “il venerdì di Repubblica”
La vera esistenza di Artù è quella letteraria: il suo regno è un’idea, un simbolo, più che un fatto storico. Siamo di fronte a una narrazione stratificata, volta a esplorarne le radici profonde. Antonio Musarra, “Avvenire”
Tutti conosciamo la leggenda di re Artù, ma cosa succede se la prendiamo sul serio e la raccontiamo come la biografia di un uomo realmente esistito? Cosa ci racconta del Medioevo questo grande mito?
Francesco Marzella si occupa di letteratura latina medievale, con particolare interesse per l’agiografia e i testi arturiani. È Honorary Research Associate presso il Department of Anglo-Saxon, Norse and Celtic dell’Università di Cambridge, dove si è dedicato a un progetto sulla letteratura arturiana in latino. Ha curato l’edizione critica della Vita sancti Ædwardi regis et Confessoris di Aelredo di Rievaulx e della sua anonima versificazione, pubblicate nel 2017 nella collana “Corpus Christianorum - Continuatio Mediaevalis”, ed è autore di Excalibur. La spada nella roccia tra mito e storia (2022).