Pagine: 88
Collana: i Robinson / Letture
Serie: Parole Pericolose
ISBN carta: 9788858162279
Argomenti: Attualità politica ed economica, Filosofia politica: storia e saggi
Libertà
«Siamo certi di volere la libertà? La domanda non è retorica perché, sebbene questa sia tra le parole più usate nell’Occidente democratico, non è certo che chi gode della libertà non desideri dominare e perfino essere dominato.»
Poche parole sono pericolose come ‘libertà’: la invochiamo tutti, ma non la intendiamo allo stesso modo. Due date ne scandiscono la storia moderna e sono legate a due opere fondamentali: nel 1859 John Stuart Mill pubblica Sulla libertà e, quasi un secolo dopo, nel 1958, Isaiah Berlin dà alle stampe Due concetti di libertà. Da un lato c’è la libertà come autonomia, che prevede la tensione verso l’eliminazione di ogni dominio – privato e pubblico, sociale e politico – e trova spazio solo nei governi liberi; dall’altro, la libertà come non-interferenza, che vuole delimitare uno spazio entro il quale la scelta è assolutamente libera e non dipende necessariamente dalla natura dei governi.
Spaziando tra riferimenti teorici di epoche diverse, che vanno da Machiavelli a Rousseau, da Thoreau ad Arendt, Nadia Urbinati discute le due visioni della libertà e sostiene la necessità di recuperare la lezione di Mill e di Thoreau: la libertà si vive insieme agli altri, ma riceve vigore dall’allenamento a non essere mai interamente coinvolti. Peraltro, una libertà intesa come semplice assenza di interferenza statale resta muta di fronte alle forme di dominio più insidiose del nostro tempo, prime tra tutte quelle dell’intelligenza artificiale e del controllo dei dati.
Pagine: 88
Collana: i Robinson / Letture
ISBN: 9788858162279
