Pagine: 208
Collana: i Robinson / Letture
Serie: Fact Checking
ISBN carta: 9788858162231
Argomenti: Attualità politica ed economica, Diritto positivo
Il diritto internazionale è carta straccia
Il diritto internazionale è davvero carta straccia? O «conta solo fino ad un certo punto»? Di fronte a guerre, crimini impuniti e doppi standard, molti oggi lo liquidano come inutile. Eppure, è proprio la crisi attuale a mostrare quanto sia invece necessario: perché se le regole perdono credibilità, a restare esposti sono soprattutto i più deboli.
Il diritto internazionale è inutile? Per rispondere bisogna prima fare i conti con le sue origini coloniali, le sue contraddizioni strutturali e i suoi fallimenti più clamorosi. Nato come sistema europeo, costruito per giustificare l’esclusione e la sottomissione del resto del mondo, nel Novecento ha conosciuto una trasformazione profonda: divieto dell’uso della forza, decolonizzazione, diritti umani, giustizia penale internazionale. Un cammino reale di progresso. Oggi quel cammino sembra interrotto e la matrice della crisi è l’applicazione selettiva delle regole. Di fronte all’aggressione russa dell’Ucraina, gli Stati occidentali hanno invocato con forza il diritto internazionale; di fronte all’operazione militare israeliana contro Gaza ‒ in cui organi internazionali hanno ravvisato i presupposti di un genocidio ‒ hanno per lo più taciuto o protetto Israele. Un doppio standard che logora la credibilità dell’intero sistema.
La risposta, però, non è rinunciare al diritto. Dire che conta fino a un certo punto non è realismo: è una scelta di parte. A guadagnarci sono i più forti; a perderci gli Stati deboli, i popoli, le minoranze. Il diritto internazionale non è carta straccia: è una carta fragile, che tutti abbiamo interesse a non strappare.
Pagine: 208
Collana: i Robinson / Letture
ISBN: 9788858162231
