«Non chiedetemi di restare lo stesso»
«La vita di Foucault non spiega le sue idee, ma le plasma dall’interno continuando a mostrarci come si possa pensare diversamente.»
L’opera di Michel Foucault continua a essere di ispirazione e di stimolo per le nuove generazioni. È difficile trovare un altro filosofo che abbia mantenuto la stessa freschezza di pensiero nel corso del tempo: le sue analisi sul potere, sulla follia, sulla sessualità, sulle tecnologie di governo e su quelle del sé parlano ancora direttamente al presente, come se fossero state scritte per raccontare il mondo in cui viviamo oggi.
Questo libro non è una biografia nel senso tradizionale e neppure un’introduzione alla sua filosofia. È qualcosa di più: un tentativo di seguire il pensiero là dove si forma; nei materiali laterali, nelle esperienze vissute, nelle contestazioni e nella malattia. Interviste, corsi, appunti sparsi: tutto ciò che sta fuori dal perimetro dell’opera pubblicata in vita e che rivela il movimento di un’intelligenza sempre in sintonia con gli eventi e in anticipo sul proprio tempo. Ne emerge un Foucault inatteso: il ragazzo di provincia cresciuto nell’universo silenzioso di una famiglia di medici, il giovane che attraversa la guerra, l’omosessualità e la follia come esperienze che lasciano depositi profondi nel pensiero, il filosofo nomade che scrive Storia della follia nelle lunghe notti che trascorre in Svezia e che impara a conoscere la materialità del potere nelle strade di Varsavia e di Tunisi, che scende in piazza con studenti, detenuti, immigrati e che porta in America una filosofia che non abbiamo finito di scoprire. Ogni tappa rivela un pensiero che non descrive il mondo guardandolo da fuori ma ci abita dentro, e si trasforma insieme alle sue sfide.
