Piccolo manuale per riparare la natura
Quando si parla di ‘conservazione della biodiversità’ di solito si pensa che basti creare qualche area protetta, mettere al riparo le specie a rischio e poi lasciare che la natura faccia il suo. Ma la verità è che difendere l’esistente è un approccio fuori tempo. Abbiamo usato l’ambiente come se fosse un giocattolo, finché non si è rotto. Specie ed ecosistemi compromessi non si riparano da soli: tocca rimboccarsi le maniche.
Piero Genovesi ci spiega come si può intervenire, in un prezioso manualetto che raccoglie tutti i trucchi e gli stratagemmi di un vero ‘meccanico della natura’.
Ci piace pensare che l’ambiente sia sempre in grado di rimettersi in sesto, non importa quanti danni facciamo. Basta lasciar fare alla natura! Comodo, vero? Peccato che così si finisca per peggiorare le cose... Un pianeta in panne non si ripara da sé: serve qualcuno che faccia manutenzione. E quindi, che si fa?
Per cominciare, potremmo dare ascolto a chi si sporca le mani ogni giorno cercando di mettere in salvo la biodiversità, cioè a quei tanto bistrattati tecnici della conservazione. Tra i tanti ‘meccanici della natura’, Piero Genovesi è sicuramente uno dei più esperti e stimati al mondo. In questo libro, ci guida alla scoperta delle tecniche che han dato i risultati migliori, raccontando successi e disastri del passato, lezioni di cui si è fatto tesoro e questioni calde che richiedono la nostra attenzione. Si passa allora dalle reintroduzioni di specie che avevamo sterminato (come l’orso bruno sulle Alpi) al ripristino di interi habitat degradati; dalle strategie di adattamento ai cambiamenti climatici fino a temi spinosissimi come i conflitti con le specie selvatiche (ne sa qualcosa chi abita dove è tornato il lupo) o il concetto di una caccia ‘sostenibile’.
Un prontuario ricco di curiosità, che esplora anche le possibilità offerte da tecnologie come droni, DNA ambientale, clonazione e biologia sintetica. Armi formidabili da adoperare con cautela, certo, ma senza immotivata paura del nuovo. Nello stato in cui versa la natura, stare con le mani in mano per timore di sbagliare è un lusso che non ci possiamo più permettere.
