Il libro raccoglie contributi di personalità del mondo della cultura e della scienza che, attraverso i loro saggi e la loro esperienza professionale, interpretano il significato più profondo del capitale immateriale e l’importanza delle conoscenze e delle competenze che lo creano nell’arco della nostra vita.
Prefazione di Matteo Maria Zuppi. Contributi di M. Alì, P. De Nardis, D.F. Alì, G. Bacosi, C. Costarelli, M.A. Garito, E. Gaudio, F. Giorgino, D. Greco, G. La Verde, L. Moratti, G. Novelli, M.T. Polito, G. Procaccini
Mario Alì è professore di Capitale immateriale, sviluppo e sostenibilità presso il Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre. È stato direttore generale MIUR, consigliere della Corte dei Conti e presidente dell’Accademia di Belle Arti di Roma. Fa parte del board del Centro Studi Americani. Ha organizzato e partecipato a convegni nazionali e internazionali e ha pubblicato studi e ricerche relativi a vari aspetti della realtà universitaria, tra cui La laurea difficile (Franco Angeli 1988). Per Laterza ha curato i volumi Conoscenza, competenza, creatività, crescita. Il capitale immateriale per l’Italia di domani (2021) e Investire sul capitale immateriale per la crescita, la competitività e l’occupazione. Una nuova alleanza tra scuola, università, ricerca e impresa(2024).
Paolo De Nardis è professore emerito di Sociologia presso il Dipartimento di Comunicazione e Ricerca sociale della Sapienza Università di Roma, dove è stato direttore del Dipartimento di Sociologia e preside della facoltà omonima. È presidente dell’Istituto di Studi Politici “S. Pio V” e direttore scientifico della “Rivista Trimestrale di Scienza dell’Amministrazione” e della “Rivista di Studi Politici”. È stato presidente del comitato delle scienze politiche e sociali del Consiglio universitario nazionale. Tra le sue più recenti pubblicazioni, Il crepuscolo del funzionalismo (Bordeaux 2020), Roma malata. La capitale tra marketing urbano e marginalità sociale (a cura di, con L. Alteri e A. Barile, Carocci 2025) e Max Weber dopo Max Weber (a cura di, con V. Vandini, Bordeaux 2026).