Edizione: 2016, IV rist. 2019
Pagine: 308
Collana: Economica Laterza [762]
ISBN carta: 9788858123850
ISBN digitale: 9788858125106
Argomenti: Storia contemporanea, Storia d'Italia

Il cattivo tedesco e il bravo italiano

La rimozione delle colpe della seconda guerra mondiale
Filippo Focardi

‘Il cattivo tedesco e il bravo italiano’ è uno stereotipo da rivedere che ha consentito di evitare molti conti con la nostra cattiva coscienza. Corrado Augias, “la Repubblica”

L’umanità dei nostri connazionali – benché fascisti – e la bruta violenza degli scherani di Hitler: assoluzione da un lato, demonizzazione dall’altro. Un mito autogratificante che è servito a rimuovere i crimini dell’imperialismo fascista, la guerra di aggressione contro le ‘potenze democratiche’, la persecuzione antisemita, le violenze commesse ai danni di ‘nazioni inermi’ sottomesse all’Asse. Nello Ajello, “la Repubblica”

La mancata Norimberga italiana avrebbe alimentato e consolidato l’oblio collettivo. La Resistenza e la sua narrazione divennero invece il luogo del riscatto e del riconoscimento della diversità tra italiani e tedeschi. Focardi sintetizza un’intensa stagione di riflessioni su un tema ineludibile. Bruno Maida, “L’Indice”

Con grande finezza interpretativa Focardi restituisce spessore ai fatti confrontandosi con le diverse narrazioni – la storiografia, la letteratura, il cinema – raccolte intorno alla vicenda dell’Italia durante la seconda guerra mondiale. Giovanni De Luna, “Tuttolibri”

Filippo Focardi ricostruisce le spinte che hanno creato l’immagine dell’italiano ‘buono’, vittima della ferocia dei tedeschi: un impasto dal quale derivò quell’attitudine autoindulgente di cui gli italiani non si sono mai liberati. Giuseppe Berta, “l’Espresso”

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Edizione: 2019
Pagine: 308
Collana: Economica Laterza
ISBN: 9788858123850

L'autore

Filippo Focardi

Filippo Focardi è professore ordinario di Storia contemporanea presso il Dipartimento di Scienze politiche, giuridiche e studi internazionali dell’Università di Padova. Si è occupato di memoria del fascismo e della seconda guerra mondiale, di risarcimenti per le vittime del nazismo e della questione della punizione dei criminali di guerra italiani e tedeschi. Ha pubblicato Criminali di guerra in libertà (Carocci 2008), Memoria e rimozione. I crimini di guerra del Giappone e dell’Italia (a cura di, con G. Contini e M. Petricioli, Viella 2010) e L’Europa e le sue memorie. Politiche e culture del ricordo dopo il 1989 (a cura di, con B. Groppo, Viella 2013).

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