«Tutti vivono nella storia, anche se ne abitano solo la periferia.»
Ascoltare o leggere Ascanio Celestini oggi sembra un po’ come guardare dall’alto un'autostrada a tre corsie piena di berline aerodinamiche e rimanere ipnotizzati da una piccola 500 del 1967 che procede per conto proprio.
Protagonista della scena teatrale italiana, voce di coloro che non compaiono mai nelle storie ufficiali, Celestini è capace di ascoltare tante storie e distillarne una sola e collettiva.
Ascanio Celestini è nato a Roma nel 1972. I suoi testi sono legati a un lavoro di ricerca sul campo e indagano nella memoria di eventi e questioni relative alla storia recente e all’immaginario collettivo. Tra i suoi ultimi spettacoli teatrali, Laika (2015), Pueblo (2017) e Rumba (2023), che fanno parte della trilogia all’origine di Poveri cristi. Per il cinema ha realizzato due film, La pecora nera (2010, in concorso alla 67a Mostra del cinema di Venezia) e Viva la sposa (2015, in concorso alle Giornate degli autori a Venezia). Il suo disco Parole sante ha vinto il Premio Ciampi come Miglior debutto discografico dell’anno e il Premio Arci “Dalla parte buona della musica”. Per Einaudi ha pubblicato, tra l’altro, Barzellette (2019), Radio clandestina (2020), I parassiti (2021) e Poveri cristi (2025). Per Laterza è autore di Un anarchico in corsia d’emergenza (con M.L. Gargiulo, 2015).