La Riviera dei Fiori non assomiglia a niente, perché è un mondo pensato in verticale.
«Ecco, dipende dal fatto che sono italiana. Che sono calabrese. Che sono ligure. Dipende da me. Se la Riviera è un romanzo, anzi tanti romanzi non scritti – romanzi solo all'inizio, o solo alla fine, o solo nel mezzo – dipende da me».
È la Riviera dei Fiori di Rosella Postorino. Un corteo di paesi lungo una strada a picco sul mare, dove si vive in apnea aspettando l'estate. Una cascata di borghi aggrappati alle colline, stesi al sole come lucertole, in procinto di scivolare. Case addossate come squame di una pigna, grovigli di carugi, cattedrali di ulivi: per conquistare la cima non puoi avere fretta, devi imparare a respirare. La Riviera dei Fiori sembra l'Italia: ci sono il cemento, le alluvioni, la 'ndrangheta, l'emergenza rifiuti, i ghetti albanesi e nordafricani. Ma è più dell'Italia: è un racconto apocalittico, risorgimentale, un racconto della Resistenza, una fiaba.
Rosella Postorino (1978) vive e lavora a Roma. Ha scritto i romanzi La stanza di sopra (Neri Pozza 2007, selezionato al Premio Strega, vincitore del Premio Rapallo Carige Opera Prima) e L'estate che perdemmo Dio (Einaudi 2009, Premio Benedetto Croce, Premio speciale della giuria Cesare De Lollis), la pièce teatrale Tu (non) sei il tuo lavoro (in Working for Paradise, Bompiani 2009), in scena nel 2010 al Napoli Teatro Festival e al Teatro Litta di Milano, e il testo per lo spettacolo Nel lago. Materiali in esposizione, in scena al Festival B-motion di Bassano del Grappa nel 2010.