«Perché disegno i personaggi dei miei film? Perché prendo appunti grafici delle facce, dei nasi, dei baffi, delle cravatte, delle borsette?. Questo quasi inconsapevole, involontario tracciare ghirigori. fare pupazzetti che mi fissano da ogni angolo del foglio. volti decrepiti di cardinali, e fiammelle di ceri e ancora tette e sederi e infiniti altri pastrocchi. insomma, tutta questa paccottiglia grafica, dilagante, inesausta, che farebbe il godimento di uno psichiatra, forse è una specie di traccia, un filo, alla fine del quale mi trovo con le luci accese, nel teatro di posa, il primo giorno di lavorazione.»
Pier Marco De Santi è docente di Storia del cinema italiano e di Museologia del cinema e dello spettacolo all'Università di Pisa. Tra i massimi studiosi del cinema di Fellini, sta attualmente curando una collana monografica sul regista il cui primo volume è La Dolce Vita. Scandalo a Roma, Palma d'oro a Cannes (Firenze 2004). Per i nostri tipi ha pubblicato I disegni di Eisenstein (1981) e La musica di Nino Rota (1983).