«Mi accorgo che a ogni tua domanda chiacchiero a ruota libera per mezz'ora . In verità io non so mai cosa rispondere perché non so chi è che stai interrogando; voglio dire che l'aspetto più imbarazzante e schizofrenico dell'intervista è che chi la subisce deve accettare di essere un altro, uno cioè che sa, che ha idee generali, una visione del mondo, e dice la sua sull'esistenza, la religione, la politica, l'amore, le bretelle. ». Senza ambiguità e senza reticenze Fellini parla di sé, di politica, di terrorismo, di musica e di letteratura, di amici e di amore. Ma soprattutto parla di cinema: «un modo divino di raccontare la vita, di fare concorrenza al padreterno».
Federico Fellini iniziò come collaboratore e disegnatore per il "420" e poi per il "Marc'Aurelio". Entrò nel mondo della rivista e del cinema come 'gagman' di Macario e di Fabrizi, poi l'incontro con Rossellini e la collaborazione alla sceneggiatura di Roma città aperta cambiarono la sua vita.