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C'è da perderci la testa

C'è da perderci la testa
C'è da perderci la testa
Scoprire il cervello giocando con l'arte
con ill.
Edizione: 2009
Collana: Saggi Tascabili Laterza [329]
Serie: Festival della mente
ISBN: 9788842090557
Argomenti: Scienze: storia e saggi, Testi per ragazzi

In breve

...Vedo su un tavolo qualcosa di rosso, tondo, che ha un certo odore: il mio cervello mette insieme queste informazioni, cerca nella memoria qualcosa di simile, mi fa riconoscere che quella cosa è una mela, mi fa allungare la mano per prenderla, aprire la bocca per morderla e magari mi fa anche pensare "Mhhh... buona...!"

A partire dalle sensazioni elaborate dal nostro cervello, Marta Dell’Angelo e Ludovica Lumer – un’artista e una neuroscienziata – compiono in queste pagine un viaggio stimolante e avventuroso nei complessi meccanismi cerebrali dell’essere umano. Con l’ausilio di immagini insolite e divertenti, fotografie e collage, il libro propone ai lettori un percorso istruttivo e coinvolgente alla scoperta di realtà molto piccole e difficili da vedere, come i neuroni o i neurotrasmettitori, e di realtà astratte come la memoria o la coscienza, trasformate in oggetti più ‘amichevoli’, con cui giocare e interagire. La voce narrante di un neurone racconterà ai bambini la grande avventura della neuroscienza, mentre scienziati come Semir Zeki, Antonio Damasio, Vittorio Gallese ed Elkhonon Goldberg spiegheranno le loro scoperte in modo semplice e accessibile. Un libro per imparare divertendosi.

Indice

1. Anatomia - 2. I neuroni - 3. Neurotrasmettitori e recettori - 4. La sensazione - 5. La banana blu - 6. Fai un salto fanne un altro... - 7. Gli studi sugli animali - 8. Gli studi sugli uomini - 9. Casi clinici - 10. Il linguaggio - 11. La memoria - 12. Le emozioni - 13. Specchio riflesso - 14. Il sogno

Leggi un brano


È possibile attraverso la creatività avvicinare bambini al mondo delle neuroscienze? Perché i bambini disegnano? Possiamo aspettarci di imparare qualcosa dai loro lavori?

Molti artisti sono d'accordo sul fatto che disegnare e dipingere siano processi di apprendimento, tanto in un bambino quanto in un adulto. Attraverso l'arte si può imparare di tutto, anche come funziona il sistema nervoso.

Gli artisti adulti hanno spesso cercato di ricreare nelle loro opere il mondo come appare, non contaminato dall'esperienza quotidiana e dal troppo pensiero che da quest'esperienza deriva. Picasso una volta si lamentò di non riuscire a dipingere come un bambino. I surrealisti cercarono di lasciar da parte il pensiero per avvicinarsi meglio al materiale "crudo" dei loro cervelli. Monet distrusse le sue tele perché credeva di non poter vedere in esse la forma "pura", poiché la sua stessa percezione della forma era sempre determinata dall'esperienza passata.

Il mondo dei bambini è un mondo meraviglioso. È un mondo di nuove scoperte guardato con occhi che stanno ancora imparando ad apprendere e quindi incontaminati dalla conoscenza e dall'esperienza passata. Un adulto che non può, o non vuole, imparare dai bambini manca di curiosità intellettuale. Il lavoro dei bambini, infatti, pone domande nuove, a volte talmente nuove che fatichiamo a porcele e rivela nuove relazioni che, con la forza dell'abitudine, abbiamo smesso di vedere.

Raccontare ai bambini il cervello ci costringe a ripensarlo. I bambini danno importanza a oggetti e a caratteristiche che noi, con la nostra esperienza, tendiamo a ignorare e così, quegli stessi oggetti, forzati nelle loro relazioni abituali perdono quell'importanza.

René Magritte provò, anche se con l'esperienza di un uomo, a inserire gli oggetti in contesti non usuali proprio per ridare alle cose quell’importanza che lui credeva meritassero. Un bambino fa esattamente questo ma senza servirsi di un linguaggio intellettuale.

È sempre istruttivo, per me, ricordare una delle domande più profonde che mi siano mai state rivolte: quella di mio figlio, quando aveva cinque anni. Gli avevo mostrato come rispondono le cellule a fasci di luce di colori diversi. Lui mi chiese: "ma come fa tutto questo a raggiungere la mente?".

Nessun neurobiologo mi aveva mai posto questa domanda in modo così semplice e diretto. Lui mi aprì le porte verso nuovi esperimenti, che ancora oggi sto portando avanti.

Allo stesso modo, spero che quanto in questo libro viene presentato ai bambini, attraverso il dialogo tra l'arte e le neuroscienze, solleverà nuove questioni cui i bambini stessi, non meno degli adulti, cercheranno di rispondere.

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