Agorà Festival: torna a Cesena la piazza delle idee

Dal 6 all'8 novembre 2026

AGORÀ FESTIVAL
Dal 6 all’8 novembre 2026 a Cesena
Autorità e fiducia il tema di quest’anno

Quando pensiamo all’autorità, la prima cosa che ci viene in mente è un soggetto che ha il potere di obbligarci a fare qualcosa. In realtà quel termine ha un significato più sottile e una portata maggiore di quella che comunemente crediamo. La parola deriva dal latino auctoritas, legata al verbo augere, che significa «accrescere». In origine, indica quindi una forma di garanzia: ha autorità colui che crea, conserva e fa crescere qualcosa. L’autorità è tale se ne riconosciamo questo aspetto, in poche parole se riconosciamo la legittimità degli obblighi che ci impone. Se teniamo fermo questo concetto si capiscono i molteplici usi di questa espressione. Si dice di un luminare della medicina che è un’autorità nella sua disciplina e allo stesso tempo si indica come autorità un soggetto investito di poteri e funzioni di comando, come un funzionario, un tribunale, un governo. Ciò che rimane invariato è, appunto, il fatto che l’autorità nasce essenzialmente dal riconoscimento e dalla fiducia degli altri. E non è un caso che la crisi della fiducia trascini con sé anche la crisi dell’autorità. E viceversa.

Nel mondo occidentale, come in Italia, vediamo moltiplicarsi i segnali di questa crisi. Siamo disorientati. Non riconosciamo più l’autorità dove tradizionalmente l’abbiamo incontrata (scienza, scuola, cultura, famiglia, informazione, diritto, istituzioni, organizzazioni internazionali) e diamo autorità a soggetti nuovi che ci ispirano più fiducia (leader politici, influencer, teorie diffuse sul web o sui social). Con il rischio di percepire autorità dove c’è solo potere economico, militare o politico. E percepire potere dove al contrario c’è un’autorità di cui fatichiamo a comprenderne la legittimità. Autorità e fiducia sono strettamente collegate, il logoramento reciproco mette a repentaglio le fondamenta di tutte le organizzazioni democratiche così come le abbiamo conosciute fino ad oggi.

È questo il contesto in cui da molti anni i sondaggi mostrano un calo della fiducia non solo nei politici ma anche nei magistrati, nei professionisti, nei docenti a scuola e nell’università. Un dato molto preoccupante, accompagnato da un crescente astensionismo elettorale e dal diffondersi – soprattutto via web – delle più improbabili notizie e teorie: dalla terra piatta alla dannosità dei vaccini, dalle cospirazioni globali all’inesistenza dei cambiamenti climatici. Alla autorevolezza a volte si sostituisce la notorietà: personaggi privi di competenze specifiche vengono seguiti – in televisione come sul web – per le loro capacità ‘spettacolari’ assai più che per la qualità delle cose che dicono o scrivono. Altri speculano sulla sfiducia nelle verità ‘canoniche’, manipolandole sapientemente a fini commerciali.

Anche nello scenario internazionale la fiducia è alla base dei rapporti tra paesi e aree del mondo: la crisi del multilateralismo e il sorgere del sovranismo nelle sue varie forme ne sono una espressione. Le autorità sovranazionali – dalle Nazioni Unite all’Organizzazione Mondiale della Sanità, dall’Organizzazione Mondiale del Commercio al Tribunale dell’Aja – sono oggi screditate da molti punti di vista e soffrono di una crisi di autorità. In questo contesto non è un caso se esplodono i conflitti e gli Stati – a partire dalle grandi potenze – ricorrono sempre più alla forza militare o economica più che alla concertazione per imporre le condizioni per loro più vantaggiose.

Ma non tutto è ancora perduto. Esistono circuiti virtuosi – ad esempio nel terzo settore – in cui si creano, e vivono nel tempo, comunità fondate sulla fiducia reciproca. E anche nel mercato la fiducia resta l’ingrediente essenziale per lo scambio tra i soggetti più disparati. A livello istituzionale l’autorità della nostra Costituzione è ancora intatta, senza contare che ci sono singole persone capaci di ispirare ancora grande fiducia presso un pubblico ampio e diversificato grazie alla loro autorevolezza: il presidente della Repubblica, ad esempio, ma anche alcuni medici, giornalisti, scrittori, sindaci.

Partendo da questa complessità a Cesena nella seconda edizione del Festival Agorà, dal 6 all’ 8 novembre 2026 esploreremo le molte dimensioni e relazioni dell’autorità e della fiducia nel mondo contemporaneo. Con l’aiuto di esperti delle più diverse discipline – come nella prima edizione dedicata alla fragilità – ci occuperemo di famiglia e di scuola, di economia e di politica, di cultura e di scienza passando dalla vita quotidiana delle persone alla vita collettiva e pubblica.
Anche quest’anno il programma prevede ben 10 format differenti che aiuteranno il pubblico a seguire in maniera più agevole la declinazione del tema del festival. Tutti gli appuntamenti si svolgeranno tra il Teatro ‘A. Bonci’, la Sala Sozzi del Palazzo del Ridotto e l’Aula Magna della Biblioteca Malatestiana. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.
Tutte le info sul programma, aggiornate in tempo reale, su www.agorafestival.it e i canali social Facebook, Youtube e Instagram degli Editori Laterza e del Comune di Cesena.

Agorà Festival è ideato, progettato e organizzato dagli Editori Laterza e promosso dal Comune di Cesena e da Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale.
La Rappresentanza in Italia della Commissione europea e la Regione Emilia-Romagna sono partner istituzionali dell’evento. Ha conferito il suo patrocinio l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, Campus di Cesena. La manifestazione è resa possibile anche dalla compartecipazione della Camera di Commercio della Romagna, di Confindustria Romagna e della Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena.

Importantissimo il contributo di numerosi sostenitori, a partire dai main sponsor Conad, Crédit Agricole, Gruppo Hera, gli sponsor Romagna Acque, Romagna Iniziative e Unica Reti S.p.A., e i supporter Cantiere del Pardo, Elfi S.p.A., Formula Ambiente, Manna S.p.A. Si ringrazia, infine, Cooperativa Agricola Cesenate Società Cooperativa Agricola, Jingold S.p.A., Legacoop Romagna.
Media partner: Rai Radio3 e Rai Testata Giornalistica Regionale.