In breve«La panchina è un luogo di sosta, un’utopia realizzata. È vacanza a portata di mano. Sulle panchine si contempla lo spettacolo del mondo, si guarda senza essere visti e ci si dà il tempo di perdere il tempo, come leggere un romanzo.»
«La letteratura è piena di panchine perché parla della vita della gente – e la gente, sopra ogni cosa, aspetta, e aspettando gira a zonzo e si siede dove capita. Poi parla di panchine perché quelli che scrivono, oltre ad aspettare e guardare anche più degli altri, hanno spesso una vita di frontiera, senza appartenenza.» Le panchine, simboli della soglia, sottili frontiere tra dentro e fuori, «oggi in via di estinzione, come se la loro gratuità (la loro grazia), nel nuovo orizzonte del welfare fosse assolutamente da bandire». E un autore che, seduto sul ciglio del mondo, si allena a lasciare libera la mente di vagare, divagare. Passeggiare da fermo.
Indice1. Mi piace sedermi qui – 2. Una piega del mondo – 3. Verdi, a onda – 4. Blow up – 5. Margini – 6. Beat – 7. Zattere – 8. Che cosa è il lusso – 9. Infinito – 10. Luogo comune – 11. Passeggiare da fermi – 12. Lo spazio tra la gente – 13. Scarpe gialle e cielo blu – 14. «Tutto è presente e immanenza» – 15. Lessness – 16. Scandali, evasioni – 17. Gennaio – 18. Via del Mare – 19. Shining – 20. Leggere, vita secondaria – 21. Elenco – 22. Pop – 23. Still life – 24. Elenco 2 – 25. Mosca e Zagarolo – 26. Commedia, tragedia – 27. Altre storie – 28. Fantasmi –
Ringraziamenti - Indice dei nomi e delle cose notevoli