In breveIl sessantotto è diventato un simbolo, e nei simboli ci si culla, indipendentemente dal loro contenuto. A seconda di come li si guarda, quegli anni possono sembrare preistoria, oppure l’altro ieri. Rimane la sensazione, vaga ma forte, che qualcosa di importante sia successo.
I giovani, il femminismo, la protesta, le assemblee, l’amore, il dolore, la violenza, e ancora le culture, i comportamenti, le sensibilità: sembrano spaccati di storie diverse, e in parte lo sono. Gli anni ’68 – perché di ‘anni’ possiamo parlare – hanno più volti. Per raccontarli, Anna Bravo parte da sé e dai dubbi che vale la pena di guardare in faccia dopo quarant’anni di storia e di vite. Non allinea fatti, non giudica, non assolve ma nemmeno si sottrae. Non fa una ‘storia’ della stagione dei movimenti. Segue le tracce dei temi che hanno segnato gli anni sessanta e settanta, cambiando, scomparendo e riaffiorando. Parla di ragazzi e ragazze delle università americane e delle nostre Trento, Torino, Roma, fra la nonviolenza di Martin Luther King e la sua crisi, il maggio francese e le sue derive, l’autunno caldo e l’antifascismo militante, l’inaffondabilità (apparente) del modello patriarcale e la tempesta che gli scatena addosso il femminismo. Tra Presley,
We Shall Overcome e
Mr. Tambourine Man.
Scarica l’audio della presentazione alla Fiera del Libro di Torino 2008IndiceIntroduzione – 1. Radici. I – 2. Radici. II – 3. Politiche – 4. Politiche del femminismo – 5. Amore – 6. Dolore – 7. Stregate – 8. Violenza – Note - Ringraziamenti - Indice dei nomi